I prezzi del Cashmere aumentano, ma i nostri no!

I prezzi del Cashmere come fiocco, materia prima, sono in notevole aumento, dovuto alla moria delle capre sui monti del Kashmir, causata da una estate troppo calda ed un inverno esageratamente rigido, e dovuto anche alla speculazione sui mercati.

Ma i nostri prezzi, almeno per il momento, non hanno subito aumenti, e non ne subiranno ancora per qualche tempo.

Invece abbiamo applicato degli sconti, noi che siamo abituati a navigare controcorrente, quando il prezzo di mercato sale, noi scendiamo!

Abbiamo applicato degli sconti sui nostri filati da macchina 2/28000 in puro cashmere, adatti per la macchina finezza 12, ma anche per la macchina finezza 7 lavorati a doppio filo. Tutti filati in stock di produzione Biagioli Modesto e/o Cariaggi. Filati di prima qualità, i migliori esistenti oggi sul mercato italiano ed internazionale.

Quindi via tutti a lavorare a macchina per realizzare il nostro bel maglione in puro cachemire, per prepararci per l’inverno che in alcune zone d’Italia è già arrivato.

www.compagniadelcashmere.com



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Coprispalle azzurro

facile

Occorrente (taglia 42)

G 180 di filato. Un gomitolo di Lurex nero. Ferri n. 3,5 e 4. Uncinetto n. 3.50.

Punti Impiegati

Con i ferri: legaccio.

Punto traforato:

1° ferro: 2 m. ins. a dir., 1 gett.*; rip. da * a *.

2° ferro: a rov.

Rip. sempre questi 2 ferri. Con l’uncinetto: punto gambero.

Campione

cm 10 x 10 lavorati con i ferri n.4 a punto traforato sono pari a 18 m. e 22 ferri.

Esecuzione

Avv. 146m. con i ferri n.3,5 e con i due filati usati ins. Lav. 6 ferri a legaccio, pari a cm 1,5 di alt. Pros. con i ferri n. 4 e con il solo Millefili a punto traforato per 8 ferri, pari a cm 3,5 di alt.*; rip. da * a * per 5 volte ancora, term. con 6 ferri a legaccio. Intrecc. le m.

Esecuzione

Avv.146m. * con ferri n. 3,5e con i due filati usati ins. Lav. 6 ferri a legaccio, pari a cm 1,5 di alt. Pros. Con i ferri n. 4 e con il solo Millefili a punto traforato per 8 ferri, pari a cm 3,5 di alt.*; rip. Da * a * per 5 volte ancora, term. Con 6 ferri a legaccio. Intrecc. le m.

Confezione

Con i ferri n. 3,5 e con i due filati usati ins., riprend. 46 m. lungo uno dei lati corti e lav. a legaccio, diminuendo 10 m. nel corso del ferro del 1°ferro, 8 m. nel corso del 3° ferro, 6 m. nel corso del 5° ferro, 4 m. nel corso del 7° ferro (= 18 m.). Pros. a legaccio su queste m. per un totale di cm 23 di alt. Intrecc. le m. Rip. nello stesso modo sull’altro lato corto. Con l’unc. E con 2 filati usati ins., rifinire tutto il copri spalle con un giro a punto gambero.

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Fibre naturali, artificiali e sintetiche

Prima ancora di costruire le sue prime città, i suoi primi castelli, l’uomo si fece dei tessuti per coprirsi. E continuò a fabbricarli per migliaia di anni usando come materia prima fibre di origine vegetale o animale.
Nelle piante le fibre formano l’ossatura che sostiene le parti morbide e polpose delle foglie, delle radici e degli steli. Negli animali le fibre si trovano invece nella carne, nella pelle, nei muscoli e nel pelo. Tutte queste fibre sono estremamente sottili (la loro lunghezza è infatti circa duemila volte il loro spessore) e sono costituite da una lunga catena di molecole grosso modo parallele l’una all’altra. Le fibre vegetali, come il cotone e il lino, sono di cellulosa, che è un composto di carbonio, idrogeno e ossigeno; le fibre animali, come la lana e la seta, sono costituite da vari tipi di proteine, composti di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e talvolta anche zolfo (nella lana).

Per soddisfare le esigenze degli attuali metodi di manifattura e dei macchinari moderni, le fibre devono essere forti, resistenti, flessibili, lucenti e di dimensioni pressoché uniformi. Dovrebbero essere lunghe almeno mm 12 (meglio ancora mm 35 o piú) e spesse appena qualche centimillimetro. Inoltre dovrebbero essere ruvide o grinzose, in modo da intrecciarsi saldamente quando vengono attorcigliate per formare un filato, cosí da aumentare la resistenza delle fibre ed evitare che scorrano l’una sull’altra se sottoposte a tensione.

Soltanto alcune delle fibre naturali sono provviste di tutti o della maggior parte di questi requisiti; tra queste sono il cotone, particolarmente forte e resistente, la lana, calda e ingualcibile, la seta, morbida e lucente, e il lino, crespo e lucido. Le fibre corticali, che eomprem dono iuta, canapa, sisal e ramia sono forti e resistenti, ma troppo rozze per farne vestiti: si usano soprattutto per corde, spaghi, sacchi e stuoie.

Dal momento che le possibilità delle fibre naturali sono limitate, l’industria tessile sfrutta in pieno le fibre artificiali che sono state prodotte negli ultimi 75 anni. Tra il 1890 e il 1920 i chimici hanno scoperto come ricavare numerose varietà di fibre dalla polpa del cotone e del legno. Quelle che hanno avuto pili successo sono state il rayon di viscosa e il rayon all’acetato di cellulosa, che tuttora si fabbricano su vasta scala. In un primo tempo le fibre di rayon furono chiamate seta artificiale per la loro serica morbidezza e per la loro grande lucentezza.

Come tutte le fibre naturali, il rayon assorbe acqua e s’inspessisce quando viene lavato, ma c’è una Bifforema: le fibre naturali rimangono forti quando si bagnano e si gonfiano, il cotone anzi diventa più forte; il rayon, invece, quando assorbe una quantità di acqua pari al suo peso, perde circa un terzo della sua resistenza. Questo indebolimento è solo temporaneo, perché una volta asciutto il rayon riacquista tutte le sue proprietà originarie. È evidente, tuttavia, che la qualità di una fibra è migliore se essa non perde la sua forza quando viene lavata.

La scoperta del nylon da parte di Carothers fu particolarmente importante perché il nylon, che è la prima delle cosiddette fibre sintetiche, è almeno due volte piú forte del cotone, assorbe una minima quantità di acqua e mantiene intatta la sua forma anche quando è bagnato. Il successo del nylon portò alla scoperta di altre fibre sintetiche con proprietà analoghe.

Nessuna fibra presenta tutti i vantaggi o tutti gli svantaggi di cui abbiamo parlato. Le fibre naturali e le prime fibre di rayon resistono al calore e a quei solventi organici che si usano a volte nella pulitura a secco. D’altra parte esse vengono attaccate dalle tarme e dai batteri. Le nuove fibre sintetiche, invece, non vengono attaccate da insetti e batteri, ma si rovinano se stirate con ferro molto caldo.

Poiché il rayon e le fibre naturali assorbono rapidamente acqua sono particolarmente indicate per capi di vestiario che piú facilmente vengono in contatto col sudore. Per la stessa ragione si possono tingere e apprettare con sostanze solubili nell’acqua. Invece i tessuti di fibre sintetiche respingono l’acqua e si devono pertanto tingere e apprettare mediante processi piú complessi e costosi. Anche per essere filate e tessute le fibre sintetiche richiedono particolari procedimenti.

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