Scialle nero con frange

Media difficoltà

Occorrente (taglia unica)

G 230 di filato, colore nero 02. Uncinetto n. 2.00.

Punti impiegati

Catenella (cat.)

Maglia bassa (m.bs)

Maglia altissima (m.alts.).

Campione

Cm 10 x 10 lavoratori con l’unc. n. 2.00 a rete filet sono pari a 8 quadretti vuoti e a 8 righe.

Esecuzione

1° riga: avv. 227 cat., 1 m. alts. Nell’8° cat. dall’unc. (= 1 quadretto vuoto), * 2 cat., salt. 2 cat., 1 m. alts. nella cat. seg.*; rip. da * a * per tutta la riga fino alle ultime 3 cat. (= 73 quadretti vuoti in totale), salt. 2 cat, 1 m. alts. nell’ultima cat. (= 1 dim.), volt.

2° riga: 3 cat., salt. 1 spazio (= 1 dim.), 1 m. alts. nella m. alt. Seg.,, 2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat., 1 m. alts nella m. alts. seg., *puntare l’unc. alla sommità dell’ultima m. alts. e lav. 4 m.

alts. chiuse ins. (lav. 4 m. alts. non chiuse, poi, con un gett., chiudere tutte le m. sull’unc. nella m. alts. seg della 1 riga e lav. 4 m. alts. chiuse ins. (= terzo patalo), (salt. 1 spazio, 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 3 volte*; rip. da * a * per tutta la riga, term. Con 3 petali, salt. 1 spazio, 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat., 1 m. alts. nell’ultima m., volt.

3° riga: 5 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat., *puntare l’unc. al centro dei 3 petali e lav. un petalo, (2 cat, 1 m. alts. nella m. alts. seg.) per 3 volte, 2 cat.*; rip. da * a * per tutta la riga, term. con un petalo, 2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., 1 m. alts. nell’ultima m. (= 1 dim.), volt.

4° riga: 3 cat., 1 m. alts. alla sommità del petalo seg., 2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., *lav.3 petali come sopra, (1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 2 volte, 1 m. alts. nella m. alts. seg.*; rip. da * a * per tutta la riga, term. con 3 petali, (1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 3 volte, *un petalo al centro dei 3 petali, (1 m. alts. nella m.alts. seg., 2 cat.) per 3 volte, volt.

5° riga: 5 cat., (1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 3 volte, *un petalo al centro dei 3 petali, (2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg.) per 3 volte, 2 cat.*; rip. da * a * per tutta la riga, term. con un petalo al centro dei petali, 2 cat., 1 m. alts. nell’ultima m. (= dim.), volt. Rip. dalla 2° riga alla 5° riga per 72 righe in totale, continuando a dim. su un solo lato fino a rimanere con 1 quadretto vuoto.

Confezione

Rifinire lo scialle con le frange. Per fare una frangia: tagliare nel filato 5 gugliate, lunghe circa cm 22 e riunirle in un mazzetto. Puntare l’unc. dal rov. e uscire sul dir., prendere il mazzetto di fili nella sua metà e passarlo sul rov., formando una maglia. Con l’unc., riprend. la coda del mazzetto e passarlo attraverso la maglia formata. Tirare i fili del mazzetto fissando il nodo. Al termine, regolare con le forbici la lunghezza delle frange.

www.florencecashmereyarn.com



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Fibre naturali, artificiali e sintetiche

Prima ancora di costruire le sue prime città, i suoi primi castelli, l’uomo si fece dei tessuti per coprirsi. E continuò a fabbricarli per migliaia di anni usando come materia prima fibre di origine vegetale o animale.
Nelle piante le fibre formano l’ossatura che sostiene le parti morbide e polpose delle foglie, delle radici e degli steli. Negli animali le fibre si trovano invece nella carne, nella pelle, nei muscoli e nel pelo. Tutte queste fibre sono estremamente sottili (la loro lunghezza è infatti circa duemila volte il loro spessore) e sono costituite da una lunga catena di molecole grosso modo parallele l’una all’altra. Le fibre vegetali, come il cotone e il lino, sono di cellulosa, che è un composto di carbonio, idrogeno e ossigeno; le fibre animali, come la lana e la seta, sono costituite da vari tipi di proteine, composti di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e talvolta anche zolfo (nella lana).

Per soddisfare le esigenze degli attuali metodi di manifattura e dei macchinari moderni, le fibre devono essere forti, resistenti, flessibili, lucenti e di dimensioni pressoché uniformi. Dovrebbero essere lunghe almeno mm 12 (meglio ancora mm 35 o piú) e spesse appena qualche centimillimetro. Inoltre dovrebbero essere ruvide o grinzose, in modo da intrecciarsi saldamente quando vengono attorcigliate per formare un filato, cosí da aumentare la resistenza delle fibre ed evitare che scorrano l’una sull’altra se sottoposte a tensione.

Soltanto alcune delle fibre naturali sono provviste di tutti o della maggior parte di questi requisiti; tra queste sono il cotone, particolarmente forte e resistente, la lana, calda e ingualcibile, la seta, morbida e lucente, e il lino, crespo e lucido. Le fibre corticali, che eomprem dono iuta, canapa, sisal e ramia sono forti e resistenti, ma troppo rozze per farne vestiti: si usano soprattutto per corde, spaghi, sacchi e stuoie.

Dal momento che le possibilità delle fibre naturali sono limitate, l’industria tessile sfrutta in pieno le fibre artificiali che sono state prodotte negli ultimi 75 anni. Tra il 1890 e il 1920 i chimici hanno scoperto come ricavare numerose varietà di fibre dalla polpa del cotone e del legno. Quelle che hanno avuto pili successo sono state il rayon di viscosa e il rayon all’acetato di cellulosa, che tuttora si fabbricano su vasta scala. In un primo tempo le fibre di rayon furono chiamate seta artificiale per la loro serica morbidezza e per la loro grande lucentezza.

Come tutte le fibre naturali, il rayon assorbe acqua e s’inspessisce quando viene lavato, ma c’è una Bifforema: le fibre naturali rimangono forti quando si bagnano e si gonfiano, il cotone anzi diventa più forte; il rayon, invece, quando assorbe una quantità di acqua pari al suo peso, perde circa un terzo della sua resistenza. Questo indebolimento è solo temporaneo, perché una volta asciutto il rayon riacquista tutte le sue proprietà originarie. È evidente, tuttavia, che la qualità di una fibra è migliore se essa non perde la sua forza quando viene lavata.

La scoperta del nylon da parte di Carothers fu particolarmente importante perché il nylon, che è la prima delle cosiddette fibre sintetiche, è almeno due volte piú forte del cotone, assorbe una minima quantità di acqua e mantiene intatta la sua forma anche quando è bagnato. Il successo del nylon portò alla scoperta di altre fibre sintetiche con proprietà analoghe.

Nessuna fibra presenta tutti i vantaggi o tutti gli svantaggi di cui abbiamo parlato. Le fibre naturali e le prime fibre di rayon resistono al calore e a quei solventi organici che si usano a volte nella pulitura a secco. D’altra parte esse vengono attaccate dalle tarme e dai batteri. Le nuove fibre sintetiche, invece, non vengono attaccate da insetti e batteri, ma si rovinano se stirate con ferro molto caldo.

Poiché il rayon e le fibre naturali assorbono rapidamente acqua sono particolarmente indicate per capi di vestiario che piú facilmente vengono in contatto col sudore. Per la stessa ragione si possono tingere e apprettare con sostanze solubili nell’acqua. Invece i tessuti di fibre sintetiche respingono l’acqua e si devono pertanto tingere e apprettare mediante processi piú complessi e costosi. Anche per essere filate e tessute le fibre sintetiche richiedono particolari procedimenti.

www.compagniadelcashmere.com



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