I nostri filati sono da trattare

I filati di cashmere che trovi sul nostro sito web sono tutti da trattare/lavare.

Alla apparenza i filati da trattare sono grezzi e ruvidi, per i non addetti può anche sembrare che non sia cashmere, alcune volte mi è capitato che clienti non esperti mi abbiano chiamato per chiedermi spiegazioni, ma una volta lavati cambiano completamente.

Se sei abituata ad acquistare i filati in negozio, che sono già trattati, troveri una differenza enorme a primo impatto, ma i filati da trattare sono tutti così.

Noi acquistiamo rimanenze da maglifici, e alle aste i filati in cashmere, e troviamo filati non trattati in quanto i maglifici sono abituati a trattare i capi dopo lavorati. Infatti lavorando a macchina i filati non trattati si diminuiscono molti rischi, fra i quali. più importante, la rottura del filo durante la lavorazione a macchina, che comporta la caduta del lavoro e molto lavoro per lo smacchinatore per ripartire con conseguente aumento dei costi di lavorazione.

Ti suggerisco di seguire i miei consigli sulla lavorazione dei filati di cashmere non trattati cliccando qui, ed i nostri consigli sul lavaggio cliccando qui.

Se non hai mai lavorato filati di cashmere non trattati non aspettarti di ricevere il filato così come lo compri in negozio. Lo diventerà, ma solo dopo averlo lavorato e lavato seguendo i nostri consigli.

Lavorando i filati da trattare hai alcuni vantaggi ed alcuni svantaggi, lo svantaggio principale è il tempo, dovrai impiegare più tempo perchè dovrai fare un campione prima e trattarlo/lavarlo e poi trattare/lavare il capo finito, il vantaggio principale è che i filati da trattare provrngono da stock e costano molto meno, anche un terzo di quello che costano in negozio i filati già trattati, pur mantenendo la stessa qualità. Cliccando qui potrai leggere un altro articolo sulla lavorazione dei filati da trattare.

Se non hai mai lavorato filati di cashmere non trattati ti consiglio di acquistarli solamente se sei completamente sicura di voler provare a lavorare i filati di cashmere non trattati.

www.florencecashmereyarn.com

Perchè i colori delle foto non sono fedeli agli originali?

Capita spesso che i colori dei filati visti su internet non siano fedeli agli originali.

Questo accade per vari motivi, purtroppo è molto difficile riprodurre un colore di una rocca di filato fedele all’originale. I motivi sono molteplici. Elencherò qui di seguito i 4 principali motivi per i quali i colori non sono fedeli.

1 – E’ molto difficile fotografare una rocca di filato, questo lo sa qualsiasi fotografo professionista, soprattutto se le rocche sono di colori diversi. Realizzare una foto fedele all’originale è una impresa molto ardua per un fotografo, che necessita anche di molto tempo, ed anche se ci riesce ci sono molti altri fattori che incidono sulla visualizzazione.

2 – Per esempio sui filati di Cashmere esistono tantissimi colori diversi, ma anche di tonalità molto simili che sono difficili da distinguere su una macchina fotografica o su un monitor di un computer, soprattutto perchè sia la macchina fotografica che il monitor del computer tendono a farti vedere l’oggetto più lucente, più lucido, quando invece i colori dei filati di cashmere per la maggior parte sono opachi.

3 – Spesso accade che la luce, sia quella artificiale che quella naturale, falsa i colori. Infatti accade spesso che un colore ha una certa tonalità se si guarda alla luce artificiale ed una tonalità diversa se si guarda alla luce naturale, e questo rende ancora più difficile immortalare il colore reale.

4 – Ultima ma non per importanza, anzi, un fattore che incide molto è il monitor del computer dove si guardano le foto.
Per poter vedere i colori orgiginali della foro bisognerebbe avere un computer con un monitor calibrato, ma questo non avviene mai, solo i grafici professionisti utilizzano per il loro lavoro computers con monitor calibrati per i colori.
I PC o i Desktop che si acquistano normalmente non hanno i monitor calibrati, ed hanno schede grafiche che tuttalpiù sono adatte per i giochi elettronici, mentre per la grafica intesa come realtà dei colori servono schede grafiche e monitor appositi, infatti le schede grafiche e la calibrazione dei monitor che utilizzano i grafici professionisti costano più di un normale PC. I colori quindi appaiono sempre più o meno falsati.
Se si guarda un qualsiasi articolo presente sul nostro sito web su due computer diversi, uno smartphone ed un tablet, si noterà che anche la foto migliore realizzata avrà una tonalità più o meno diversa su ognuno di essi.

Con questo spero di aver fatto un po’ di chiarezza sulla difficoltà e la quasi impossibilità di visualizzare sul computer un colore fedele all’originale.

www.hircusfilati.com

Sciarpa Reversibile con le Trecce

Oggi Ti voglio parlare della sciarpa, l’accessorio dal quale, di solito, si inizia a imparare a fare la maglia. Chi si scorda la prima sciarpa fatta ai ferri? Non so come era la tua, la mia era orrenda, ma ne ero tanto fiera :-).

Questo accessorio è nato più di duemila anni fa. Inizialmente era una semplice striscia di tessuto. Si indossava intorno al collo, intorno alla testa (nel mondo musulmano), oppure era legata alla vita dell’uomo. Serviva per coprirsi dal freddo, per eleganza ma anche per motivi religiosi, militari (in Cina era un accessorio usato per distinguere il rango del soldato) e … igienici (ai tempi dell’Antica Roma veniva originariamente chiamata “sudarium”, che vuol dire “panno per il sudore” e si usava per la pulizia).

Dalla fine del XIX secolo, la sciarpa diventa l’accessorio di moda utilizzato da uomini e donne; d’inverno per coprirsi dal freddo, d’estate per eleganza.

Nel Regno Unito gli studenti, come da tradizione, indossano sciarpe di diversi colori come simboli identificativi delle loro rispettive Università. Nel mondo dello sport, invece, per i tifosi rappresentano le squadre di calcio preferite.

Credo che la sciarpa sia l’accessorio perfetto non solo per iniziare a fare la maglia. Se sei principiante, potresti adoperare punti molto semplici come legaccio, costa o grana di riso. In seguito, potresti divertirti realizzando vari punti fantasia e fare gli esercizi di lettura degli schemi. Ne troverai tantissimi su Internet e nelle riviste.

E non finisce qui perché … “l’appetito vien mangiando”. Una volta diventati bravi, abbiamo sempre bisogno di qualche sfida, vero? Eccone una: la sciarpa reversibile con le trecce (uguale da tutte e due le parti), presentata nel libro del quale vedi accanto la copertina.

Vorrei farti capire come si realizzano le sciarpe reversibili con le trecce. Per questo motivo te ne propongo una, abbastanza semplice.

Una volta capito il concetto, potrai creare altri modelli da sola/o. Sto realizzando la mia sciarpa con il morbidissimo filato Alpaca, utilizzando i ferri numero 4.

Qui, invece, troverai altri filati, tutti morbidissimi e molti in offerta :-).

Avvia 64 maglie (nel nostro video corso gratuito della tecnica continentale, troverai vari modi di avviare le maglie).

1° ferro: *4 diritti (per la striscia di legaccio), 2 dir / 2 rov / 2 dir / 2 rov (per la treccia)*, riperti la parte fra ** altre 4 volte, finisci il ferro con 4 diritti (per la striscia di legaccio)

2°, 3°, 4°, 5°, 6° ferro: ripeti il 1° ferro

7° ferro: *4 diritti, intreccio di 8 maglie (sposta le prime 4 maglie (2 dir e 2 rov) sul ferro ausiliario e tienile davanti, lavora le 4 maglie successive (2 dir e 2 rov), quindi rimetti sul ferro sinistro e lavora le 4 maglie tenute in sospeso*, ripeti la parte fra ** altre 4 volte, finisci il ferro con 4 diritti.

Ripeti i ferri dal 2° al 7° fino a raggiungere la lunghezza desiderata. Finisci la sciarpa lavorando i ferri dal 2° al 6°, quindi intreccia tutte le maglie.

Non è difficile, vero? Se utilizzerai il filato più grosso, da lavorare con i ferri numero 5/6 e non vuoi la sciarpa molto larga, avvia 52 maglie. In questo modo avrai 4 trecce e 5 strisce di legaccio.

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati