Come Calcolare la Quantità di Cashmere per un Lavoro a Maglia – II Parte: Sciarpe e Stole

Prima di leggere il post di oggi, Ti consiglio di leggere questo (è la prima parte dell’argomento di cui parlerò di seguito).

Hai già sicuramente notato che molto più importante del peso è il metraggio del filato. Quando qualcuno mi chiede: “quanta lana devo comprare per fare una sciarpa?”, non so rispondere. Tutto dipende dal tipo di lana, soprattutto dal titolo del filato. Un gomitolo di 50 grammi potrebbe avere approssimativamente da 30 a 300 metri di lunghezza. Quello da 30 metri sarà molto grosso, quello da 300 metri molto sottile.

In questo post Ti voglio aiutare semplificando i calcoli.

La tabella che vedi sotto indica approssimativamente quante maglie ci sono nel campione di 10 cm di maglia rasata e quanti metri di filato serviranno per fare una sciarpa oppure una stola.

Ti ricordo che questi numeri rappresentano una media: chi ha “la mano stretta” avrà più maglie, chi ha “la mano lenta” potrebbe averne di meno.

Approssimativo numero di maglie

in 10 cm

(maglia rasata)

Sciarpa piccola

15 x 100 cm (circa)

Sciarpa grande

25 x 140 cm (circa)

Stola

50 x 280 cm (circa)

12 (ferri 9 – 11)

104 metri

243 metri

486 metri

16 (ferri 7 – 9)

148 metri

344 metri

688 metri

20 (ferri 5 – 7)

186 metri

434 metri

868 metri

24 (ferri 3 – 5)

264 metri

614 metri

1228 metri

28

290 metri

676 metri

1352 metri

Ovviamente, questo calcolo dovrà essere modificato in quanto si basa su un campione di maglia rasata. Le sciarpe e le stole, di solito, si fanno con punti più elaborati che richiedono più filato.

Quindi se scegli i motivi più complessi (per esempio trecce oppure costa inglese), dovrai aggiungere il 10 – 15% di filato.

Visitando il sito Hircus Filati, troverai un’informazione che riguarda il metraggio del filato che è in vendita. Spero che ora sarà più facile prendere la decisione che riguarda il tuo acquisto.

So che cosa mi vorresti chiedere: “e se anziché una sciarpa volessi fare un cappello, oppure i guanti, oppure un maglione, quanto cashmere mi servirebbe?” Te ne parlerò nei prossimi post.

E intanto voglio ritornare alla sciarpa. Si sta avvicinando il periodo delle feste natalize e dei regali.

Quante persone non sanno cosa regalare a un uomo???? Eh, già, non è facile. E’ decisamente più facile scegliere un regalo per una donna :-).

Ti propongo una cosa classica, che sarà molto preziosa: una sciarpa di cashmere (puro oppure misto) realizzata da te. Chi la indosserà la apprezzerà sicuramente.

Non è facile trovare un motivo originale per una sciarpa da uomo. Di solito si usano: varie coste, maglia legaccio, a volte la grana di riso…

Ti propongo due motivi, uno facile per i principianti e l’altro un po’ più complesso nell’esecuzione.

Se vuoi aggiungere un tocco di eleganza esegui i bordi a tubolare (vedi campioni sotto).

Campione 1

è composto da strisce di maglia legaccio a diritto, alternate a strisce di maglia legaccio a rovescio.

Il numero di maglie da avviare deve essere divisibile per 20 + 10 (per l’ultima striscia) + 6 (per 2 bordi a tubolare).

1 striscia di 10 maglie a legaccio è pari a 5 cm circa (ferri numero 4 – 4,5).

1° ferro: 3 dir., *10 dir., 10 rov.*, ripetere da * a *, 13 diritti

2° ferro: 3 rov., *10 dir., 10 rov.*, ripetere da * a *, 10 dir., spostare le ultime 3 maglie sul ferro destro senza lavorare, lasciando il filo davanti

3° ferro: 3 dir., *10 dir., 10 rov.*, ripetere da * a *, 10 dir., spostare le ultime 3 maglie sul ferro destro senza lavorare, lasciando il filo dietro

4° ferro: 3 rov., *10 dir., 10 rov.*, ripetere da * a *, 10 dir., spostare le ultime 3 maglie sul ferro destro senza lavorare, lasciando il filo davanti

Ripeti il 3° e il 4° ferro.

Campione 2

è composto da strisce di legaccio a diritto, alternate a strisce di costa inglese.

Avvia 40 maglie (ferri numero 4 – 4,5)

1° ferro: 3 dir., * striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.), 1 dir., 1 rov., 1 dir., 1 rov., 1 dir.,* ripetere da * a * , striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.) , 3 dir.

2° ferro: 3 rov., * striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.), 1 rov., 1 dir., 1 rov., 1 dir., 1 rov.,* ripetere da * a *, striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 diritti), bordo tubolare (spostare le ultime 3 maglie sul ferro sinistro senza lavorare, lasciando il filo davanti

3° ferro: bordo tubolare (3 dir.), * striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.), striscia di 5 maglie a costa inglese (= lavorare tutte le maglie diritte (3) entrando con il ferro nella maglia diritta sotto quella che si trova sul ferro, le maglie rovesce si lavorano a rovescio)*, ripetere da * a *, striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.), bordo tubolare (spostare le ultime 3 maglie sul ferro sinistro senza lavorare, lasciando il filo dietro)

4° ferro: bordo tubolare (3 rov.), *striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.), striscia di 5 maglie a costa inglese (= lavorare tutte le maglie diritte (2) entrando con il ferro nella maglia diritta sotto quella che si trova sul ferro, le maglie rovesce si lavorano a rovescio)*, ripetere da * a *, striscia di 8 maglie a legaccio (= 8 dir.), bordo tubolare (spostare le ultime 3 maglie sul ferro sinistro senza lavorare, lasciando il filo davanti)

Ripetere il 3° e il 4° ferro fino a raggiungere la lunghezza desiderata.

Spero che questo post ti aiuterà a calcolare la quantità di cashmere necessario per realizzare una bellissima sciarpa.

Buon lavoro e … alla prossima!

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

Come calcolare la quantità di Cashemere per un lavoro a maglia – I Parte

Supponiamo che tu abbia guardato la pagina di Hircus Filati con tante offerte di filati pregiati e che Tu abbia deciso di farTi un bel maglione di Cashmere. Hai trovato il filato che Ti piace, il prezzo pure, hai anche in mente il modello. Stai per ordinare e Ti chiedi: ma quanto Cashemere mi servirà? Comprando la lana in gomitoli è più semplice: molti produttori riportano le informazioni importanti sulle fascette. Indicano il metraggio di un gomitolo (per esempio 50 gr = 120 m), il numero dei ferri da utilizzare e il numero di maglie e di ferri in un campione 10 cm x 10 cm. Alcuni aggiungono, addirittura, il numero di gomitoli che servono per un maglione a seconda della taglia e del modello (maniche lunghe o corte).

Non è facile calcolare la quantità di filato per un lavoro a maglia, comunque le spiegazioni e i suggerimenti che troverai di seguito Ti saranno sicuramente utili.

Il Cashmere e i Filati Pregiati venduti nel sito Hircus Filati sono forniti delle informazioni che Ti serviranno per calcolare la quantità di lana che ti occorrerà: il titolo e di conseguenza il metraggio (approssimativamente già calcolato).

Per capire meglio di che cosa si tratta, Ti consiglio di leggere questo post, in cui Federico Scatizzi lo spiega in maniera molto semplice. Ti assicuro che sono informazioni molto utili che Ti permetteranno di calcolare il metraggio di qualsiasi filato e, di conseguenza, la quantità.

In questo articolo Ti darò un esempio concreto su come calcolare la quantità approssimativa di Cashmere che servirà per fare un capo ai ferri. Cercherò di approfondire l’argomento in uno dei miei prossimi post.

Iniziamo da un modello. Ho scelto il maglione con lo scollo a “V” creato da Heidi Kirrmaier e pubblicato su Raverly. È semplice e unisex. La semplicità si sposa molto bene con il Cashmere.

Puoi scaricare gratuitamente la spiegazione (in inglese) per varie taglie cliccando qui

Vediamo le informazioni che ci dà l’autrice.

Campione di maglia rasata: 16 maglie e 23 ferri = campione 10 cm x 10 cm

Numero dei ferri da utilizzare: 4,5 – 5,0

Taglie: XS, S, M, L, XL, XXL, XXXL (circonferenza seno o torace da 80 a 140 cm)

Metraggio totale: 872 m – 1427 m 

Questa informazione, cioè quanti metri servono per realizzare il maglione, è molto importante, più importante del peso del filato.

Per calcolare la quantità di Cashmere che servirà per questo modello, ho scelto la taglia più piccola, cioè XS (circonferenza petto 80 cm). Secondo le indicazioni dell’autrice per le taglie S e M sono sufficienti 8 gomitoli da 109 m ciascuno (totale 872 m del filato).

Ora è il momento di scegliere il filato con il quale farò il maglione. Prendo, come esempio, l’Eco Cashmere in matasse da 250 gr = 575 m circa (da lavorare, ovviamente con i ferri numero 4,5/5, indicati nel progetto).

Facciamo un calcolo: (872 x 250) : 575 = 380. Dunque mi serviranno circa 380 g del filato che ho scelto.

Una matassa non mi basterà, ne dovrò prendere due: 500 g = 1150 m.

Potrò utilizzare quello che rimarrà per fare uno scaldacollo oppure una sciarpa :-). Avere ad un prezzo così basso due capi di Cashmere sarà veramente un affare :-).

Oppure … ne comprerò ancora di più e anziché fare un maglione, ne farò due: uno per me e uno per il mio “lui” o la mia “lei”.

http://www.ravelry.com/projects/WoolinHand/simple-summer-tweed-top-down-v-neck

Se sceglierai un modello pubblicato su una rivista, non troverai l’informazione che riguarda il metraggio totale per il capo da realizzare. Dovrai calcolarlo Tu, prendendo in considerazione la quantità necessaria del filato X proposto per quel modello.

Per esempio: servono 600 g, cioè 12 gomitoli da 50 g = 70 m (12 gomitoli x 70 m = 840 m). Quindi per realizzare il modello avrai bisogno approssimativamente di 840 m del filato.

 

Spero di essere stata abbastanza chiara … buon lavoro.

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

 

 

Astuzie della maglia

Il mondo dei filati è incredibilmente ricco. Alcuni filati sono semplici, altri molto fantasiosi. Non mi riferisco alla composizione, ovviamente, ma al loro aspetto esteriore.

Non sono amante di tutte queste “stranezze”: filati con palline, filati che si dividono per creare increspature e/o volant, filati molto grossi per lavorare con le mani oppure con le dita etc. Anche se, devo ammettere, qualche volta l’effetto finale è interessante.

Comunque tutti i filati di questo tipo hanno una vita breve: vanno di moda al massimo per una stagione.

Amo filati classici perché mi permettono di realizzare capi unici, personalizzati, più originali, più elaborati e per questo molto più preziosi. Non pongono limiti alla mia creatività, anzi la stimolano continuamente.

Al top dei filati classici troviamo, ovviamente, quelli pregiati come per esempio cashmere puro oppure misto.

Alle persone che non sanno fare motivi complessi e creano i loro capi con punti semplici come: maglia rasata, legaccio, punto grana di riso, coste ecc., posso dire che questa semplicità si sposa molto bene con tutti i filati pregiati.

Capisco che realizzare una sciarpa è abbastanza semplice, ma cosa fare se si vuole realizzare un classico maglione?

Ecco un aiuto, grazie al quale potresti imparare a fare molte cose e risolvere molti problemi: sto parlando del libro intitolato “Astuzie della maglia” (Casa Editrice Mani di Fata). Non è molto recente ma è molto valido.

Lo potrai acquistare su questo sito al prezzo di soli 6 euro:

https://www.manidifata.it/le-pubblicazioni-mani-di-fata/maglia.html

 

 

 

Ecco, in breve, cosa troverai all’interno:

Nozioni Base

Questo capitolo contiene nozioni base che riguardano:

– filati e ferri adatti per lavorarli

– vari modi di avviare i punti

– come lavorare il punto a diritto e a rovescio

– motivi semplici: maglia rasata, legaccio (compresi margini laterali), punto costa 1/1 e 2/2 (tutti e due con l’avvio tubolare), punto grana di riso e le sue varianti

– lavorazione in tondo

Punti operati e significato dei simboli

Questo capitolo contiene tantissimi motivi (compreso lo jacquard) con le foto dei campioni e schemi grafici. Numerosi disegni aiutano a capire i passaggi indispensabili per realizzarli.

Nell’ultima parte del capitolo troverai informazioni su come utilizzare e valorizzare filati fantasia (bouclé, boutonné, mohair, tubolare).

Realizzazione dei capi

Penso che questo capitolo Ti interesserà più di tutti gli altri perché Ti spiegherà come:

– formare in diversi modi uno sbieco sui margini (quindi come fare aumenti e diminuzioni)

fare uno sbieco delle spalle

– lavorare in sbieco

– lavorare a ferri accorciati

– fare gli arrotondamenti delle maniche, degli scalfi e dello scollo diminuendo le maglie

– fare gli arrotondamenti degli angoli aumentando le maglie

diversi modi di formare lo scollo a “V”

– calcolare le diminuzioni per maniche a raglan

– calcolare aumenti e/o diminuzioni per fare una gonna svasata

Unire, intrecciare, cucire

Leggendo questo capitolo rimarrai sorpresa/o dalla molteplicità di modi che esistono per unire i pezzi, intrecciare le maglie e cucire.

Ripresa dei punti e bordi

Succede spesso che occorra riprendere le maglie per fare i bordi. In questo capitolo troverai le informazioni su:

– quali motivi scegliere per realizzare bordi

– come calcolare un numero di maglie da riprendere

– in che modo si possono riprendere le maglie

– come lavorare il bordo per lo scollo rotondo, quadrato, a “V”, a “U” e il collo alto

Rifiniture

Il libro chiude con molti suggerimenti pratici su come:

– unire e fissare i fili al centro del lavoro

– cambiare il filo all’inizio del ferro

– stirare

– fare le aperture per poter indossare i capi agevolmente

– fare occhielli e asole

– attaccare i bottoni e gli automatici

– attaccare una cerniera lampo

– unire le maniche agli scalfi

– realizzare e rifinire vari tipi di tasche.

 

Sperando che questo post possa esserTi utile, Ti auguro buona lettura.

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

10 buoni motivi per fare la maglia

Se Ti chiedessi perché vale la pena di fare la maglia, probabilmente la Tua risposta sarebbe diversa dalla mia o da quella data da un’altra persona. Comunque fra le risposte molto probabili troveremmo queste due:

1. Perché posso creare capi di abbigliamento oppure accessori assolutamente originali.

2. Perché mi rilassa.

Risposte validissime, comunque oggi voglio aggiungere altri 10 motivi per i quali vale la pena di fare la maglia, ai quali, forse, non avresti mai pensato.

1. Aiuta ad abbassare il livello dello stress e della pressione sanguigna

La natura ritmica e ripetitiva del lavoro a maglia o all’uncinetto abbassa la pressione sanguigna, rallenta la frequenza cardiaca, aiuta a ridurre lo stress in quanto si abbassa il cortisolo – l’ormone dello stress. Allo stesso tempo viene rilasciato l’ormone della felicità, cioè serotonina e dopamina. Facendo la maglia ci troviamo in uno stato di rilassamento simile a quello associato alla meditazione e allo yoga. Concentrandoci sul lavoro, allontaniamo pensieri tristi, preoccupazioni, senso di vuoto o di impotenza che appaiono spesso quando affrontiamo problemi di salute.

2. Aiuta a smettere di fumare

Quello che si crea con le mani attira l’attenzione della nostra mente. Vogliamo vedere al più presto possibile il lavoro finito e, spesso, riusciamo a superare o allontanare il desiderio di fumare. Una sigaretta di meno, poi un’altra … 🙂 e alla fine “rischiamo” di non fumare più.

3. Aiuta ad aumentare l’autostima

Quanto è bello creare qualcosa. Anche una semplice sciarpa, può dare tanta soddisfazione: “L’ho fatta io!”. Non dimentichiamo, però, che per molte persone il lavoro a maglia potrebbe far parte della riabilitazione (dopo l’ictus, per esempio). Quando aumenta l’autostima (“Riesco a fare ancora qualcosa”), si attiva anche una grande forza dentro di noi che aiuta a combattere le malattie.

4. Aiuta a socializzare

Partecipare ai corsi di maglia dal vivo oppure essere membri di gruppi on line, aiuta a socializzare. Condividere la propria passione con gli altri ci permette di sviluppare le nostre competenze, di allargare gli orizzonti, ma anche di uscire dalla solitudine.

5. Aiuta a controllare il peso

Molte persone guardando un film alla tv mangiano spesso patatine, noccioline, biscottini ecc. E dopo, ovviamente, gli effetti si vedono sulla bilancia. Prova a prendere in mano i ferri, sferruzzando non sentirai il bisogno di mangiucchiare e, di conseguenza, non ingrasserai.

6. E’ una ginnastica delle mani

Ci sono molti problemi alle articolazioni delle mani e dei polsi per i quali la ginnastica può essere di grande aiuto.

Se usi ferri lunghi (tradizionali) e lavori tenendone uno sotto il braccio destro, potresti, però, sentire un dolore alla spalla. La posizione del corpo è scomoda e i muscoli troppo tesi. Per questo motivo, è meglio usare ferri corti (circolari) e la tecnica continentale. Potrai lavorare la maglia seduta/o comodamente in poltrona, con le spalle rilassate. Se vuoi imparare questa tecnica clicca qui e segui le istruzioni. Il corso è gratuito.

7. Hai mai sentito parlare della cromoterapia?

In due parole è una medicina alternativa che utilizza i colori per aiutare a trattare disturbi di diverso tipo. I colori (o meglio le sensazioni da questi trasmesse) possono portare qualche giovamento per ansia, stress, depressioni, debolezza fisica e mentale, deficit immunitari ed altro.

Che cosa c’entra con i lavori a maglia? C’entra e come! Scegli il colore giusto della lana e presto ne vedrai gli effetti. Il rosso e l’arancione sono stimolanti,  il celeste e l’azzurro sono rilassanti, i verdi sono riequilibranti.

Sciarpa, stola o scialle del colore giusto potrebbero cambiarti la giornata.

8. Aiuta a ridurre il rischio di disturbi cognitivi associati all’età

I ricercatori ipotizzano che il lavoro manuale stimoli lo sviluppo di percorsi neurali nel cervello: questo aiuta a mantenere le funzioni cognitive.

Si è scoperto che le persone anziane che si impegnano spesso a fare i lavori manuali, tra cui la maglia e l’uncinetto, corrono rischio minore di perdere le funzioni cognitive e la memoria.

9. Aiuta a migliorare le competenze matematiche

Fare la maglia richiede competenze matematiche? Certo. Devi contare le maglie del campione, poi devi calcolare il numero di maglie da avviare, gli aumenti, le diminuzioni … non finisce mai.

Puoi anche seguire le istruzioni che propongono le riviste del settore, a patto che la tua lana sia della stessa grossezza. Se non è così o devi comprare un’altra lana, o rinunciare al capo che ti piace oppure … ricalcolare il numero delle maglie

10. Aiuta a rafforzare i legami interpersonali

Succede che le giovani mamme a volte non abbiano tempo, a volte competenze, per insegnare ai figli lavori manuali. E succede spesso che questa lacuna venga riempita dalle nonne. Se fra i tuoi ricordi c’è quello legato alla nonna che con tanta pazienza ti insegnava a tenere i ferri in mano e, fra la maglia diritta e rovescia, ti ascoltava, ti consolava, ti consigliava … sai perfettamente di quale tipo di legame prezioso sto parlando.

Ti ho convinto che vale la pena di lavorare ai ferri? Spero di sì. Allora guarda le nostre offerte qui e fatti un bel regalo di Natale,

Buone Feste a tutti Voi!

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

Come lavorare i filati in Cashmere non Trattati

2-28-cashmere-aigoI filati in cashmere da macchina da maglieria ed il filati in cashmere per lavoro a maglia a mano in rocche non sono mai trattati (o quasi mai) e vanno trattati (lavati) dopo la lavorazione. Questo perchè lavorare a macchina un filato non trattato è molto più semplice, e si corrono meno rischi che il filo si rompa o che si rompano gli aghi della macchina.

Il mio primo e più importante consiglio è sempre di realizzare un piccolo campione/telo (10×10 o meglio 20×20) e lavarlo in lavatrice prima di realizzare il lavoro definitivo.

Questo perchè i filati in cashmere, anche se dello stesso titolo (finezza) non sono mai tutti uguali. Ci sono molte variabili sulla realizzazione dei filati in cashmere, a partire dalla filatura fino ad arrivare alla tintura.

In primis ogni filatura ha un proprio metodo e delle proprie esigenze di mercato ed i filati possono nascere più duri o più morbidi ed avere anche una tintura diversa. Inoltre c’è differenza anche fra i filati della stessa filatura, in base ai colori; i colori più chiari sono diversi dai colori più scuri e dai colori melange e necessitano di piccole accortezze nella lavorazione a macchina e nel primo lavaggio.

Per esempio i colori più scuri saranno sempre più crudi (meno morbidi) rispetto ai colori chiari in quanto nella tintura, nel fissaggio del colore vengono usati dei prodotti fissanti più invasivi per far si che il filato non perda il colore nel lavaggio e nel tempo ma la fibra stessa ne risente in morbidezza.

Inoltre incide il tipo di lavorazione a macchina. Il cashmere tende a rigonfiare quando si lava ed ha bisogno di uno spazio sufficiente per questo, quindi se si vuole ottenere il massimo della morbidezza si tende a lavorarlo con una maglia leggermente più larga.

Al contrario se si vuole ottenere il massimo della resistenza soprattutto in fatto di pilling (il classico pallino che fanno le maglie di cashmere) si tende a lavorarlo a maglie più strette. Così si otterrà una maglia meno morbida, un pò più pesante, ma molto più resistente al pilling.

Qui di seguito i nostri consigli per il lavaggio:

Premesse:
1 – A volte può essere necessario svaporare il campione ed il capo prima o dopo il lavaggio. Per svaporare si intende passare il ferro da stiro rilasciando il vapore sul campione e/o sul capo SENZA appoggiare il ferro sul campione/capo, prima o dopo il lavaggio.

2 – I seguenti consigli per il lavaggio sono generici e basici. Prima di lavare il campione misuralo, così potrai calcolare i rientri/ritiri. Inoltre controlla bene la resa del campione anche in morbidezza e pelo, così potrai vedere se è il caso di lavorarlo più stretto o più rado, o se lavarlo un po’ di più o un po’ di meno; infatti se lo lavori troppo stretto il cashmere non rilascerà la sua piena morbidezza in quanto tende a rigonfiare e se lavi meno il campione/capo otterrai meno pelo e meno morbidezza, viceversa se lo laverai per più tempo in lavatrice. Per ottenere più pelo aumenta la centrifuga, ma fai attenzione a non esagerare. Se necessario fai più campioni e più prove di lavaggio, con lavorazioni a macchina (o a mano) più strette e più rade e con diversi tempi di lavaggio.

3 – Tutto quanto detto vale anche per i filati lavorati a mano ai ferri o uncinetto.

TRATTAMENTO IN LAVATRICE:
Il lavaggio in lavatrice si effettua quando si lavora a macchina un filato non trattato. Il lavaggio indicato è molto delicato e la presenza dell’aceto sarà un ottimo anticalcare:

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco detersivo per capi delicati

– Risciacquare il lavatrice

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco ammorbidente e 1/4 di misurino di aceto bianco di vino (non aceto rosso perchè macchia).

– Centrifugare a 400 giri per 5 minuti (o il meno possibile)

– Asciugare in piano senza esporre ai raggi diretti del sole e senza strizzare il capo (altrimenti si rischia di deformarlo)

– Per colori forti e contrastanti in maglieria rigata e jacquard consigliamo di effettuare un primo lavaggio a secco e di lavare i capi a mezzo carico con molta acqua.

Questo procedimento di lavaggio è valido sia che si tratti di campione, capo finito o filato stesso.

ATTENZIONE: Questo procedimento di lavaggio va effettuato solo la prima volta, successivamente si consiglia di lavare i capi a mano seguendo questo procedimento:

Se volete che il vostro pullover rimanga sempre morbido e soffice seguite questi suggerimenti:

Mettilo a bagno in acqua tiepida con un detersivo delicato (usane veramente poco), aggiungendo in caso di rigature o colori brillanti un po’ di aceto bianco di vino.
Lascialo in ammollo per poco tempo, al massimo dieci – quindici minuti.
Non strofinarlo e manipolalo delicatamente.
Sciacqualo pazientemente più volte e con tanta acqua, sempre tiepida, fino a che l’acqua sia perfettamente limpida.
Non strizzarlo ma togli l’acqua premendo dolcemente.
Avvolgi il pullover in un telo di spugna o un asciugamano per eliminare l’eccesso d’acqua.
Stendilo su un piano orizzontale avendo cura di evitare l’esposizione diretta al sole.
Lascialo asciugare a temperatura ambiente, mai vicino ad una fonte di calore.
Stiralo con un forte getto di vapore senza appoggiare il ferro da stiro sul pullover.