Un caldo Plaid a Uncinetto

UN CALDO PLAID
È formato da un pezzo unico, lavorato nel centro a righe in colori alternati, intorno al quale si lavora poi il bordo fino a raggiungere la larghezza di una coperta a una piazza.

Occorrente
Lana Borgosesia Zephir marca Bleu a 4 fili nei seguenti colori e quantità:

  • g 800 giallo n° 2261,
  • g 200 marrone rf 1179,
  • g 200 azzurro n° 2349;
  • uncinetto n° 3 1/2.

Punti impiegati

  • Punto ventaglietti, (in alternativa potete eseguirlo con il punto ventaglietti alternati).
  • Campione: cm 10 x 10 pari a 22 m. e 7 1/2 r.

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Esecuzione
Con la lana gialla avv. una cat. lunga cm 104 e lav. per cm 30 col punto ventaglietti. Proseguite lavorando i 60 cm centrali a strisce colorate; perciò tenete due gomitoli gialli, uno per ciascun lato, e al centro alternate i colori ogni due righe nel seguente ordine: marrone, azzurro, giallo. Quando dovete cambiare colore chiudete l’ultima m. con il colore nuovo tenendo i fili dietro il lavoro.
A coperta ultimata infilate i fili nel lavoro con l’aiuto di un ago. A cm 65 d’alt, del pezzo a righe (terminando con il colore azzurro) proseguite in giallo su tutte le m. per cm 30; tagliate e fissate il filo. Con la lana marrone lav. intorno a tutta la coperta, sempre con il punto ventaglietti per cm 6 (aumentando 2 m. in ciascun angolo), poi cm 5 in azzurro e di nuovo cm 6 in marrone. Tagliate e fissate il filo.

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Braccialetti all’uncinetto

Check this post Braccialetti all’uncinetto from Angolo di Pasqua:

Ho confezionato due braccialetti lavorando con un uncinetto piuttosto sottile e del filo nero ben ritorto 4 giri a punto basso (andata e ritorno per una lunghezza di circa 17 cm, ma deve essere adattata al polso di chi lo deve portare). All’inizio dell’ultimo giro ho inserito i cuoricini di madreperla e swarowski direttamente sul filo (tagliandolo alla lunghezza adatta) e distribuendoli lungo la lunghezza del braccialetto a distanze regolari. Si deve far scorrere il cuoricino fino all’ultima maglia bassa lavorata e lavorare di seguito la maglia seguente. Arrivati alla fine lavorare un’asola con qualche catenella, rivestirla a maglia bassa e tagliare il filo. Dall’altra parte inserire una perlina come bottone fermandola con una perlina piccola.

braccialetti_crochet.JPG

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Still can’t find the camera…

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But I guess that doesn’t mean I can’t post, huh? We are officially moved in, although we still have boxes to unpack. So far we haven’t had any nasty surprises. We love the new house, and we’re settling in just fine. I’ll post photos if I ever find the camera(s).

See cshmere yarns at www.compagniadelcashmere.com

In the meantime, how about a book review?

Cover

The lovely folks at the Penguin Group sent me this book to review — “Wacky Baby Knits.” The book contains “20 knitted designs for the fashion-conscious toddler.” I don’t have any photos of the contents, but you can see more and download some of the patterns online here.

The book includes a short “how-to” section for new knitters. The pictures are easy to follow, and I think it would be helpful for the brand new knitter. Then we have hats, mittens, jackets and outfits just to name a few. My favorite section is the hat section. I especially love the Mohawk hat and the Flying Helmet.

The wacky little outfits are really over the top. There’s a cow, a frog and a pirate suit (sounds like the opening line of a joke, huh?). There’s also a crazy robot suit, a biker jacket and a tutu. All of these would make super cute Halloween outfits.

All in all, it’s a super cute book with options for anyone. The Flying Helmet hat would make a great baby shower gift, while the frog outfit would make a great toddler costume. Check out this book on Amazon today!

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Torna di moda il lavoro a maglia. Soprattutto fra gli uomini

Andrea, il nome è di fantasia, è il classico uomo tutto di un pezzo. Con la barba e il fisico massiccio, lavora in magazzino 8 ore al giorno fin da quando era bambino spaccandosi la schiena senza sosta. Rigorosamente eterosessuale, ha una compagna con cui convive da 10 anni. E’ lei che custodisce un segreto che nessuno immaginerebbe; solo lei è a conoscenza della passione di Andrea, l’unica in grado di calmarlo e di rilassarlo dopo il lavoro. Nessuno degli amici e dei colleghi immaginerebbe mai la metamorfosi che il “virile uomo” subisce dopo cena. Chissà cosa direbbero se lo vedessero sul divano davanti alla televisione: niente birra in mano, ma con ferri da maglia e lana, tutto intento a sferruzzare senza sosta e con passione…

Nuove manie unisex
Basta guardare un qualsiasi elenco di corsi di una grande città per rendersene conto. Alla lettera “M” tra le lezioni di massaggio, musica, marketing, magia, make-up e meteorologia, c’è sicuramente anche un corso di “maglia”. E tra gli entusiasti partecipanti, ci sarà anche qualche maschio che, vinte timidezze ed inibizioni, si sente pronto ad affrontare pubblicamente le reazioni stupite per la sua passione tipicamente femminile…
La riscoperta del lavoro a maglia è di moda, come dimostra la sua diffusione tra alcune star di Hollywood da Julia Roberts (che ha comprato i diritti del libro di successo “Le amiche del venerdì sera” di Kate Jacobs dedicato al knitting – il lavoro a maglia, per produrre un film) a Cameron Diaz, da Sharon Stone a Sarah Jessica Parker, che pare si portasse ferri e gomitoli sul set di “Sex and the city”. Il fatto che anche i maschi si siano avvicinati ai “ferri” è la prova che ogni giorno cadono barriere tra i sessi, e che l’immagine della vecchia nonna seduta sulla sedia a dondolo davanti al camino intenta a sferruzzare appartiene ormai ad un lontano passato. Anche se ci vorrà del tempo per vedere l’anziano nonnino con i capelli bianchi che sferruzza un maglioncino mentre guarda la partita la domenica…

Un altro esempio della caduta della divisione tra generi viene dai corsi di cucina. In passato erano appannaggio delle donne, ad eccezione dei grandi chef maschi. Oggi invece può capitare che la maggioranza dei partecipanti ai corsi di perfezionamento ai fornelli, da quelli specifici sugli antipasti a quelli sulla preparazione di dolci elaborati, da quelli sui piatti macrobiotici a quelli sulle tecniche di preparazione di sushi, siano maschi. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che la passione dei fornelli ha contagiato anche gli uomini, provi a chiedere al Comune di Modena. Gli assessorati alle pari opportunità e all’istruzione hanno organizzato un “corso di cucina per soli uomini”. Era lecito attendersi qualche decina di adesioni, ma nessuno aveva pensato che si sarebbero iscritti ben 180 mariti con la dichiarata intenzione di “dare un aiuto concreto alle proprie compagne”….

Il mistero della lingerie femminile
Ma ci sono anche corsi per uomini che vogliono capire meglio le donne, o alcuni “aspetti” delle loro controparti… I magazzini inglesi John Lewis prima di Natale hanno deciso di dare una mano ai maschi imbranati organizzando un corso su “come comprare la lingerie”. Se esiste un piccolo sparuto gruppo di uomini in grado di afferrare al volo i gusti femminili in tema di “intimo”, la grande maggioranza non padroneggia con sufficiente sicurezza la materia col risultato di deludere spesso le attese della propria compagna.
Durante le lezioni, organizzate in un clima sereno ed informale, i docenti-consulenti hanno spiegato come capire le misure di biancheria intima da regalare e quali indizi prendere in considerazione prima di decidere se optare per un tanga o una culotte, un busto o un reggicalze. Un’attenzione particolare è stata data alla scelta del colore: tutti puntano sul rosso con la convinzione che sia sempre la scelta giusta. Ma non è sempre così: difficile da abbinare al resto del guardaroba, spesso è una scelta peggiore rispetto ad un più classico ma sempre sensuale nero.

Fonte:

Segnali
di David Migliori
http://www.affaritaliani.it



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Plans. Best. Laid. All that

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January 29, 2010

A little while ago, I put together my own sock club.  I still belong to a sock club, but I wanted to make a point of burning through some of the stash and finally getting to a few patterns I’ve been thinking about for a while.  Thing is, stuff slips off the radar.  I get the yarn or the patterns and I think I’m going to get to it soon, but really knitting is sort of slow, and by the time I’m free to start something again, whatever that cool pattern and yarn were has sort of slipped through the cracks, down past the canopy of the stash and the next thing you know I’ve forgotten I’d ever wanted to knit and and been seduced by whatever came along in the meantime.  This year I took my own advice and I made kits.

I got 12 big ziplocks, and in each one I put everything I need to make those socks.  If the pattern was in a book I photocopied it, if it was a download I printed it, if if was a pattern I had to buy, I bought it. Then I went through the stash and figured out what should go with what – then I sealed up all 12 and put them away on a shelf in my office cupboard, promising myself that I would knit one pair a month, drawn at random.  Some men’s socks, some ladies, some lace, some cable… at the end of the year I’d have 12 pairs of socks (at least) and have made a serious dent in my sock needs.

A couple of days ago I realized that I was in serious danger of blowing the system the very first month out, and so I went into the cupboard and pulled a bag at random. (The astute among you will notice that post furnace installation I got a new cupboard in my office.  It was the tradeoff for the space I lost because I gained a heating duct in that room.  Heat is nice and all, but mama’s got a lot of yarn. That’s my sock club on the top shelf. Nice, huh?)  I snagged one from the middle without looking.  I got a skein of Handkraft “The sock who loved me” in  Mangrove, which was paired with the pattern for the Sleepy Hollow socks.

No problem, I thought those will be quick to finish by the end of the month.  Now, me being me and the universe being what it is, I totally should have seen it coming the minute I thought that, but I still haven’t gotten used to the way that my knitting ability can come and go at a moments notice.

I started down the leg, all seemed well.  Then I got to the gusset increases and the next thing I knew I was knitting like a rookie, and by a rookie, I mean that I wasn’t knitting badly, I was knitting like someone who hadn’t learned some stuff about knitting the hard way about a thousand times.  See – a rookie doesn’t know that it’s really hard to go purl to purl on dpns without  having a wicked ladder (at least if you’re me.) A rookie wouldn’t know to slide that bad boy over to the other needle to avoid that crap.  A rookie might think “hey man, I know what a m1p is.  I don’t need to look at the stitch legend.”

Then a rookie would be wrong – a rookie would look at that gusset and learn his lesson, and then the rookie would knit better next time.  Me?  Not a rookie. Knew all this- knit badly anyway, and it was totally preventable.  After 36 years of knitting I’m going to go public and tell you what I think is the #1 cause of knitted crap.

Failure to read.

Seriously.  The instructions were right there, they are correct, they are clear, there is nothing wrong with them and the only thing that gave me that totally crappy gusset is that I did not read. It is my fault, and I have no-one to blame because I didn’t read.  I had a little pout and a beer, then I took my lumps, ripped it back and started again from the top of the gussets/heel and carried on. This went reasonably well until I tried it on.  Bad news.  Should have read the sizing information- that’s there too. Ripped the entire sock back, tried again.   I thought I had this beast going on until I finished the whole gusset and heel and thought that was pretty funny lookin’ too.  Didn’t look like the picture.  I carried on a bit, starting to decrease the stitches and realized I didn’t have the right number of stitches, and as I re-checked the pattern, I realized that I’d read the first line of the heel turn, recognized the techniques, assumed I knew what I was doing and carried on.
Not so much.  The heel actually departs from what I was expecting about halfway through.  Thus – the heel is wrong.  Again. Failure to read. Again. It’s going to be a stretch to finish these socks by the end of the month (considering that there is only 2 days left in the month.) I’m going to have to do one of three  things.  Knit faster,  get smarter or READ.  (That third option seems easiest.)

(PS.  Thought I’d let you know,  Sock Camp opens to the general public today, now that the club members have signed up.  Also – an aside to Tina.  What are you doing? Hoarding bad pictures of me? )

Posted by Stephanie at January 29, 2010 2:46 PM

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Due cuscini a maglia doppia

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Proponiamo due cuscini realizzati a maglia, con due punti diversi: costa inglese scambiata per il cuscino color senape, punto nido d’api per il cuscino color verde.

CUSCINO SENAPE

Occorrente: gr. 200 di lana Jaeger Nature garn, color senape n° 704; ferri n° 5; cm 50 x 50 di velluto a coste sottili; un cuscino già confezionato per  l’ imbottitura o trucioli di gommapiuma.

Punti impiegati

  • Costa inglese scambiata.
  • Campione: cm 10×10 pari a 12 m. e 20 f.

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Esecuzione
Avviate 60 m. e lav. a costa inglese scambiata per cm 50. Intrecc. tutte le m. Tagliate un quadrato di cm 50 nel velluto. Cucitelo dal rovescio al quadrato di lana lungo tré lati (è già calcolato cm 1 di margine per le cuciture).
Inserite l’imbottitura nel cuscino già acquistato pronto e chiudete il quarto lato con un sottopunto.

CUSCINO VERDE
Occorrente

  • g 200 di lana Jaeger Nature garn,
  • color verde n° 709;
  • ferri n° 5;
  • cm 50×50 di velluto a coste sottili;
  • un cuscino imbottito.

Punti impiegati

  • Punto nido d’api.
  • Campione: cm 10×10 pari a 12 m. e 20 f.

Esecuzione
Avv. 60 m. e lav. a p. nido di api per cm 50, intrecc. le m. Cucite il quadrato di velluto a quello di lana, su tre lati (è già calcolato il margine). Inserite l’imbottitura e chiudete il quarto lato con un sottopunto.

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