Torna di moda il lavoro a maglia. Soprattutto fra gli uomini

Andrea, il nome è di fantasia, è il classico uomo tutto di un pezzo. Con la barba e il fisico massiccio, lavora in magazzino 8 ore al giorno fin da quando era bambino spaccandosi la schiena senza sosta. Rigorosamente eterosessuale, ha una compagna con cui convive da 10 anni. E’ lei che custodisce un segreto che nessuno immaginerebbe; solo lei è a conoscenza della passione di Andrea, l’unica in grado di calmarlo e di rilassarlo dopo il lavoro. Nessuno degli amici e dei colleghi immaginerebbe mai la metamorfosi che il “virile uomo” subisce dopo cena. Chissà cosa direbbero se lo vedessero sul divano davanti alla televisione: niente birra in mano, ma con ferri da maglia e lana, tutto intento a sferruzzare senza sosta e con passione…

Nuove manie unisex
Basta guardare un qualsiasi elenco di corsi di una grande città per rendersene conto. Alla lettera “M” tra le lezioni di massaggio, musica, marketing, magia, make-up e meteorologia, c’è sicuramente anche un corso di “maglia”. E tra gli entusiasti partecipanti, ci sarà anche qualche maschio che, vinte timidezze ed inibizioni, si sente pronto ad affrontare pubblicamente le reazioni stupite per la sua passione tipicamente femminile…
La riscoperta del lavoro a maglia è di moda, come dimostra la sua diffusione tra alcune star di Hollywood da Julia Roberts (che ha comprato i diritti del libro di successo “Le amiche del venerdì sera” di Kate Jacobs dedicato al knitting – il lavoro a maglia, per produrre un film) a Cameron Diaz, da Sharon Stone a Sarah Jessica Parker, che pare si portasse ferri e gomitoli sul set di “Sex and the city”. Il fatto che anche i maschi si siano avvicinati ai “ferri” è la prova che ogni giorno cadono barriere tra i sessi, e che l’immagine della vecchia nonna seduta sulla sedia a dondolo davanti al camino intenta a sferruzzare appartiene ormai ad un lontano passato. Anche se ci vorrà del tempo per vedere l’anziano nonnino con i capelli bianchi che sferruzza un maglioncino mentre guarda la partita la domenica…

Un altro esempio della caduta della divisione tra generi viene dai corsi di cucina. In passato erano appannaggio delle donne, ad eccezione dei grandi chef maschi. Oggi invece può capitare che la maggioranza dei partecipanti ai corsi di perfezionamento ai fornelli, da quelli specifici sugli antipasti a quelli sulla preparazione di dolci elaborati, da quelli sui piatti macrobiotici a quelli sulle tecniche di preparazione di sushi, siano maschi. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che la passione dei fornelli ha contagiato anche gli uomini, provi a chiedere al Comune di Modena. Gli assessorati alle pari opportunità e all’istruzione hanno organizzato un “corso di cucina per soli uomini”. Era lecito attendersi qualche decina di adesioni, ma nessuno aveva pensato che si sarebbero iscritti ben 180 mariti con la dichiarata intenzione di “dare un aiuto concreto alle proprie compagne”….

Il mistero della lingerie femminile
Ma ci sono anche corsi per uomini che vogliono capire meglio le donne, o alcuni “aspetti” delle loro controparti… I magazzini inglesi John Lewis prima di Natale hanno deciso di dare una mano ai maschi imbranati organizzando un corso su “come comprare la lingerie”. Se esiste un piccolo sparuto gruppo di uomini in grado di afferrare al volo i gusti femminili in tema di “intimo”, la grande maggioranza non padroneggia con sufficiente sicurezza la materia col risultato di deludere spesso le attese della propria compagna.
Durante le lezioni, organizzate in un clima sereno ed informale, i docenti-consulenti hanno spiegato come capire le misure di biancheria intima da regalare e quali indizi prendere in considerazione prima di decidere se optare per un tanga o una culotte, un busto o un reggicalze. Un’attenzione particolare è stata data alla scelta del colore: tutti puntano sul rosso con la convinzione che sia sempre la scelta giusta. Ma non è sempre così: difficile da abbinare al resto del guardaroba, spesso è una scelta peggiore rispetto ad un più classico ma sempre sensuale nero.

Fonte:

Segnali
di David Migliori
http://www.affaritaliani.it

Plans. Best. Laid. All that

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January 29, 2010

A little while ago, I put together my own sock club.  I still belong to a sock club, but I wanted to make a point of burning through some of the stash and finally getting to a few patterns I’ve been thinking about for a while.  Thing is, stuff slips off the radar.  I get the yarn or the patterns and I think I’m going to get to it soon, but really knitting is sort of slow, and by the time I’m free to start something again, whatever that cool pattern and yarn were has sort of slipped through the cracks, down past the canopy of the stash and the next thing you know I’ve forgotten I’d ever wanted to knit and and been seduced by whatever came along in the meantime.  This year I took my own advice and I made kits.

I got 12 big ziplocks, and in each one I put everything I need to make those socks.  If the pattern was in a book I photocopied it, if it was a download I printed it, if if was a pattern I had to buy, I bought it. Then I went through the stash and figured out what should go with what – then I sealed up all 12 and put them away on a shelf in my office cupboard, promising myself that I would knit one pair a month, drawn at random.  Some men’s socks, some ladies, some lace, some cable… at the end of the year I’d have 12 pairs of socks (at least) and have made a serious dent in my sock needs.

A couple of days ago I realized that I was in serious danger of blowing the system the very first month out, and so I went into the cupboard and pulled a bag at random. (The astute among you will notice that post furnace installation I got a new cupboard in my office.  It was the tradeoff for the space I lost because I gained a heating duct in that room.  Heat is nice and all, but mama’s got a lot of yarn. That’s my sock club on the top shelf. Nice, huh?)  I snagged one from the middle without looking.  I got a skein of Handkraft “The sock who loved me” in  Mangrove, which was paired with the pattern for the Sleepy Hollow socks.

No problem, I thought those will be quick to finish by the end of the month.  Now, me being me and the universe being what it is, I totally should have seen it coming the minute I thought that, but I still haven’t gotten used to the way that my knitting ability can come and go at a moments notice.

I started down the leg, all seemed well.  Then I got to the gusset increases and the next thing I knew I was knitting like a rookie, and by a rookie, I mean that I wasn’t knitting badly, I was knitting like someone who hadn’t learned some stuff about knitting the hard way about a thousand times.  See – a rookie doesn’t know that it’s really hard to go purl to purl on dpns without  having a wicked ladder (at least if you’re me.) A rookie wouldn’t know to slide that bad boy over to the other needle to avoid that crap.  A rookie might think “hey man, I know what a m1p is.  I don’t need to look at the stitch legend.”

Then a rookie would be wrong – a rookie would look at that gusset and learn his lesson, and then the rookie would knit better next time.  Me?  Not a rookie. Knew all this- knit badly anyway, and it was totally preventable.  After 36 years of knitting I’m going to go public and tell you what I think is the #1 cause of knitted crap.

Failure to read.

Seriously.  The instructions were right there, they are correct, they are clear, there is nothing wrong with them and the only thing that gave me that totally crappy gusset is that I did not read. It is my fault, and I have no-one to blame because I didn’t read.  I had a little pout and a beer, then I took my lumps, ripped it back and started again from the top of the gussets/heel and carried on. This went reasonably well until I tried it on.  Bad news.  Should have read the sizing information- that’s there too. Ripped the entire sock back, tried again.   I thought I had this beast going on until I finished the whole gusset and heel and thought that was pretty funny lookin’ too.  Didn’t look like the picture.  I carried on a bit, starting to decrease the stitches and realized I didn’t have the right number of stitches, and as I re-checked the pattern, I realized that I’d read the first line of the heel turn, recognized the techniques, assumed I knew what I was doing and carried on.
Not so much.  The heel actually departs from what I was expecting about halfway through.  Thus – the heel is wrong.  Again. Failure to read. Again. It’s going to be a stretch to finish these socks by the end of the month (considering that there is only 2 days left in the month.) I’m going to have to do one of three  things.  Knit faster,  get smarter or READ.  (That third option seems easiest.)

(PS.  Thought I’d let you know,  Sock Camp opens to the general public today, now that the club members have signed up.  Also – an aside to Tina.  What are you doing? Hoarding bad pictures of me? )

Posted by Stephanie at January 29, 2010 2:46 PM

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Uncinetto per Bambini: Scamiciato Arancio

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SCAMICIATO ARANCIO (2 anni)

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Occorrente

  • g 100 di filato Suzette della Borgosesia color arancio n° 2371;
  • uncinetto n° 3;
  • 4 bottoncini.

Punti impiegati

  • Punto conchigliette.
  • Maglia bassa.
  • Punto gambero.
  • Campione: cm 10×10 pari a 20 m. e 15 r.

Esecuzione

  • Dietro: avv. una cat. di 63 m. e lav. col punto conchigliette dim. da ambo i lati 1 m. ogni 4 righe per 6 volte. Proseguite diritte senza diminuzioni. A 42 righe di alt. tot. per gli scalfi non lav. le prime e ultime 6 m.
    Dopo tre righe per lo scollo non lav. le 15 m. centrali e proseguite separatamente sulle 12 m. laterali di ciascuna spallina per 12 r. ancora. Fermate il lavoro.
  • Davanti: come il dietro fino agli scalfi.
    Dopo gli scalfi lav. ancora due r., poi eseguite lo scollo come dietro. Lav. su ciascuna spallina per 10 r. ancora. Fermate il lavoro.

Confezione
Eseguite le cuciture con un morbido punto indietro. Rifinite gli scalfi e lo scollo con un giro di maglia bassa e uno di punto gambero. Attaccate i bottoni. Gli occhielli si formano automaticamente usando lo spazio fra una conchiglietta e l’altra. Anche questo modello può essere eseguito lungo fino alla caviglia. In questo caso iniziate il lavoro con una catenella di 83 m. e diminuite sui fianchi 16 volte una m. ugualmente ogni quattro righe.

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Due cuscini a maglia doppia

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Proponiamo due cuscini realizzati a maglia, con due punti diversi: costa inglese scambiata per il cuscino color senape, punto nido d’api per il cuscino color verde.

CUSCINO SENAPE

Occorrente: gr. 200 di lana Jaeger Nature garn, color senape n° 704; ferri n° 5; cm 50 x 50 di velluto a coste sottili; un cuscino già confezionato per  l’ imbottitura o trucioli di gommapiuma.

Punti impiegati

  • Costa inglese scambiata.
  • Campione: cm 10×10 pari a 12 m. e 20 f.

–>

Esecuzione
Avviate 60 m. e lav. a costa inglese scambiata per cm 50. Intrecc. tutte le m. Tagliate un quadrato di cm 50 nel velluto. Cucitelo dal rovescio al quadrato di lana lungo tré lati (è già calcolato cm 1 di margine per le cuciture).
Inserite l’imbottitura nel cuscino già acquistato pronto e chiudete il quarto lato con un sottopunto.

CUSCINO VERDE
Occorrente

  • g 200 di lana Jaeger Nature garn,
  • color verde n° 709;
  • ferri n° 5;
  • cm 50×50 di velluto a coste sottili;
  • un cuscino imbottito.

Punti impiegati

  • Punto nido d’api.
  • Campione: cm 10×10 pari a 12 m. e 20 f.

Esecuzione
Avv. 60 m. e lav. a p. nido di api per cm 50, intrecc. le m. Cucite il quadrato di velluto a quello di lana, su tre lati (è già calcolato il margine). Inserite l’imbottitura e chiudete il quarto lato con un sottopunto.

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Le maglie passate in piena libertà

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IN PIENA LIBERTÀ Occorrente g 400 di lana cable n° 18 della Borgosesia, rosa n° 2360; avanzi di color nero; ferri n° 3; uncinetto n° 3; 9 bottoncini; un ago a punta arrotondata. Punti impiegati Maglia rasata. Coste 2/2. Maglia bassa. Campione: cm 10 x 10 pari a 24 m. e 35 f.

Esecuzione Dietro: avv. 110 m. e lav. a coste per cm 3.  Proseguite a m. rasata. A cm 53 d’alt, tot. per gli scalfi intrecc., da ambo i lati, ogni 2 f., 4 m., 2 volte 3 m., 2 volte 2 m., 4 volte 1 m. A cm 20 d’alt, degli scalfì per le spalle intrecc. 3 volte 5 m., da ambo i lati, e le restanti 44 m. in una sola volta. –>

Davanti sinistro: avv. 60 m. e lav. a coste per cm 3 poi distribuite il lavoro nel seg. modo: 20 m. dir., 34 m. a coste (iniziando e term. con 2 rov.), 6 dir. Proseguite con questa distribuzione di punti per tutto il davanti. A cm 53 d’alt. tot. per lo scalfo intrecc. come dietro e contemp. iniziate lo scollo dim. 1 m. ogni 3 f. per 24 volte. A cm 20 d’alt, dello scalfo per la spalla intrecc. 3 volte 6 m. (le m. della spalla sono più di quelle del dietro perché la lavorazione è a coste).

Davanti destro: come il sinistro ma in senso inverso e con 9 occhielli, il primo a cm 1 dal bordo a coste, gli altri a cm 6 di distanza reciproca.

Tasca: avv. 34 m. e lav. a coste per cm 3 poi a m. rasata distribuendo 8 dim. nel corso del 1° f. (lav. ins. le m. rov.). A cm 13 d’alt tot. intrecc.

Stirate ie singole parti. Cucite le spalle. Riprendete le m. lungo gli scalfì e iav. a coste per cm 3. Cucite i fianchi. Lungo i bordi davanti e lo scollo, lavorate 2 giri a m. bassa in rosa e 1 giro in nero allungando 1 m. ogni 3 (inserite l’ uncinetto più in basso). Attaccate infine le tasche e i bottoni.

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ANCORA SUL CASHMERE – Corneliani al Pitti 77: successo totale

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corneliani pitti
Al di là di ogni più rosea prospettiva Coneliani merita l’ovazione degli addetti ai lavori e del grande pubblico.
In primis un cambio di rotta del taglio sartoriale che torna a vestire anni ‘80.

Dall’immaginario di intellettuali con dolcevita e ragazzi acqua e sapone in disco music salviamo le linee ma non la fattura:

La tecnologia dopo 30 anni riesce a soddisfare quel senso di morbidezza e di volume auspicato, con i nuovi filati vaporosi del cachemire, dei bouclé, della maglieria che si propone in formule inedite come quella aromatizzata al thé verde.

Sono le tinte calde e unite a imporsi come must della collezione, dal bianco panna al beige, dal marrone al verde muschio.

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