Filati in Cashmere Pettinati fini

Abbiamo parlato qualche giorno fa della filatura pettinata, parliamo adesso dei filati pettinati di Cashmere.

I filati pettinati sono realizzati da fibre molto fini e lunghe e generalmente, proprio per questo motivo vengono realizzati molto fini, in quanto la fibra lunga è molto più resistente.

Nel nostro magazzino disponiamo di filati pettinati in vari titoli fini, Nm. 2/36, 2/42, 2/45, 2/48, 2/52, 2/60 e perfino 2/120.

Cosa significa?

Facciamo un picolo esempio.

Premetto che quando si trova il simbolo “Nm” (Numerico Metrico) davanti ad un titolo di un filato bisogna aggiungere 3 zeri alla cifra dopo la /.

Per esempio Nm. 2/36 sarà titolo 2/36000.

Anche questo non ti dice niente? Questo, altro non è che il metodo per stabilire la lunghezza del filato, dalla quale si ricaava la finezza.

Purtroppo la finezza del filato non si può misurare con il calibro, in quanto ha troppo poco spessore, servirebbe uno strumento che solo alcune delle più grosse industrie si può permettere e quindi la finezza o titolo del filato nviene misurato il metri.

Naturalmente più metri ci sono e più fine sarà, e viceversa meno metri ci sono e più spesso sarà. Da questo, chi è del mestiere o comunque ha una certa esperienza con i filati può stabilire anche con che tipo di macchina da maglieria o con che finezza di ferri o uncinetto si può lavorare.

Torniamo quindi al nostro filato Nm. 2/36 per stabilirne la lunghezza. Sappiamo che Nm 2/36 corrisponde al titolo 2/36000 e sappiamo che, la prima cifra, quella a sinistra della / è il numero di capi da cui è composto/ritorto il filato, in questo caso si tratta di un filato ritorto a 2 capi, mentre la cifra a destra della / è il numero di metri di un capo del filato in 1 kilogrammo (si prende sempre come riferimento 1 kilogrammo come unità di peso standard), quindi 1 kg di filato a 2 capi lunghi 36000 metri ciascuno . Il filato 2/36000 sarà quindi 1 kg di filato lungo 18000 metri.

Vediamo la lunghezza degli altri filati menzionati, partendo dal presupposto che ognuno è nella quantità di 1 kg, semplifichiamo:

Nm 2/36 = 36000:2 = 18000 metri in 1 kg di filato
Nm 2/42 = 42000:2 = 21000 metri in 1 kg
Nm 2/45 = 45000:2 = 22500 metri in 1 kg
Nm 2/48 = 48000:2 = 24000 metri in 1 kg
Nm 2/52 = 52000:2 = 26000 metri in 1 kg
Nm 2/60 = 60000:2 = 30000 metri in 1 kg
Nm 2/120 = 120000:2 = 60000 metri in 1 kg

Questi filati si lavorano con macchine da maglieria dalla finezza 14 alla finezza 20, quindi molto fini. Si realizzano in genere maglieria da donna o accessori da donna quali sciarpe, scialli e cappelli. Una maglia da donna a paricollo semplice, lavorata a maglia rasata può pesare dai 90 ai 150 grammi, quindi molto leggera.

Questi filati possono essere lavorati anche a mano ed hanno moltissima resa, bisogna avere molta pazienza per binarli a più capi.

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Two ways of working and washing the yarn not treated

The two ways to knit and care for your non-treated yarns.

There are two ways to wash your non-treated yarns on cones so that they look as luxurious as with knitwear bought in shops.

One is simple and straigthforward, the other not quite as much.

Lets start with the more simple one.

  1. Wash the yarn before knitting. As you pull the yarn from the cone, wind the yarn in skeins of 200-250 gr either using a wool-winder or, if not available, the backrest of a chair; with the skein, very carefully bind the threads together, with at least 4-5 strong horizontal knots, at the same distance along the skein in order to keep it together and to prevent it from getting tangled during the wash: if the knots are not well done, there is a higher risk of the yarn getting tangled and difficult to undo and work with after. You dont want to risk having to throw everything away. When the skeins are tied firmly, follow the instructions provided to machine-wash at the end of the page. I highly recommend making a sample in any case before you actually start the final production. In following this alternative, you may use the ready washed yarn right after it has dried (hanging the skeins is fine) and start knitting. It is possible to make balls or knit straight from the skein.

  1. Knit the yarn and thus wash the article produced. First make a sample of 10×10 cm or even better 20×20 cm using the same stitch you intend to use in the final garment. Count the number of stitches and measure precisely the sample before and after washing. Wash the sample in the washing machine following the instructions provided at the end pf the page. This way you can easily assess the yield, develop sizing and therefore determine overall consumption. Also it enables you to get an idea of the feel of the garment produced. That is, if the sample becomes tight (thicker yarn), you will obtain less softness and greater resistance to pilling, whereas, if the sample becomes looser (less thick yarn) you will enjoy higher softness and lesser resistance to pilling.

When knitting by machine it is suggested to follow the second way.

Machine washing instructions

Premise. Sometimes it may be necessary to steam the sample or the product before or after washing. By steaming we mean moving the steaming iron over, NOT ON, the sample and/or the product. DO NOT place the iron on the sample / product at any stage.

– Machine wash at 30° C for 7 minutes with very little, mild detergent

– Rinse in the washing machine

– Machine wash at 30° C for 7 minutes with very little fabric softener and 1/4 measuring cup of white wine vinegar

Spin at 1000 rpm for 5 minutes

– Dry flat without exposing to direct sunlight

You may perform this washing procedure either on the sample, the final knitwear and the yarn itself.

This washing procedure should be performed only the first time; after, as clothing, we advise washing by hand.

Hand-washing instructions

If you want your Cashmere knitwear to remain soft and fluffy, please follow these instructions:

  • Soak in lukewarm water and use just a little detergent or shampoo, and add, in case of stripes or bright colours, a drop of white vinegar.

  • Leave soaking for a while, no more than10-15 minutes.

  • Do not rub, and handle gently.

  • Rinse patiently several times and with plenty of water, lukewarm as before, until the water is perfectly clear.

  • Do not wring; instead press gently to get rid of water.

  • Wrap it in a terry cloth or a towel to absorb excess water.

  • Spread it flat on a horizontal surface, taking care to avoid direct sunlight.

  • Dry at room temperature, never near a source of heat.

  • Iron it with a strong jet of steam, never press with iron.

Suggestion: wash your Cashmere garment often, and its fibres will find new life and your garment will always look brand new.

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Filatura Cardata e Pettinata

La filatura inizia con la cernita e lavaggio della fibra.
Dopodichè la fibre viene aperta e battuta per liberarla dalla polvere e dalle impurità.

Le fibre fini e lunghe sono destinate alla realizzazione di filati pettinati e trasformate in un nastro detto tops: le fibre vengono prima parallelizzate e poi avvolte su loro stesse. In questo processo le fibre corte vengono eliminate e il risultato è un filato resistente e molto fine.

Utilizzando macchinari forniti di pettini le fibre lunghe vengono lisciate e messe in parallelo fra loro ottenendo un nastro pettinato detto top.

Le fibre corte vengono utilizzate per realizzare i filati cardati, contrariamente alla filatura pettinata, le fibre vengono incrociate in ogni direzione, trasformate in nastro carda poi filate. Il risultato è uno stoppino corposo, meno resistente e meno fine (più ordinario) rispetto al filato pettinato.

La cardatura elimina le impurità residue e realizza un nastro in cui le fibre sono si uniscono reciprocamente.

Nei processi industriali tali lavorazioni sono effettuate impiegando macchinari appositamente progettati che preparano la fibra alla pettinatura e la trasformano in tops (per filatura pettinata) o nastro carda (per filatura cardata).

Allo stoppino vengono applicate delle torsioni e si trasforma in filato resistente, omogeneo e continuo.

Dopodichè si effettua la ritorcitura, torcendo appunto insieme due o più fili. Il filato ritorto ha di conseguenza una maggiore resistenza.

Infine il filato viene roccato, cioè avvolto in rocche per essere successivamente lavorato in base al suo successivo utilizzo.

Se il filato sarà destinato al lavoro a macchina da maglieria non subirà altre trasformazioni prima di andare in macchina. Successivamente, il prodotto realizzato dalle macchine da maglieria, subirà il finissaggio, o più semplicemente lavaggio.

Se invece il filato sarà destinato al lavoro manuale, a maglia o a uncinetto, subirà altre lavorazioni per essere immesso sul mercato in matasse o gomitoli, con alcune eccezioni, come la nostra per esempio, che vendiamo i nostri filati in stock direttamente in rocche.

Le caratteristiche dei prodotti finiti ralizzai con questi filati saranno, leggeri e freschi se ottenuti da fibre pettinate, fisici e caldi se da fibre cardate, ad eccezione delle fibre nobili come il cashmere.

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Maglie Allungate

Le persone che amano lavorare a maglia si potrebbero dividere in due gruppi: quelle che vorrebbero vedere il risultato finale immediatamente, quindi usano lane e ferri grossi, e quelle che non sono spaventate dai lavori lunghi, quindi usano spesso lane e ferri sottili. Questa è la mia osservazione come insegnante.

Il mio post di oggi è dedicato a tutti e due i gruppi. Ho scelto il punto che, fatto anche con lane oppure cotoni fini, “cresce” velocemente. Sto parlando delle maglie allungate.

Ci sono due metodi per farle. Ti presento questo che, a mio avviso, è più pratico perché elimina il rischio di sbagliare, aumentando o diminuendo i punti.

Per capire meglio il concetto, segui le immagini e la descrizione del campione. Ho avviato 18 maglie e ho lavorato qualche ferro a legaccio (tutti i punti a diritto).

Per fare il vivagno lavorerò le prime e le ultime due maglie sempre a diritto, senza creare le maglie allungate.

Entro con il ferro destro nella maglia che si trova sul ferro sinistro come se dovessi fare la maglia diritta e avvolgo due volte il filo del gomitolo intorno al ferro, quindi lavoro a diritto. Ripeto fino alle ultime due maglie che lavorerò semplicemente a diritto (maglie di vivagno).

 

 

 

 

Nel ferro di ritorno, lavoro tutte le maglie a diritto lasciando libero il filo avvolto intorno al ferro. Come vedi le maglie si allungano, tranne le prime e le ultime di bordo. Ora è chiaro perché si chiamano allungate :-).

 

 

 

 

Se avvolgi il filo intorno al ferro più di 2 volte (per esempio 3, 4, 5 … ecc.) avrai le maglie sempre più lunghe.

Fra un ferro delle maglie allungate e l’altro potrai lavorare qualche ferro di legaccio oppure di maglia rasata. La distanza potrebbe essere fissa o variabile, dipende dalla Tua fantasia o/e dal progetto.

 

 

 

 

Potrai anche differenziare la lunghezza delle maglie nello stesso ferro creando un bellissimo effetto onda. Per sottolinearlo potrai usare colori diversi. Insomma, ci si può veramente divertire.

La descrizione del campione che vedi accanto potrebbe essere utile per creare un Tuo primo lavoro con le maglie allungate: sciarpa o stola.

Il numero fra parentesi indica quante volte il filo del gomitolo deve essere avvolto intorno al ferro.

Il numero delle maglie deve essere multiplo di 10 + 9 maglie di cui 4 di vivagno (2 per ogni lato). La parte fra ** deve essere ripetuta finché sul ferro sinistro non rimangano 7 maglie.

1° – 4° ferro (colore A): tutte le maglie a diritto

5° – 6° ferro (colore B): tutte le maglie a diritto

7° ferro (colore B): 2 dir, *1 dir (2), 1 dir (3), 1 dir (4), 1 dir (3), 1 dir (2), 5 diritti*, 1 dir (2), 1 dir (3), 1 dir (4), 1 dir (3), 1 dir (3), 1 dir (2), 2 dir

8° ferro (colore B): tutte le maglie a diritto lasciando libero il filo avvolto al ferro nel giro precedente

9° – 10° ferro (colore A): tutte le maglie a diritto

11° ferro (colore A): 2 dir, *5 dir, 1 dir (2), 1 dir (3), 1 dir (4), 1 dir (3), 1 dir (2)*, 7 dir

12° ferro (colore A): tutte le maglie a diritto lasciando libero il filo avvolto al ferro nel giro precedente

Ripeti dal 5° al 12° ferro fino a raggiungere la lunghezza desiderata.

Per finire ripeti prima i ferri dal 5° al 8° e dopo dal 1° al 4° e intreccia le maglie.

Nel prossimo post Ti presenterò un modello dello scialle con le maglie allungate, più difficile rispetto alla sciarpa, ma bellissimo da indossare. Lo sto realizzando con l’Eco Cashmere, un filato assolutamente da scoprire, apprezzare e utilizzare.

Intanto potrai ammirare le sciarpe di Christine Vogel

http://www.ravelry.com/patterns/library/drop-stitch-scarf-2

 

 

 

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

Due modi di lavorare e lavare i filati non trattati

Ci sono due modi per lavare i filati in rocche non trattati e farli raggiungere il suo massimo splendore, come le maglie che si acquistano in negozio.

Uno è più semplice, l’altro un po’ meno.

Iniziamo con il più semplice:

1 – Lavare direttamente il filato. Dalla rocca si possono realizzare matasse di 200-250 gr utilizzando l’arcolaio (se non si ha si può anche utilizzare il poggiaschiena di una sedia) effettuando almeno 5-6 legature forti, intrecciate circa alla stessa distanza una dall’altra facendo molta attenzione, il rischio è che il filato si aggroviglia se le legature non sono fatte bene e si debba buttare tutto, e poi lavare il filato direttamente in lavatrice con la procedura descritta qui in fondo.

Consiglio vivamente e comunque di realizzare un campione prima di effettuare il lavoro definitivo.

In questo modo si può lavorare il filato già lavato dopo averlo fatto asciugare (le matasse si possono asciugare anche appese). Puoi realizzare dei gomitoli oppure lavorarlo direttamente in matasse.

2 – Lavorare il filato e lavare successivamente il capo finito. Realizza un campione di 10×10 o meglio 20×20 cm. con lo stesso punto che devi lavorare per il capo finito, conta le maglie, misura bene il campione prima e dopo averlo lavato. Lava il campione in lavatrice utilizzando la procedura descritta qui in fondo. In questo modo potrai successivamente verificare la resa e sviluppare la taglia e di conseguenza i consumi, e potrai verificare la mano, se il risultato è un lavoro stretto (più fitto) otterrai meno morbidezza e più resistenza al pilling, viceversa se il lavoro è più rado (meno fitto) otterrai più morbidezza e un po’ meno resistenza al pilling.

TRATTAMENTO IN LAVATRICE:
Il lavaggio in lavatrice si effettua quando alla fibra si vuole far uscire il pelo classico del cashmere in superficie. Il lavaggio indicato è molto delicato e la presenza dell’aceto sarà un ottimo anticalcare:

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco detersivo per capi delicati
– Risciacquare il lavatrice
– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco ammorbidente e 1/4 di misurino di aceto bianco di vino
– Centrifugare a 400 giri per 5 minuti (o il meno possibile)
– Asciugare in piano senza esporre ai raggi diretti del sole
– Per colori forti e contrastanti in maglieria rigata e jacquard consigliamo di effettuare un primo lavaggio a secco e di lavare i capi a mezzo carico con molta acqua.

Questo procedimento di lavaggio è valido sia che si tratti di campione, capo finito o filato stesso.

Questo procedimento di lavaggio va effettuato solo la prima volta, successivamente si consiglia di lavare i capi a mano seguendo questo procedimento:

Se volete che il vostro pullover rimanga sempre morbido e soffice seguite questi suggerimenti:

Mettetelo a bagno in acqua tiepida con un detersivo delicato o con dello shampoo per capelli (usatene veramente poco), aggiungendo in caso di rigature o colori brillanti un po’ di aceto bianco.
Lasciatelo in ammollo per poco tempo, al massimo dieci, quindici minuti.
Non strofinatelo e manipolatelo delicatamente.
Sciacquatelo pazientemente più volte e con tanta acqua, sempre tiepida, fino a che l’acqua sia perfettamente limpida.
Non strizzatelo ma togliete l’acqua premendo dolcemente.
Avvolgete il pullover in un telo di spugna per eliminare l’eccesso d’acqua.
Stendetelo su un piano orizzontale avendo cura di evitare l’esposizione diretta al sole.
Lasciatelo asciugare a temperatura ambiente, mai vicino ad una fonte di calore.
Stiratelo con un forte getto di vapore senza premere con il ferro da stiro.

Un piccolo consiglio: lavate spesso il vostro pullover in Cashmere, in questo modo le fibre troveranno nuovo vigore e il vostro capo sarà sempre come nuovo.

Hircus Filati