Lavorare a Mano il Cashmere da Macchina

Ti è mai capitato di guardare nel sito le offerte di Cashmere puro o misto con la voglia di fare un capo ai ferri e rimanere delusa/o quando Ti accorgevi che era sottile, da macchina? E’ vero che i filati molto sottili si usano, di solito, per lavori a macchina, ma chi ha detto che non si possono utilizzare anche per lavorare a mano?

Alcuni anni fa, ho conosciuto una signora tedesca che, per i suoi stupendi capi realizzati con i ferri, comprava esclusivamente filati da macchina e, unendo due, tre o quattro capi, creava lei stessa il filato che le serviva. Tutte le sue creazioni erano veramente da ammirare. Non ho mai visto un filato che potesse rendere la maglia così soffice.

Per utilizzare fili sottili e lavorare la maglia a mano bisogna unire più capi. Da una parte, questa operazione può risultare un po’ noiosa, dall’altra, però, ci offre innumerevoli possibilità di rendere i nostri capi molto originali, praticamente pezzi unici.

Si possono unire fili di più colori e creare le sfumature: i campioni che vedi sotto Ti daranno qualche ispirazione. Ho utilizzato il Cashmere da macchina titolo 2/28. Per sapere che cosa è il titolo, leggi questo post.

Campione 1: è stato realizzato con 5 capi e ferri n 4,5. Ho iniziato con 5 capi di colore grigio, poi ogni tanto ho sostituito un capo grigio con un capo blu, fino ad avere 5 capi blu.

Campione 2: è stato realizzato con 4 capi e ferri n. 4,5. La maglia legaccio ha le righe (2 ferri) a colori alternati: col. A: 4 capi grigi; col. B: 3 capi grigi e 1 capo blu; col. C: 2 capi grigi e 2 capi blu; col. D: 4 capi blu.

La sequenza dei colori è seguente: A – B – A – C – A – D.

Campione 3: è un punto fantasia realizzato con col. A: 4 capi blu; col. B: 2 capi grigi e 2 capi blu; col. C: 4 capi grigi.

Infine alcuni suggerimenti che Ti consiglio di prendere in considerazione, prima di iniziare a lavorare filati da macchina:

1. Il filato sottile è, di solito, venduto in rocche, quindi ci vuole molto tempo per preparare i gomitoli che servono per creare un filo composto di 2 o più capi. Questa difficoltà potrebbe essere facilmente superata.: ordinando il Cashmere potresti chiedere di dividere la quantità ordinata in più rocche (con un piccolo costo aggiuntivo).

2. E’ assolutamente sconsigliabile unire i fili e fare un gomitolo. Sicuramente è più comodo avere un gomitolo solo anziché 2,3 o 4 rocche, però, durante la lavorazione a mano, la tensione dei fili può cambiare, perciò a un certo punto, potresti avere qualche filo più lungo rispetto agli altri. Per evitarlo è meglio tenere rocche o gomitoli separati.

3. I capi uniti insieme non sono ritorti. Devi fare attenzione lavorando le maglie: prendi con il ferro tutti i fili senza lasciarne neanche uno.

4. Una volta uniti e lavorati insieme, i fili praticamente non si possono dividere senza essere danneggiati, quindi fai tutti i campioni necessari per il Tuo progetto prima di iniziare.

Ti consiglio, inoltre, di leggere questo post: contiene informazioni molto utili su come lavorare i filati in rocche.

Spero di averTi invogliato a sperimentare la maglia a mano con i filati da macchina.

Buone creazioni!

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


View comments (3)

Lavorare a mano il filato da macchina

2-28-swan-600I filati pregiati da macchina, come per esempio il cashmere, lo yak, o il cammello, possono essere facilmente lavorati anche a mano, lavorandoli a più capi.

Con una rocca di 500 gr di cashmere titolo 2/28000, che generalmente si lavora sulla macchina finezza 12 o sulla macchina finezza 7-8 a due capi, ci si può anche sbizzarrire lavorandolo a più capi.

Gli accessori per esempio, hanno un basso consumo di filato, con una rocca da 500 gr di cashmere si possono realizzare vari accessori, in base a quanti capi viene lavorato.

Si può realizzare un accessorio con il filato abbinato a due capi, ed un altro con lo stesso filato abbinato a 4, 5, 6, 8, o quanti capi vuoi.

Puoi combinare la grossezza (finezza) che più desideri, ed il titolo che più desideri.

Faccio un esempio anche in termini matematici di finezza e titolo del filato, premettendo che in una rocca di 500 gr di filato titolo 2/28000 ci sono ben 7000 metri di filato. Quindi ci saranno 1400 metri in un etto.

Se lo lavoro a due capi diventeranno 3500 metri in 500 gr, 700 metri in un etto.
Se lo lavoro a 4 capi diventeranno 1750 metri in 500 gr, 350 metri in un etto.
E così via …

Naturalmente bisogna fare attenzione quando si lavora con i ferri perchè il ferro può rimanere in mezzo ai fili e lasciare dei fili scoperti, ma questo non è un problema per le magliaie e designer più esperte.

La fatica è mettere un filo così fine a più capi. Ma ho una buona notizia da darvi, infatti da oggi abbiamo la possibilità di dividere le rocche.

Noi non possiamo abbinarlo, ma se volete possiamo dividere la rocca di 500 gr anche in 5 rocche da 100 gr ciascuna (o in due da 250 gr o in tre da 166 gr, o in 4 da 125 gr ciascuna) e senza nessun supplemento, è sufficiente richiederlo utilizzando lo spazio per le note che appare quando si completa l’ordine sul nostro sito web.

Così facendo, chi ha più destrezza nel lavoro a maglia, può lavorarlo anche dalle rocche, prendendo direttamente i fili dalle rocche stesse.

Il consiglio, come sempre, è di realizzare un campione e lavarlo prima di realizzare il lavoro definitivo, il filato in rocche, soprattutto il filato da macchina, non è lavato (trattato), in quanto generalmente i maglifici che lo usano in quantità, lavano sempre il capo finito, inoltre sulla macchina da maglieria è consigliabile lavorare i filati non trattati.

Alla fine, la resa, sia in termini di mano, sofficità, morbidezza e lavorazione, sarà la stessa di un filato più grosso da aguglieria.

www.hircusfilati.com

Se questo articolo ti piace e lo vuoi far conoscere agli amici che secondo te potrebbero essere interessati inviaglielo per email e condividilo sui social network usando i pulsanti che vedi qui sotto e lasciami un commento nell’apposito spazio qui sotto.


Comment

Lavorare a mano il Cashmere in rocche

Il filato di cashmere in rocche si può trovare follato o da follare.

Prima di tutto voglio precisare che la cosiddetta follatura dei filati di alta qualità consiste nel “trattamento ad acqua” (leggi qui per saperne di più). Infatti al cashmere non viene fatta una vera e propria follatura come per i filati di lana. Il cashmere in effetti non deve infeltrire in quanto la fibra è talmente delicata che il filato si rovinerebbe.

Il trattamento ad acqua consiste nel lavare in vasche industriali, o anche nella normale lavatrice, il filato in matasse con sola acqua o al massimo con poco ammorbidente. Questo semplice passaggio consente alla fibra del cashmere di rilassarsi e distendersi.

Il filato di cashmere da aguglieria (lavoro a maglia) in rocche si può lavorare direttamente con i ferri o uncinetto, ma consiglio vivamente di fare delle matasse con l’aiuto dell’arcolaio, o dei gomitoli e lasciargli riposare qualche ora prima di lavorarlo.

In effetti, quando il filato viene messo in rocche rimane piuttosto “stretto” attorno al cono. Mettendolo in matasse o in gomitoli, gli si permette di respirare e rigonfiare fino a ritornare al suo stato originale.

Quando hai finito di lavorare il capo ti consiglio di lavarlo prima di indossarlo. Lavare il cashmere è un processo lungo ma molto semplice. Il cashmere si mette a bagno in una bacinella di acqua fredda o tiepida, con un poco di ammorbidente per capi delicati. Lo si lascia per almeno 3-4 ore, dopodichè lo si toglie dalla bacinella, si toglie l’acqua in eccesso senza strizzare il capo (mi raccomando) e lo si mette ad asciugare adagiandolo su un piano.

Mai appendere ad asciugare un capo di cashmere, il peso dell’acqua lo potrebbe deformare e non riprenderebbe più la forma originale.

Se lavori il filato in matasse puoi lavare direttamente le matasse prima di realizzare il capo, il procedimento di lavaggio è lo stesso.

Come dicevo il procedimento è lungo, ma trattandosi di una fibra molto pregiata e molto costosa ne potrebbe valere la pena. Pensa che per realizzare i gomitoli si parte comunque dalle rocche. Il filato viene messo in matasse, poi viene lavato utilizzando il trattamento ad acqua, dopodichè viene messo in gomitoli. Questo significa che subisce almeno 3 lavorazioni, a volte 4, ed ognuna di queste lavorazioni ha un costo abbastanza alto trattandosi di cashmere. Lavorando il filato in rocche risparmi il costo di tutte queste lavorazioni.

Spero che questi consigli ti possano essere utili.

Federico

www.hircusfilati.com



Tagged with
View comments (6)

Due modi di lavorare e lavare i filati non trattati

Ci sono due modi per lavare i filati in rocche non trattati e farli raggiungere il suo massimo splendore, come le maglie che si acquistano in negozio.

Uno è più semplice, l’altro un po’ meno.

Iniziamo con il più semplice:

1 – Lavare direttamente il filato. Dalla rocca si possono realizzare matasse di 200-250 gr utilizzando l’arcolaio (se non si ha si può anche utilizzare il poggiaschiena di una sedia) effettuando almeno 5-6 legature forti, intrecciate circa alla stessa distanza una dall’altra facendo molta attenzione, il rischio è che il filato si aggroviglia se le legature non sono fatte bene e si debba buttare tutto, e poi lavare il filato direttamente in lavatrice con la procedura descritta qui in fondo.

Consiglio vivamente e comunque di realizzare un campione prima di effettuare il lavoro definitivo.

In questo modo si può lavorare il filato già lavato dopo averlo fatto asciugare (le matasse si possono asciugare anche appese). Puoi realizzare dei gomitoli oppure lavorarlo direttamente in matasse.

2 – Lavorare il filato e lavare successivamente il capo finito. Realizza un campione di 10×10 o meglio 20×20 cm. con lo stesso punto che devi lavorare per il capo finito, conta le maglie, misura bene il campione prima e dopo averlo lavato. Lava il campione in lavatrice utilizzando la procedura descritta qui in fondo. In questo modo potrai successivamente verificare la resa e sviluppare la taglia e di conseguenza i consumi, e potrai verificare la mano, se il risultato è un lavoro stretto (più fitto) otterrai meno morbidezza e più resistenza al pilling, viceversa se il lavoro è più rado (meno fitto) otterrai più morbidezza e un po’ meno resistenza al pilling.

TRATTAMENTO IN LAVATRICE:
Il lavaggio in lavatrice si effettua quando alla fibra si vuole far uscire il pelo classico del cashmere in superficie. Il lavaggio indicato è molto delicato e la presenza dell’aceto sarà un ottimo anticalcare:

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco detersivo per capi delicati
– Risciacquare il lavatrice
– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco ammorbidente e 1/4 di misurino di aceto bianco di vino
– Centrifugare a 400 giri per 5 minuti (o il meno possibile)
– Asciugare in piano senza esporre ai raggi diretti del sole
– Per colori forti e contrastanti in maglieria rigata e jacquard consigliamo di effettuare un primo lavaggio a secco e di lavare i capi a mezzo carico con molta acqua.

Questo procedimento di lavaggio è valido sia che si tratti di campione, capo finito o filato stesso.

Questo procedimento di lavaggio va effettuato solo la prima volta, successivamente si consiglia di lavare i capi a mano seguendo questo procedimento:

Se volete che il vostro pullover rimanga sempre morbido e soffice seguite questi suggerimenti:

Mettetelo a bagno in acqua tiepida con un detersivo delicato o con dello shampoo per capelli (usatene veramente poco), aggiungendo in caso di rigature o colori brillanti un po’ di aceto bianco.
Lasciatelo in ammollo per poco tempo, al massimo dieci, quindici minuti.
Non strofinatelo e manipolatelo delicatamente.
Sciacquatelo pazientemente più volte e con tanta acqua, sempre tiepida, fino a che l’acqua sia perfettamente limpida.
Non strizzatelo ma togliete l’acqua premendo dolcemente.
Avvolgete il pullover in un telo di spugna per eliminare l’eccesso d’acqua.
Stendetelo su un piano orizzontale avendo cura di evitare l’esposizione diretta al sole.
Lasciatelo asciugare a temperatura ambiente, mai vicino ad una fonte di calore.
Stiratelo con un forte getto di vapore senza premere con il ferro da stiro.

Un piccolo consiglio: lavate spesso il vostro pullover in Cashmere, in questo modo le fibre troveranno nuovo vigore e il vostro capo sarà sempre come nuovo.

Hircus Filati


Comment

Come si puo lavorare il filato di cashmere 2/28.

I filati in cashmere titolo 2/28000 (14000 metri in 1 kg di filato) nascono per essere lavorati a macchina da maglieria finezza 12, e possono essere lavorati anche sulla macchina da maglieria finezza 7 e 8 a due capi.

Ma i filati in cashmere Nm. 2/28 (o 2/28000) possono essere lavorati anche a mano a piů capi, serve solo la pazienza di metterli a piů capi. Per esempio a due o tre capi si possono lavorare con i ferri numero 3-3,5, e si possono mettere fino a 12 capi per essere lavorati con i ferri 7-8.

La resa e la mano è la stessa dei filati piů grossi da aguglieria, il vantaggio č che in base a quanti capi li metti, possono essere lavorati con qualsiasi numero di ferri, e costano meno rispetto ai filati per aguglieria. Lo svantaggio č che ci vuole tempo e pazienza per metterli a piů capi, ma con un gomitolatore o un arcolaio si puň lavorare agevolmente e risparmiare tempo. Inoltre chi li lavora deve avere una buona mano ed un po’ di esperienza, in quanto non essendo ritorto ma semplicemente binato, quando si lavora, il ferro o l’uncinetto puň entrare in mezzo ai fili, quindi bisogna fare molta attenzione per non rischiare di lasciare fili fuori dal lavoro.

www.florencecashmereyarn.com


Comment

Come lavorare i filati in Cashmere non Trattati

2-28-cashmere-aigoI filati in cashmere da macchina da maglieria ed il filati in cashmere per lavoro a maglia a mano in rocche non sono mai trattati (o quasi mai) e vanno trattati (lavati) dopo la lavorazione. Questo perchè lavorare a macchina un filato non trattato è molto più semplice, e si corrono meno rischi che il filo si rompa o che si rompano gli aghi della macchina.

Il mio primo e più importante consiglio è sempre di realizzare un piccolo campione/telo (10×10 o meglio 20×20) e lavarlo in lavatrice prima di realizzare il lavoro definitivo.

Questo perchè i filati in cashmere, anche se dello stesso titolo (finezza) non sono mai tutti uguali. Ci sono molte variabili sulla realizzazione dei filati in cashmere, a partire dalla filatura fino ad arrivare alla tintura.

In primis ogni filatura ha un proprio metodo e delle proprie esigenze di mercato ed i filati possono nascere più duri o più morbidi ed avere anche una tintura diversa. Inoltre c’è differenza anche fra i filati della stessa filatura, in base ai colori; i colori più chiari sono diversi dai colori più scuri e dai colori melange e necessitano di piccole accortezze nella lavorazione a macchina e nel primo lavaggio.

Per esempio i colori più scuri saranno sempre più crudi (meno morbidi) rispetto ai colori chiari in quanto nella tintura, nel fissaggio del colore vengono usati dei prodotti fissanti più invasivi per far si che il filato non perda il colore nel lavaggio e nel tempo ma la fibra stessa ne risente in morbidezza.

Inoltre incide il tipo di lavorazione a macchina. Il cashmere tende a rigonfiare quando si lava ed ha bisogno di uno spazio sufficiente per questo, quindi se si vuole ottenere il massimo della morbidezza si tende a lavorarlo con una maglia leggermente più larga.

Al contrario se si vuole ottenere il massimo della resistenza soprattutto in fatto di pilling (il classico pallino che fanno le maglie di cashmere) si tende a lavorarlo a maglie più strette. Così si otterrà una maglia meno morbida, un pò più pesante, ma molto più resistente al pilling.

Qui di seguito i nostri consigli per il lavaggio:

Premesse:
1 – A volte può essere necessario svaporare il campione ed il capo prima o dopo il lavaggio. Per svaporare si intende passare il ferro da stiro rilasciando il vapore sul campione e/o sul capo SENZA appoggiare il ferro sul campione/capo, prima o dopo il lavaggio.

2 – I seguenti consigli per il lavaggio sono generici e basici. Prima di lavare il campione misuralo, così potrai calcolare i rientri/ritiri. Inoltre controlla bene la resa del campione anche in morbidezza e pelo, così potrai vedere se è il caso di lavorarlo più stretto o più rado, o se lavarlo un po’ di più o un po’ di meno; infatti se lo lavori troppo stretto il cashmere non rilascerà la sua piena morbidezza in quanto tende a rigonfiare e se lavi meno il campione/capo otterrai meno pelo e meno morbidezza, viceversa se lo laverai per più tempo in lavatrice. Per ottenere più pelo aumenta la centrifuga, ma fai attenzione a non esagerare. Se necessario fai più campioni e più prove di lavaggio, con lavorazioni a macchina (o a mano) più strette e più rade e con diversi tempi di lavaggio.

3 – Tutto quanto detto vale anche per i filati lavorati a mano ai ferri o uncinetto.

TRATTAMENTO IN LAVATRICE:
Il lavaggio in lavatrice si effettua quando si lavora a macchina un filato non trattato. Il lavaggio indicato è molto delicato e la presenza dell’aceto sarà un ottimo anticalcare:

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco detersivo per capi delicati

– Risciacquare il lavatrice

– Lavare in lavatrice a 30° per 7 minuti con molto poco ammorbidente e 1/4 di misurino di aceto bianco di vino (non aceto rosso perchè macchia).

– Centrifugare a 400 giri per 5 minuti (o il meno possibile)

– Asciugare in piano senza esporre ai raggi diretti del sole e senza strizzare il capo (altrimenti si rischia di deformarlo)

– Per colori forti e contrastanti in maglieria rigata e jacquard consigliamo di effettuare un primo lavaggio a secco e di lavare i capi a mezzo carico con molta acqua.

Questo procedimento di lavaggio è valido sia che si tratti di campione, capo finito o filato stesso.

ATTENZIONE: Questo procedimento di lavaggio va effettuato solo la prima volta, successivamente si consiglia di lavare i capi a mano seguendo questo procedimento:

Se volete che il vostro pullover rimanga sempre morbido e soffice seguite questi suggerimenti:

Mettilo a bagno in acqua tiepida con un detersivo delicato (usane veramente poco), aggiungendo in caso di rigature o colori brillanti un po’ di aceto bianco di vino.
Lascialo in ammollo per poco tempo, al massimo dieci – quindici minuti.
Non strofinarlo e manipolalo delicatamente.
Sciacqualo pazientemente più volte e con tanta acqua, sempre tiepida, fino a che l’acqua sia perfettamente limpida.
Non strizzarlo ma togli l’acqua premendo dolcemente.
Avvolgi il pullover in un telo di spugna o un asciugamano per eliminare l’eccesso d’acqua.
Stendilo su un piano orizzontale avendo cura di evitare l’esposizione diretta al sole.
Lascialo asciugare a temperatura ambiente, mai vicino ad una fonte di calore.
Stiralo con un forte getto di vapore senza appoggiare il ferro da stiro sul pullover.


Comment
Translate »