Filati di Seconda Scelta

Mi è capitato più volte che alcuni clienti mi contattassero per chiedermi se i filati sono di prima scelta, seconda, terza, quarta scelta, ecc.

Voglio sfatare un altro mito che mettono in giro persone che non sono addetti ai lavori nel settore della produzione dei filati pregiati.

NON ESISTE LA PRIMA, LA SECONDA E NESSUNA SCELTA NEI FILATI.

I filati possono essere:

  • filati regolari, acquistati direttamente dal produttore (Loro Piana, Biagioli Modesto, Cariaggi, Zegna Baruffa, Millefili, e tanti altri). Ma: i produttori vendono solo a chi ha partita IVA nel settore, minima quantità acquistabile una rocca (che è circa 1 kg) a prezzo regolare di mercato.
  • filati in stock, acquistati, come facciamo noi, da maglifici o alle aste (che provengono comunque da maglifici chiusi o purtroppo falliti). Il maglificio acquista il filato regolare direttamente dal produttore (vedi sopra) e, una volta fatta la produzione di maglieria o accessori per i propri clienti, accantona gli avanzi, le rimanenze. Qui arriviamo noi che acquistiamo a prezzi molto più bassi dei prezzi regolari, per questo possiamo rivendere a prezzi molto più bassi dei prezzi regolari.
  • filati in stock direttamente dai produttori. Può accadere che un produttore produce un filato che viene fuori lavorato ma con un piccolo difetto, talvolta anche insignificante. Il difetto potrebbe essere la finezza, che non è proprio precisa al grammo, il filato invece di essere per esempio titolo 2/28 viene titolo 2/29, oppure il filato potrebbe venire fuori barrato, con delle imperfezioni nel filo, per esempio delle fiammature (cioè irregolare nello spessore) oppure perchè viene inquinato durante la fabbricazione da impurità che potrebbero essere rimaste nelle macchine non ripulite bene. Ma questo accade molto raramente perchè prima di fare una produzione di filato vengono fatte molte prove e campionature e le filature stanno molto attente perchè gli errori e le imperfezioni si pagano care.
    Produttori come i grossi nomi che ho citato qui sopra, se il filato presenta anche il più piccolo difetto non può essere consegnato al cliente dal produttore, pena interruzione del contratto, perdita del cliente, penali, ecc. (queste sono alcune possibili cause). Ma questo non significa che il filato non sia buono, significa solo che non è perfetto per il tipo di lavorazione che deve fare il loro cliente, ma può andare bene per un maglificio che deve produrre un altro tipo di prodotto. E’ difficile da spiegare per me che ormai lavoro in questo settore da più di 35 anni, immagino da capire per una persona che non è un addetto ai lavori. La produzione di filati è molto complessa e presenta tante sfaccettature.
  • filati difettosi. I filati difettosi non vengono messi in commercio, vengono riutilizzati, riciclati per ricreare altri filati.

Quindi non c’è una prima ed una seconda scelta nei filati.

Può capitare che alcuni filati a stock siano più o meno datati (non sappiamo da quanto tempo il maglificio ha acquistato il filato), ed è possibile che i filati più “vecchi” siano più deboli alla lavorazione, dipende a volte anche da come sono stati conservati.

E’ possibile che alcune rocche presentino nodi dovuti alla roccatura o alla ritorcitura del filato, per esempio se il filo si rompe mentre viene roccato, se non si possiede lo splicer che salda il filo, viene fatto un nodo.

Per quanto ci riguarda, acquistiamo filati da maglifici ed aste gli ripassiamo sempre alla roccatrice per controllare che non abbiano troppi nodi (anche se alcune volte alcuni nodi purtroppo sfuggono ugualmente) e che siano resistenti.

Però alcuni difetti, se ci sono, si vedono solo durante la lavorazione, per esempio se il filato è leggermente più grosso non passa bene dagli aghi delle macchine e si creano dei buchi sui teli.
Ma noi abbiamo delle regole per le quali, se questo dovesse accadere, cambiamo il filato o lo riprendiamo indietro e lo rimborsiamo, è sufficiente sempre fare un campione prima di lavorare il filato, in questo modo si vede sempre se il filato presenta difetti (leggi attentamente i termini e condizioni, i nostri consigli e le FAQ sul nostro sito web prima di acquistare).

Spero di aver fatto un po’ di luce su questo argomento, anche se si potrebbe approfondire molto.

Federico Scatizzi

Hircus Filati


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Lavori di Anna Moiseeva

Anna Moiseeva ci ha gentilmente concesso il permesso di pubblidare le foto dei suoi lavori realizzati con i nostri filati, qui sul nostro blog.

Puoi seguire anna sul suo account Instagram #knittingandnature e acquistare i suoi lavori su Etsy cliccando qui.

Anna Moiseeva has kindly granted us permission to publish photos of her works made with our yarns here on our blog.

You can follow Anna on her Instagram account #knittingandnature and purchase her work on Etsy by clicking here.

Hircus Filati

www.florencecashmereyarn.com


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Cosa significa 3×2/15?

Molte persone mi chiedono cosa significa 3×2/15 o 4×2/28.

In questo articolo voglio svelare il mistero.

Si tratta del “Titolo” dei filati, cioè lo spessore. Lo spessore di un filato non si può misurare con il calibro, quindi si usa il “Titolo” che si quantifica in metri, esattamente in Numerico Metrico, sigla: Nm.

Premetto che si fa sempre un rapporto di metri/1 kg, cioè tot metri in 1 kg di filato.

Faccio un exempio:
3×2/28 dove 28 sta per 28000 metri in 1 kg di filato, 2 sta per due capi e tre sta a sua volta per altri 3 capi.
In quanto è ritorto prima a due capi e successivamente a tre capi, quindi:
3×2/28 = 28000/2/3 = 4660 metri (circa) in 1 kg di filato.

Un esempio più semplice è 2/28, dove 28 sta sempre per 28000 metri, cioè un capo di questo filato è lungo 28000 metri in 1 kg (ti ricordo che si fa sempre riferimento ad 1 kg di filato), se lo facciamo ritorto a due capi diventa 2/28, cioè 2 fili lunghi ciascuno 28000 metri in 1 kg, mettendo insieme 2 fili di 28000 metri si ottiene un filo con doppio spessore e doppio peso, quindi per tornare ad un rapporto di 1 kg dovremmo fare 28000/2 = 14000 metri in un kg di filato, e 14000 sarà il titolo numerico metrico finale.

Come sanno tutte le persone che lavorano a macchina da maglieria il 2/28 è un filato che si lavora sulla macchina finezza 12 a un capo, ma si può lavorare anche sulla macchina finezza 7 o 8 a due capi ecc.

Quindi, per fare un altro esempio, 3×2/15 diventa: 15000/2/3 = 2500 mt. in 1 kg di filato.

Troverai anche titoli Nm. 1200, o 3200, o 2800, o 4600, ecc. Questi sono titoli già finiti. Per esempio Nm. 1200 significa semplicemente 1200 metri in 1 kg di filato, e così via.

Spero solo di essermi spiegato in maniera comprensibile.

Se vuoi saperne di più scarica il nostro corso Base sui Filati GRATUITO, cliccando qui.

Federico Scatizzi

Hircus Filati


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EcoCashmere: Quality and savings

When knitting several yarns by hand, you must always focus on quality. Why? Because handwork is very precious, it takes up a lot of our time. If we use low quality yarn, we waste the most precious thing we have: time.

After hours and hours of work, our garment could only hold up to the first wash or, even worse, after wearing it a few times, it could deform.

Focusing on quality often means spending more money. Quality has its value, of course.

Cashmere is one of the most precious yarns that exists. The prices, we all know, are very high, but… here, there is a “but” that is worth taking into consideration. It is called EcoCashmere.

In this article, you will be able to read what it is and how it is produced. In short, it is regenerated cashmere (produced by an Italian company). Yes, precious things can’t be thrown away, maybe we can transform them. And, thanks to this particular production process, it is also possible to lower the price of cashmere while maintaining quality.

So, here comes the question: “Is it possible to both have quality and saving money?” I definitely answer “Yes!”.
I decided to use EcoCashmere for my next creations and share my experience and my models with you.

Summer is now ending and perhaps we need to start thinking about Christmas gifts. As you know, I love scarves, so today I propose you another scarf, this time made by crochet with EcoCashmere.

I used 2 threads of yarn with the title 2/13, so thin enough (but not too much) to be able to crochet it (in my case, crochet n. 3); the crochet number depends on your hand, so choose the right one for you.

On the Hircus Filati website, all the yarns in cones have to be treated (on the site you will find information on how to do it). So, as always, I made a skein and tied it up in more than one point, washed it, and then made 2 balls of yarn.

I must say that this operation can be avoided with EcoCashmere, because it is a regenerated yarn and has been washed several times before. So, I noticed that, unlike non-regenerated cashemere, these Ecocashmere cones don’t change much if treated.

I explain it better: if you don’t wash EcoCashmere in cones, it will remain slightly rougher. If you wash it, it will soften a bit, but measures practically won’t change.

I made the scarf with the C2C (corner to corner) technique that I explained in this post. If you prefer a video tutorial, you can see it on my Facebook page. I want to emphasize once again that this stitch is truly fantastic, relaxing and pleasant to do. Many of my students, enchanted like me by C2C, have done entire blankets with it. An EcoCashmere blanket? Why not!

Let’s go back to the scarf. One-third of the scarf is made with gray yarn, one-third is striped (2 turns with gray alternating with 2 turns with blue) and, at the end, one-third is made with blue yarn.

I was satisfied, I hope you like it too 🙂

Alicja Kwartnik

for Hircus Filati


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Consigli su quali filati scegliere

Scrivo questo articolo perchè molte persone mi chiedono cosigli su quali filati scegliere per i loro lavori a maglia.

Spesso alcune persone che non hanno mai lavorato i filati di cashmere sono male informati, e con questo articolo vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza.

Si trovano online articoli che parlano del filato 2/28 come il migliore in qualità, ma questa affermazione non è esatta. Infatti 2/28 è uno dei numeri riferiti allo spessore del filato.

Per misurare lo spessore dei filati infatti non si può usare il calibro o altri strumenti di misurazione. Lo spessore dei filati si misura in metri contenuti in un kg di filato.

Per esempio 2/28 è un filato ritorto a 2 capi dove ogni capo ha lo spessore di 28000 metri/kg. Quindi i numeri che si trovano (per es. 2/28, 2/27, 2/15, 3000, 3200, 4600, ecc.) servono a determinare lo spessore del filato in base alla lunghezza.

La qualità si determina dalla finezza della fibra utilizzata per realizzare il filato, la tintura, il tipo di filatura e tutta una serie di fattori che solo i tecnici possono capire e conoscere a fondo.

Noi profani determiniamo la qualità in base alla filatura che produce il filato stesso. In primis ti posso dire che i filati prodotti da filature specializzate italiane sono i migliori del mondo, ma oggigiorno ci sono anche qualche filatura in Gran Bretagna ed in Cina che producono filati di ottima qualità (quasi) come i nostri.

In Italia ci sono tantissime filature che producono filati in Cashmere, ma quelle che producono le migliori qualità non sono tantissime, sono quelle filature specializzate nella produzione del cashmere.

Per citarne qualcuna, quelle che mi vengono in mente così a braccio: Filati Biagioli Modesto, Loro Piana, Manifatture Cariaggi, Millefili Spa, Zegna Baruffa, Grignasco, Botto Poala e Botto Giuseppe, Ricignolo gruppo GTI, ecc.

Tutti i filati in cashmere si possono lavorare sia a mano (ai ferri) sia a macchina da maglieria. I filati da macchina da maglieria generalmente sono più fini, cioè meno spessi, e per lavorargli a mano bisogna lavorargli a più capi, come per esempio il 2/28, 2/27, 2/15, ecc. ma ci sono dei filati più spessi che si possono lavorare sia a macchina da maglieria sia a mano direttamente ad un capo, come per esempio i filati 2800, 3000, 3200, 3500, 4500, 4600, ecc.

Naturalmente più basso è il numero meno metri/kg ci saranno e quindi saranno più spessi. Questo non comporta una differenza di qualità, ma solo una differenza di spessore.

In quanto alla scelta del filato da utilizzare, molto spesso è una questione di gusti e preferenza. Gusto del colore, preferenza di come lavorarlo (per esempio un filato grosso si lavora più in fretta e si realizza un maglione più grosso, viceversa per un filato meno spesso), e molti altri fattori come il modello che si vuole realizzare, la mano nella lavorazione, il tipo di punto che si vuole realizzare, ecc.

Quindi resta difficile anche dare dei consigli in quanto molti fattori sono soggettivi.

Ma ricordati sempre e comunque che i nostri filati sono sempre in rocche e non sono trattati, appaiono grezzi così come sono, quindi necessitano del trattamento prima o dopo la lavorazione. Come sempre ti consiglio vivamente di fare sempre un piccolo campione e lavarlo prima di effettuare il lavoro definitivo.

Qui su questo blog e sul nostro sito web troverai molti consigli sulla lavorazione dei nostri filati. Prenditi un po’ di tempo di tanto in tanto per leggere tutte le informazioni che mettiamo a disposizione.

Federico Scatizzi

Hircus Filati

www.florencecashmereyarn.com


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Le schede tecniche dei filati

Qualcuno ci chiede le schede tecniche dei filati che vendiamo, ma purtroppo non possiamo fornirle perchè non le abbiamo.

Acquistiamo filati in stock (rimanenze e avanzi) da maglifici, ad aste, ecc. Le schede tecniche non ci vengono fornite e di conseguenza non possiamo darle.
Nemmeno le certificazioni ci vengono fornite.
Per avere schede tecniche e certificazioni bisogna acquistare i filati direttamente dai produttori dei filati, sui filati in stock purtroppo non è possibile averle.

Nella pagina web, sul nostro sito web www.florencecashmereyarn.com, di ogni filato scriviamo il titolo, la composizione, i metri (tranne a volte nei filati da macchina), il numero di ferri indicativo con il quale si lavorano e la finezza della macchina con la quale possono essere lavorati.
Il numero di ferri che scriviamo è sempre indicativo, dipende poi dalla mano, dal cosa si deve realizzare, dal tipo di punto che si deve fare, ecc. La cosa migliore è fare un campione e lavarlo per vedere la resa, così poi si può decidere come fare il lavoro finale.

Molte persone mi chiedono anche i consumi, mi chiedono se i filati si possono lavorare doppi o a più fili, e molte altre domande alle quali posso dare una sola risposta: “devi fare il campione per vedere la resa”.
Facendo il campione si può stabilire tutto.
Si possono vedere i rientri che fa il filato quando si lava, si può vedere la mano e decidere se lavarlo di più o di meno, si può vedere come viene lavorato e decidere se lavorarlo più stretto o meno stretto, si può decidere se lavorarlo con ferri più piccoli o più grandi, eccetera, eccetera.
Bisogna fare il campione, non mi stancherò mai di ripeterlo. Molto spesso è sufficiente fare un campione di 15×15 cm o 10×10 cm. Le magliaie più esperte fanno un campioncino molto più piccolo, che gli è sufficiente per vedere la resa, ma bisogna essere molto esperte, sia nel lavoro a maglia sia nella conoscenza dei filati, perchè ogni filato è diverso dall’altro. Quasi sempre ci sono differenze anche fra colori diversi dello stesso filato.

Se navighi qui sul nostro blog potrai trovare maggiori informazioni sul titolo dei filati, che serve a determinarne lo spessore. Potrai trovare vari articoli sui consumi, su come lavorare e lavare i filati in rocche e molte altre informazioni sul lavoro a maglia e sui filati.

Hircus Filati


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