Come Lavare/Trattare i capi realizzati a Macchina con filati Pettinati Fini

Qui di seguito trovi consigli e trucchi per lavare/trattare i capi realizzati a macchina con filati fini pettinati, come per esempio i filati con finezze dal Nm. 2/48 al Nm. 2/120 e tutto quello che c’è in mezzo.

Un trucco importante è prestirare il capo prima di lavarlo, ma segui i passaggi che trovi nello schema qui sotto.

Questo lavaggio è stato realizzato per i filati pettinati 100% Cashmere, ma viene utilizzato anche per filati pettinati cashmere/seta, cashmere/lana e misti cashmere in generale.

Below you will find tips and tricks to wash / treat garments made of worsted fine yarns, such as yarns from Nm 2/48 to Nm 2/120 and everything in between.

An important trick is to lick your head before washing it, but follow the steps in the diagram below.

This wash was made for 100% Cashmere worsted yarns, but it is also used for cashmere / silk worsted yarns, cashmere / wool worsted and mixed cashmere worsted yarns in general.

P.S Puoi ingrandire l’immagine per leggere meglio cliccandoci sopra.

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Due modi di lavorare e lavare i filati non trattati

Ci sono due modi per lavare i filati in rocche non trattati e farli raggiungere il suo massimo splendore, come le maglie che si acquistano in negozio.

Uno è più semplice, l’altro un po’ meno.

Iniziamo con il più semplice:

1 – Lavare direttamente il filato. Dalla rocca si possono realizzare matasse di 200-250 gr utilizzando l’arcolaio (se non si ha si può anche utilizzare il poggiaschiena di una sedia) effettuando almeno 5-6 legature forti, intrecciate circa alla stessa distanza una dall’altra facendo molta attenzione, il rischio è che il filato si aggroviglia se le legature non sono fatte bene e si debba buttare tutto, e poi lavare il filato direttamente in lavatrice con la procedura descritta qui in fondo.

Consiglio vivamente e comunque di realizzare un campione prima di effettuare il lavoro definitivo.

In questo modo si può lavorare il filato già lavato dopo averlo fatto asciugare (le matasse si possono asciugare anche appese). Puoi realizzare dei gomitoli oppure lavorarlo direttamente in matasse.

2 – Lavorare il filato e lavare successivamente il capo finito. Realizza un campione di 10×10 o meglio 20×20 cm. con lo stesso punto che devi lavorare per il capo finito, conta le maglie, misura bene il campione prima e dopo averlo lavato. Lava il campione in lavatrice utilizzando la procedura descritta qui in fondo. In questo modo potrai successivamente verificare la resa e sviluppare la taglia e di conseguenza i consumi, e potrai verificare la mano, se il risultato è un lavoro stretto (più fitto) otterrai meno morbidezza e più resistenza al pilling, viceversa se il lavoro è più rado (meno fitto) otterrai più morbidezza e un po’ meno resistenza al pilling.

TRATTAMENTO IN LAVATRICE:
Il lavaggio in lavatrice si effettua quando alla fibra si vuole far uscire il pelo classico del cashmere in superficie. Il lavaggio indicato è molto delicato e la presenza dell’aceto sarà un ottimo anticalcare:

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco detersivo per capi delicati
– Risciacquare il lavatrice
– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco ammorbidente e 1/4 di misurino di aceto bianco di vino
– Centrifugare a 400 giri per 5 minuti (o il meno possibile)
– Asciugare in piano senza esporre ai raggi diretti del sole
– Per colori forti e contrastanti in maglieria rigata e jacquard consigliamo di effettuare un primo lavaggio a secco e di lavare i capi a mezzo carico con molta acqua.

Questo procedimento di lavaggio è valido sia che si tratti di campione, capo finito o filato stesso.

Questo procedimento di lavaggio va effettuato solo la prima volta, successivamente si consiglia di lavare i capi a mano seguendo questo procedimento:

Se volete che il vostro pullover rimanga sempre morbido e soffice seguite questi suggerimenti:

Mettetelo a bagno in acqua tiepida con un detersivo delicato o con dello shampoo per capelli (usatene veramente poco), aggiungendo in caso di rigature o colori brillanti un po’ di aceto bianco.
Lasciatelo in ammollo per poco tempo, al massimo dieci, quindici minuti.
Non strofinatelo e manipolatelo delicatamente.
Sciacquatelo pazientemente più volte e con tanta acqua, sempre tiepida, fino a che l’acqua sia perfettamente limpida.
Non strizzatelo ma togliete l’acqua premendo dolcemente.
Avvolgete il pullover in un telo di spugna per eliminare l’eccesso d’acqua.
Stendetelo su un piano orizzontale avendo cura di evitare l’esposizione diretta al sole.
Lasciatelo asciugare a temperatura ambiente, mai vicino ad una fonte di calore.
Stiratelo con un forte getto di vapore senza premere con il ferro da stiro.

Un piccolo consiglio: lavate spesso il vostro pullover in Cashmere, in questo modo le fibre troveranno nuovo vigore e il vostro capo sarà sempre come nuovo.

Hircus Filati

I nostri filati sono da trattare

I filati di cashmere che trovi sul nostro sito web sono tutti da trattare/lavare.

Alla apparenza i filati da trattare sono grezzi e ruvidi, per i non addetti può anche sembrare che non sia cashmere, alcune volte mi è capitato che clienti non esperti mi abbiano chiamato per chiedermi spiegazioni, ma una volta lavati cambiano completamente.

Se sei abituata ad acquistare i filati in negozio, che sono già trattati, troveri una differenza enorme a primo impatto, ma i filati da trattare sono tutti così.

Noi acquistiamo rimanenze da maglifici, e alle aste i filati in cashmere, e troviamo filati non trattati in quanto i maglifici sono abituati a trattare i capi dopo lavorati. Infatti lavorando a macchina i filati non trattati si diminuiscono molti rischi, fra i quali. più importante, la rottura del filo durante la lavorazione a macchina, che comporta la caduta del lavoro e molto lavoro per lo smacchinatore per ripartire con conseguente aumento dei costi di lavorazione.

Ti suggerisco di seguire i miei consigli sulla lavorazione dei filati di cashmere non trattati cliccando qui, ed i nostri consigli sul lavaggio cliccando qui.

Se non hai mai lavorato filati di cashmere non trattati non aspettarti di ricevere il filato così come lo compri in negozio. Lo diventerà, ma solo dopo averlo lavorato e lavato seguendo i nostri consigli.

Lavorando i filati da trattare hai alcuni vantaggi ed alcuni svantaggi, lo svantaggio principale è il tempo, dovrai impiegare più tempo perchè dovrai fare un campione prima e trattarlo/lavarlo e poi trattare/lavare il capo finito, il vantaggio principale è che i filati da trattare provrngono da stock e costano molto meno, anche un terzo di quello che costano in negozio i filati già trattati, pur mantenendo la stessa qualità. Cliccando qui potrai leggere un altro articolo sulla lavorazione dei filati da trattare.

Se non hai mai lavorato filati di cashmere non trattati ti consiglio di acquistarli solamente se sei completamente sicura di voler provare a lavorare i filati di cashmere non trattati.

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Come lavorare i filati in Cashmere non Trattati

2-28-cashmere-aigoI filati in cashmere da macchina da maglieria ed il filati in cashmere per lavoro a maglia a mano in rocche non sono mai trattati (o quasi mai) e vanno trattati (lavati) dopo la lavorazione. Questo perchè lavorare a macchina un filato non trattato è molto più semplice, e si corrono meno rischi che il filo si rompa o che si rompano gli aghi della macchina.

Il mio primo e più importante consiglio è sempre di realizzare un piccolo campione/telo (10×10 o meglio 20×20) e lavarlo in lavatrice prima di realizzare il lavoro definitivo.

Questo perchè i filati in cashmere, anche se dello stesso titolo (finezza) non sono mai tutti uguali. Ci sono molte variabili sulla realizzazione dei filati in cashmere, a partire dalla filatura fino ad arrivare alla tintura.

In primis ogni filatura ha un proprio metodo e delle proprie esigenze di mercato ed i filati possono nascere più duri o più morbidi ed avere anche una tintura diversa. Inoltre c’è differenza anche fra i filati della stessa filatura, in base ai colori; i colori più chiari sono diversi dai colori più scuri e dai colori melange e necessitano di piccole accortezze nella lavorazione a macchina e nel primo lavaggio.

Per esempio i colori più scuri saranno sempre più crudi (meno morbidi) rispetto ai colori chiari in quanto nella tintura, nel fissaggio del colore vengono usati dei prodotti fissanti più invasivi per far si che il filato non perda il colore nel lavaggio e nel tempo ma la fibra stessa ne risente in morbidezza.

Inoltre incide il tipo di lavorazione a macchina. Il cashmere tende a rigonfiare quando si lava ed ha bisogno di uno spazio sufficiente per questo, quindi se si vuole ottenere il massimo della morbidezza si tende a lavorarlo con una maglia leggermente più larga.

Al contrario se si vuole ottenere il massimo della resistenza soprattutto in fatto di pilling (il classico pallino che fanno le maglie di cashmere) si tende a lavorarlo a maglie più strette. Così si otterrà una maglia meno morbida, un pò più pesante, ma molto più resistente al pilling.

Qui di seguito i nostri consigli per il lavaggio:

Premesse:
1 – A volte può essere necessario svaporare il campione ed il capo prima o dopo il lavaggio. Per svaporare si intende passare il ferro da stiro rilasciando il vapore sul campione e/o sul capo SENZA appoggiare il ferro sul campione/capo, prima o dopo il lavaggio.

2 – I seguenti consigli per il lavaggio sono generici e basici. Prima di lavare il campione misuralo, così potrai calcolare i rientri/ritiri. Inoltre controlla bene la resa del campione anche in morbidezza e pelo, così potrai vedere se è il caso di lavorarlo più stretto o più rado, o se lavarlo un po’ di più o un po’ di meno; infatti se lo lavori troppo stretto il cashmere non rilascerà la sua piena morbidezza in quanto tende a rigonfiare e se lavi meno il campione/capo otterrai meno pelo e meno morbidezza, viceversa se lo laverai per più tempo in lavatrice. Per ottenere più pelo aumenta la centrifuga, ma fai attenzione a non esagerare. Se necessario fai più campioni e più prove di lavaggio, con lavorazioni a macchina (o a mano) più strette e più rade e con diversi tempi di lavaggio.

3 – Tutto quanto detto vale anche per i filati lavorati a mano ai ferri o uncinetto.

TRATTAMENTO IN LAVATRICE:
Il lavaggio in lavatrice si effettua quando si lavora a macchina un filato non trattato. Il lavaggio indicato è molto delicato e la presenza dell’aceto sarà un ottimo anticalcare:

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco detersivo per capi delicati

– Risciacquare il lavatrice

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco ammorbidente e 1/4 di misurino di aceto bianco di vino (non aceto rosso perchè macchia).

– Centrifugare a 400 giri per 5 minuti (o il meno possibile)

– Asciugare in piano senza esporre ai raggi diretti del sole e senza strizzare il capo (altrimenti si rischia di deformarlo)

– Per colori forti e contrastanti in maglieria rigata e jacquard consigliamo di effettuare un primo lavaggio a secco e di lavare i capi a mezzo carico con molta acqua.

Questo procedimento di lavaggio è valido sia che si tratti di campione, capo finito o filato stesso.

ATTENZIONE: Questo procedimento di lavaggio va effettuato solo la prima volta, successivamente si consiglia di lavare i capi a mano seguendo questo procedimento:

Se volete che il vostro pullover rimanga sempre morbido e soffice seguite questi suggerimenti:

Mettilo a bagno in acqua tiepida con un detersivo delicato (usane veramente poco), aggiungendo in caso di rigature o colori brillanti un po’ di aceto bianco di vino.
Lascialo in ammollo per poco tempo, al massimo dieci – quindici minuti.
Non strofinarlo e manipolalo delicatamente.
Sciacqualo pazientemente più volte e con tanta acqua, sempre tiepida, fino a che l’acqua sia perfettamente limpida.
Non strizzarlo ma togli l’acqua premendo dolcemente.
Avvolgi il pullover in un telo di spugna o un asciugamano per eliminare l’eccesso d’acqua.
Stendilo su un piano orizzontale avendo cura di evitare l’esposizione diretta al sole.
Lascialo asciugare a temperatura ambiente, mai vicino ad una fonte di calore.
Stiralo con un forte getto di vapore senza appoggiare il ferro da stiro sul pullover.

Lavorare i Filati Pregiati in Rocche

td4-16-blu-440Lavorare i filati in rocche, come tutte le cose, offre dei pro e dei contro.

Iniziamo con i Contro:
I tempi si allungano in quanto si devono realizzare più campioni e lavarli.
Il mio consiglio è e rimane sempre quello di realizzare almeno 2 o 3 campioni, lavorati più e meno stretti, con numero di ferri o uncinetto diversi, e lavarli insieme in modo che subiscano lo stesso trattamento. In questo modo si può scegliere di eseguire il lavoro con il risultato migliore che abbiamo ottenuto dai campioni.

Se hai tempo e voglia di sbizzarrirti, puoi realizzare 3 campioni, a due a due, cioè realizzati con tre diversi numeri di ferri, e lavarne 3 in lavatrice e 3 a mano. Otterrai un risultato più o meno diverso su ognuno di loro.

Dopodichè puoi decidere di effettuare il lavoro e lavare successivamente il capo, oppure di lavare prima il filato e lavorarlo già trattato. In quest’ultimo caso è consigliabile realizzare delle matassine con l’arcolaio di 50, massimo 100 grammi, con almeno 3 legature e lavarle a mano in acqua ferma in quanto in lavatrice si annoderebbero. Questo però è indispensabile farlo solamente se il campione che avrai scelto di lavorare è uno di quelli lavati a mano, altrimenti, se laverai il filato a mano non otterrai lo stesso risultato del campione lavato in lavatrice.

Se si lavorano filati pregiati, come Cashmere, Yak, Cammello, consiglio di lavorarli un po’ più lenti della lana, in quanto queste fibre, quando si lavano tendono a rigonfiare. Se si lavorano con l’uncinetto consiglio di lavorarli ancora un po’ più lenti che con i ferri in quanto l’uncinetto tende già di per se a lavorare stretto.

I Pro:
Primo, ma non il più importante, costano meno!! Non avendo subito trattamenti e gomitolatura a volte il risparmio può essere cospicuo.

Secondo, ma non meno importante, lavorando filati pregiati, come quelli che ho elencato qui sopra, seguendo i passaggi che ho elencato qui sopra, ci si può sbizzarrire e allo stesso tempo divertire e sicuramente ottenere il risultato che più ci soddisfa.

I filati già trattati subiscono tutti lo stesso tipo di lavaggio. Per esempio se acquistiamo un filato di cashmere articolo “X” già trattato, quello specifico filato avrà subito un unico trattamento ed il risultato sarà lo stesso per tutti i capi o accessori lavorati con quel filato articolo “X”, e l’effetto che si otterrà lavorandolo sarà sempre lo stesso su qualsiasi capo o accessorio decidiamo di realizzare.

Con il filato in rocche, seguendo i passaggio di cui sopra invece si otterranno risultati diversi e quindi campioni diversi l’uno dall’altro, ed in base ai campioni ottenuti si potrà decidere di realizzare un capo o un accessorio ottenendo un risultato, ed un altro capo o accessorio ottenendo un risultato diverso.

Se sei brava a lavorare con i ferri e con l’uncinetto, puoi realizzare tutta una serie di campioni ottenendo un risultato più o meno diverso, sia come mano, sia come sofficità, morbidezza, ed anche più o meno peloso (il famoso pelo estratto).

Sei hai bisogno di consigli per il lavaggio clicca qui, troverai consigli per il lavaggio dei campioni e dei capi in Cashmere a mano ed in lavatrice, questo tipo di lavaggio va bene per tutti i filati pregiati. Se decidi di lavare il filato prima di lavorarlo (lavare il filato in matasse), il procedimento per il lavaggio è sempre lo stesso.

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Caratteristiche dei Filati – La Follatura

La follatura è un’operazione che fa parte del processo di finissaggio dei filati e tessuti di lana, e che consiste nel compattare il filato o il tessuto attraverso l’infeltrimento, per renderlo compatto e in alcuni casi impermeabile.

I fili che compongono il filato o il tessuto, bagnato con acqua calda, intriso di sapone e manipolato (battuto, sfregato, pressato), con processi meccanici e chimici si infeltriscono. Le piccole intercapedini presenti nei punti di intersezione tra i fili di trama e quelli di ordito si chiudono, la loro legatura è data dalla compenetrazione delle microscopiche squame corticali che rivestono la superficie dei peli. Il processo è progressivo e irreversibile. Si può applicare a tutti i tipi di filati e tessuti realizzati con lana o altri filati contenenti pelo (mohair, ecc.).

Nel Cashmere ed altre fibre soffici come lo yak, il cammello, nei filati per maglieria, la follatura è sconsigliata, viene maggiormente utilizzato il “Trattamento ad Acqua”.

Infatti al cashmere non viene fatta una vera e propria follatura come per i filati di lana. Il cashmere in effetti non deve infeltrire in quanto la fibra è talmente delicata che il filato si rovinerebbe.

Il trattamento ad acqua consiste nel lavare in vasche industriali, o anche nella normale lavatrice, il filato in matasse con sola acqua o al massimo con poco ammorbidente. Questo semplice passaggio consente alla fibra del cashmere di rilassarsi e distendersi.

Il filato di cashmere da aguglieria (lavoro a maglia) in rocche si può lavorare direttamente con i ferri o uncinetto, ma consiglio vivamente di fare delle matasse con l’aiuto dell’arcolaio, o dei gomitoli e lasciargli riposare qualche ora prima di lavorarlo.

In effetti, quando il filato viene messo in rocche rimane piuttosto “stretto” attorno al cono. Mettendolo in matasse o in gomitoli, gli si permette di respirare e rigonfiare fino a ritornare al suo stato volumetrico originale.

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