Dizionario dell’abbigliamento: C, cardatura – carolina

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CARDATURA
La cardatura è un procedimento mediante il quale le fibre tessili vengono districate e contemporaneamente liberate da eventuali corpi estranei, prima di passare alla filatura.
Questa operazione può essere fatta a mano o si può svolgere meccanicamente: si usano, nell’uno e nell’altro caso, apparecchi particolari muniti di punte metalliche ricurve, chiamati « scardassi ».
Tali punte sono infisse su due tavole, una delle quali è mobile; sovrapponendo le tavole e imprimendo un movimento a quella superiore, le punte provvedono a separare i filamenti di fibra, agendo proprio come i denti di un pettine.
Esistono alcune differenze tra gli apparecchi destinati a cardare le diverse fibre tessili.
Il termine « cardatura » si usa inoltre per indicare l’operazione di districare le fibre della lana da materasso e renderla più soffice ed è eseguita con speciali apparecchi dai materassai.
I materassi di lana andrebbero sottoposti a cardatura con conseguente lavaggio delle fodere almeno una volta ogni tre anni, perché con questa operazione si elimina la polvere e la lana si mantiene più a lungo. Non bisogna dimenticare inoltre, il conforto che da un materasso compatto ed elastico conservato in condizioni perfette. Diversamente la lana si divide in grumoli e il materasso si affloscia deformandosi.

CARDATO
Dicesi di tessuto di lana di non grande pregio perché costituito da fibre di scarto, da lane rigenerate e da mescolanze di lane vergini di qualità diversa per lunghezza e finezza.
Il procedimento per la preparazione dei tessuti cardati è diverso da quello che si segue per ottenere i tessuti « pettinati », assai più fini, di cui tratteremo più avanti. Innanzi tutto le lane si liberano dalle scorie con un trattamento speciale chiamato « carbonizzazione », quindi subiscono una prima sgrovigliatura e poi un lavaggio in acqua calda e detersivo.
Dopo l’asciugatura si procede alla cardatura che è assai accurata perché le diverse lane si mescolino perfettamente tra loro.
Il velo di lana che si forma viene poi diviso in striscioiine, le quali sono pressate e appaiono così pronte per la filatura, senza che avvengano le successive operazioni di pettinatura e stiratura delle fibre, che si compiono invece con i tessuti « pettinati » per migliorarne la apparenza e la qualità. I tessuti cardati hanno un aspetto leggermente peloso e sono soffici al tatto.

http://www.compagniadelcashmere.com



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Un orsetto mini per Clarissa on 16-nov-2009 at Angolo di Pasqua:

Ho visto in un negozio degli orsetti che tengono appesa alle zampette una striscia di tela aida da ricamare con il nome del nascituro. Io ho copiato l’idea: ecco la prima decorazione per la carrozzina di Clarissa.

orsetta.JPG

Classico esempio di pop art (by Samantha) on 18-nov-2009 at Angolo di Pasqua:

Il mare di nonno.
Spiaggia La vela (Lungomare di Livorno)
Il mare è rappresentato dalle 3 sbarre orizzontali e verticali.
Nonno è il mezzo ovino a destra in basso.
Lì vicino la scatoletta rossa e bianca è una casina dove sta la nonna (per finta) e anche Samantha.
Ci sono poi aste di ombrelloni (le viti), cielo, sabbia, sassi, granchi, scogli, conchiglie.

mare_nonno11.JPG

Il portapannolini per Clarissa on 7-dic-2009 at Angolo di Pasqua:

portapannolini_aperto.JPG

Pannello con tasche a punto croce on 7-dic-2009 at Angolo di Pasqua:

 

pannello_walt_disney.JPG  

pannello_particolare.JPG  

Il ciuccino per la culla di Clarissa on 15-dic-2009 atAngolo di Pasqua:

ciuccino —————- Unicinetto: ciuccino per nascita —————- pallina trasparente con ciuccino

Spiegazione

Occorrente: cotone da uncinetto n°5  rosa (o azzurro), e giallo.
Uncinetto n° 8 (abbastanza sottile in modo da avere una lavorazione piuttosto sostenuta.

Avvolgere 10 volte il filo rosa sul pollice, lavorare su questo fascetto di fili tante maglie basse da coprire tutto l’anello, con una mezza maglia bassa chiudere, lasciare un po’ di filo e tagliare. Sempre con il filo rosa fare un cappio e lavorare dentro il cappio 6 maglie basse, chiudere con una mezza maglia bassa.

Tirare bene il filo del cappio in modo da chiudere bene il foro centrale. Nel secondo giro lavorare 2 maglie basse in ogni maglia bassa, chiudere con una mezza maglia bassa. Nel terzo giro lavorare 2 maglie basse in un maglia bassa una maglia sì e una no, chiudere con mezza maglia bassa. Ultimo giro: lavorare 2 maglie basse in una maglia bassa 1 volta sì e 3 no. Chiudere con mezza maglia bassa, tagliare il filo e nasconderlo con l’ago tra le maglie.Per la tettarella: col cotone giallo fare un cappio, lavorare nel cappio 4 maglie basse, chiudere con mezza maglia bassa. Nel secondo giro lavorare 8 maglie basse (2 maglie in ognuna delle maglie basse), chiudere con mezza maglia bassa.

Da questo momento conviene lavorare in continuo, senza chiudere ogni volta il giro con mezza maglia bassa. Proseguire senza più aumentare lavorando in tondo, si vedrà che si forma un tubicino… lavorare per circa 10 giri in totale ma seguire anche il proprio gusto personale.

Negli ultimi giri fare un paio di diminuzioni per restringere un pochino (estrarre il filo e invece di chiudere la maglia bassa, estrarre di nuovo il filo dalla maglia seguente e chiuderle contemporaneamente). Una volta raggiunta la lunghezza desiderata estrarre il filo e tagliarlo. Introdurre un piccolo batuffolo di cotone nella tettarella. Con un ago da lana cucire l’anello alla ghiera e applicare la tettarella alla ghiera come in figura. Introdurre il ciuccino in una pallina trasparente, guarnire con fiocchetti.

Gatti, che passione on 20-dic-2009 atAngolo di Pasqua:

Giorni fa ho visto su una bancarella dei gatti di stoffa da appedere alla maniglia delle porte. Mi sono piaciuti così tanto che ho dato fondo alla mia dotazione di ritagli di cotonina. Alcuni li regalerò per queste feste… E’ stato un vero divertimento confezionarli, frugare nelle mie scatole per fare gli occhietti e guarnirli di fiocchi in tinta.
Ecco qua il mucchio dei gattini tutti_gatti.JPG

.duegatti.JPG

.gatto_pile.JPG

Copertina con orsette per Clarissa

on 20-dic-2009 at Angolo di Pasqua:

Copertina di pile con applicazioni varie. Contorno e fodera di cotonina.

copertina.JPG
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due_orsette.JPG
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orsetta_teddy.JPG
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orsetta_fiori.JPG

E’ nata Clarissa… ciao piccina! on 26-dic-2009 atAngolo di Pasqua:

Ecco il fiocco per la mia nipotina Clarissa

fiocco-intero.jpg

fiocco_primo_piano.jpg

c_contorno.JPG

 

Un fasciatoio da viaggio per Clarissa on 7-gen-2010 atAngolo di Pasqua:

Il fasciatoio è costruito utilizzando della stoffa di cotone trapuntata. La striscia che avevo era quella quindi ho cercato di utilizzarla come era possibile. La parte centrale è di pile (che è sempre caldo al tatto) e abbottonata sulla stoffa trapuntata. Sotto occorre mettere un telino impermeabile e a prova di pipì.
Le piegature sono fermate con alcune striscie di velcro, così come la chiusura.

fasciatoio_chiuso.JPG

fasciatoio_piegato.JPG

fasciatoio_disteso.JPG

fasciatoio_pannolino.JPG

elefantini_punto_croce.JPG Compagnia del Cashmere


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COSA SI PUO’ CREARE CON LA LANA CASHMERE

Con questa pregiata e bellissima lana, specie se consideriamo la possibilità di lavorare a maglia e creare un po’ di tutto, si può fare veramente un’infinità di capi di abbigliamento e di accessori. Oltre ai maglioni e maglie di tutti i tipi, si può creare tutta una serie di accessori che vanno dalla sciarpa alla borsa tessuta (perché no?), gilet, cardigan, c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Navigando in internet ho trovato addirittura una “borsa dell’acqua calda” foderata in morbido cashmere. Non credevo ai miei occhi quando ho visto questo capolavoro. Tra l’altro la realizzazione non era neppure mancante di gusto estetico, insomma un oggettino veramente fashion.

Ci sono stilisti che disegnano e preparano appositamente dei capi di abbigliamento ed accessori in cashmere, proprio perché vale la pena creare dei simili oggetti.

Qualche idea sugli accessori?

Che ne direste di andare in giro in pieno inverno con un cappello o un berretto di cashmere, mentre il vostro collo è avvolto in una caldissima e morbidissima sciarpa? E non voglio parlare dei guanti, che potrebbero avvolgere le vostre mani e proteggervi da quel fastidioso vento  invernale, un maestrale che farebbe screpolare le mani.

Altre idee per mettersi a lavorare a maglia con il cashmere: provate a pensare come vi sentireste a vostro agio su un bel cuscino da letto o da divano foderato da un bel lavoro a maglia in cashmere. E pensate come sarebbe piacevole per un bambino o una bambina portare nel proprio letto ed accarezzare un bell’orsacchiotto in cashmere anziché un semplice pelouche.

Navigando su internet mi sono anche reso conto di quanto cari siano questi oggetti, se volessimo comprarli, ma ho anche visto che se invece si acquista il filato e si lavora per costruire questi bellissimi capi, saranno molto più a portata delle proprie tasche. E allora perché no? Lavoriamo a maglia e creiamo oggetti in prezioso cashmere senza spendere una fortuna. I filati ovviamente sono più costosi di quelli di semplice lana scadente e magari mista a qualche fibra sintetica, però niente a che vedere con i prezzi di una maglia o di una sciarpa in cashmere da acquistare.

www.compagniadelcashmere.com

Con questa pregiata e bellissima lana, specie se consideriamo la possibilità di lavorare a maglia e creare un po’ di tutto, si può fare veramente un’infinità di capi di abbigliamento e di accessori. Oltre ai maglioni e maglie di tutti i tipi, si può creare tutta una serie di accessori che vanno dalla sciarpa alla borsa tessuta (perché no?), gilet, cardigan, c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Navigando in internet ho trovato addirittura una “borsa dell’acqua calda” foderata in morbido cashmere. Non credevo ai miei occhi quando ho visto questo capolavoro. Tra l’altro la realizzazione non era neppure mancante di gusto estetico, insomma un oggettino veramente fashion.

Ci sono stilisti che disegnano e preparano appositamente dei capi di abbigliamento ed accessori in cashmere, proprio perché vale la pena creare dei simili oggetti.

Qualche idea sugli accessori?

Che ne direste di andare in giro in pieno inverno con un cappello o un berretto di cashmere, mentre il vostro collo è avvolto in una caldissima e morbidissima sciarpa? E non voglio parlare dei guanti, che potrebbero avvolgere le vostre mani e proteggervi da quel fastidioso vento  invernale, un maestrale che farebbe screpolare le mani.

Altre idee per mettersi a lavorare a maglia con il cashmere: provate a pensare come vi sentireste a vostro agio su un bel cuscino da letto o da divano foderato da un bel lavoro a maglia in cashmere. E pensate come sarebbe piacevole per un bambino o una bambina portare nel proprio letto ed accarezzare un bell’orsacchiotto in cashmere anziché un semplice pelouche.

Navigando su internet mi sono anche reso conto di quanto cari siano questi oggetti, se volessimo comprarli, ma ho anche visto che se invece si acquista il filato e si lavora per costruire questi bellissimi capi, saranno molto più a portata delle proprie tasche. E allora perché no? Lavoriamo a maglia e creiamo oggetti in prezioso cashmere senza spendere una fortuna. I filati ovviamente sono più costosi di quelli di semplice lana scadente e magari mista a qualche fibra sintetica, però niente a che vedere con i prezzi di una maglia o di una sciarpa in cashmere da acquistare.

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La nuova frontiera del lavoro a maglia, l’aspetto terapeutico

Quasi tutti coloro che fanno lavori a maglia, possono testimoniare di quello che la ricerca scientifica ha cercato di dimostrare per anni: il lavoro a maglia ha proprietà terapeutiche. Non è difficile perdersi nei rilassanti e ripetitivi movimenti delle dita delle mani, dei filati e degli aghi. La maglieria è stata paragonata alla meditazione quanto al relax, infatti è in grado di riprodurne le stesse qualità. Molte persone che lavorano a maglia ammettono di pensare a tanti progetti, dopo una giornata piena di lavoro e di stress, e il semplice atto di lavorare a maglia è sufficiente per calmare la mente e il corpo.

Lavorando a maglia, quando si è tesi e arrabbiati, i ferri si muovono in un certo modo, e di conseguenza i punti sono più stretti, e testimoniano di una forte emozione, ed è quasi impossibile rimanere tesi e nervosi se si continua a lavorare a maglia. Seguendo il processo di creazione, mentre si avvera la trasformazione da un lungo filo ad un oggetto reale, che può essere un abito, una sciarpa, una maglia, o altro, si può avvertire la tensione che si allenta e lascia il posto al rilassamento e alla calma. A volte chi lavora a maglia usa la propria abilità per alleviare sentimenti negativi e tensioni. Non ci si deve limitare alla sola “creazione” di oggetti, ma l’atto di disfare una maglia che è stata fatta in un periodo particolarmente triste, è un po’ come annullare quella tristezza.

Chi si diletta con lavori a maglia, lo fa in tutti i periodi della propria vita, nei periodi felici e in quelli meno felici, inoltre ricorda in quale occasione è stato fatto un certo oggetto, e quali fatti caratterizzavano la propria vita in quel periodo, specie se le circostanze erano particolari o insolite. Nei prossimi articoli vedremo perché si dovrebbe lavorare a maglia in certi momenti di dolore e di stress.

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Curarsi lavorando a maglia

Continua il nostro viaggio all’interno delle proprietà terapeutiche del lavoro a maglia. Può sembrare qualcosa di bizzarro, ma in realtà non è così, infatti ci sono altre attività, solo in apparenza non impegnative, che hanno proprietà terapeutiche specie per lo stress, la depressione e la tensione. Una di queste attività consiste nel tenere un animale, ad esempio un gatto, un cane, anche un pesciolino rosso, purché si abbia la possibilità di scaricare dal nostro corpo le tensioni, ovviamente non trasmettendogliele, ma piuttosto coccolando il nostro animale dandogli tutte le nostre cure e le nostre attenzioni: qualcosa che fa bene sia all’animale che a chi lo possiede.

Purtroppo questa “terapia” ha dei limiti, non ha la possibilità di rimuovere la causa dello stress o della depressione, ma aiuta solo a calmare le tensioni e a scaricarle sul momento. Vi ricordate, nello scorso post ho parlato addirittura della possibilità di disfare le maglie costruite, come un modo di rimuovere i momenti difficili in cui la maglia era stata costruita. Non si deve necessariamente distruggere il lavoro fatto per ottenere un risultato, ma qualche volta, nei casi difficili, questo può aiutare molto, e la salute e la pace hanno un valore molto più alto di una maglia, anche se fatta di pregiato cashmere.

Il lavoro a maglia ha proprietà terapeutiche di grande valore ed efficacia. Intraprendere questo lavoro non è difficile né costoso, e per questa somma di motivi, in caso si abbiano tensioni o tendenze depressive, uno dei primi rimedi da valutare è proprio il “knitting” terapeutico. Inutile dire, che dati gli importanti contenuti,

questo nuovo percorso terapeutico sta facendo tendenza in vari paesi. Noi come al solito siamo un po’ indietro, ma perché non seguire i buoni esempi? Prendiamo in seria considerazione di acquistare ferri ed un po’ di filati, ed iniziare il nostro lavoro a maglia come percorso di recupero da stati depressivi e di ansia.

www.hircusfilati.com



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Perché lavorare a maglia in momenti di stress?

Non è raro, per una persona che ama lavorare a maglia, ricordare che ad esempio una sciarpa è stata fatta dopo una rottura di rapporti con qualcuno, oppure dopo un lutto in famiglia. E’ un po’ come dire che questi oggetti contengono delle emozioni in ogni loro “punto”. Dopo la tragedia dell’11 settembre negli Stati Uniti, si è statisticamente constatato che molte persone che non lavoravano più a maglia da anni, e persone che cercavano conforto in qualche cosa, sono ritornate a lavorare a maglia, forse per smorzare l’insicurezza e allentare la tensione di un fatto così grave.

Ma perché si dovrebbe credere che può servire lavorare a maglia durante giorni di particolare dolore e di stress? Prima di tutto considerate che quando si lavora a maglia ci si concentra (diciamo che si è anche relativamente obbligati a concentrarsi) su quello che si trova nelle nostre mani, e anche se i nostri pensieri sono ancora presenti, c’è comunque qualcosa che state creando, qualcosa che richiama l’attenzione della vostra mente, in modo che possiate distrarre la vostra attenzione da una eventuale situazione di stress o di tensione, e non essere più concentrati su questa.

Sia che facciate qualcosa per voi stessi, sia che lo facciate per qualcun altro, il fatto di lavorare a maglia, dirotta delicatamente la vostra attenzione altrove, lontano dal vostro stress.

Il lato positivo è che state creando, state realizzando qualcosa di bello, e di così diverso dal mangiare cioccolatini o restare davanti al televisore dopo una brutta giornata. Inoltre, avrete anche qualcosa da mostrare dopo averlo fatto. Se vi sfogate mangiando cioccolatini, cosa avrete realizzato?

L’augurio è che chi lavora a maglia lo faccia principalmente in momenti felici, ma come molti appassionati di maglia hanno scoperto, questo gradevole hobby è ben più di un semplice passatempo per superare i momenti difficili della nostra vita. La maglieria si può paragonare ad un nuovo yoga, oppure no, ma come è stato detto, è un dono che porterete con voi per sempre.

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