TITANIA Cardigan ragazza a top-down

cardigan-yak-5Questo Cardigan da ragazza è stato realizzato da Cristiana Brenna di Cuore di Maglia con filato SuperYak 6 ply 2300, 50% superyak 50% merinos extrafine.

Il cardigan si lavora top-down cioè dal collo in giù in un unico pezzo usando i ferri circolari.

Lo schema di questo Cardigan si trova nell’eMagazine “Deep Fall Knit” (Maglia d’Autunno), in vendita su ravelry e sul sito web di Cuore di Maglia (clicca qui). L’incasso della vendita dell’eMagazine servirà a finanziare le attività di Cuore di Maglia a favore dei bambini nati prematuri.

www.hircusfilati.com

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Cardigan con orlo stondato

media difficoltà

Occorrente (taglia 44)

G 450 di filato, Ferri n. 3, Ferro circolare n.3, Ago da lana con punta arrotondata.

Punti impiegati

Con i ferri: maglia tubolare (avvio e chiusura).

Punto coste 1/1.

Maglia rasata.

Con l’ago: punto maglia per la chiusura a tubolare.

Campione

Cm 10 x 10 lavorati con i ferri n. 3 a maglia rasata sono pari a 24 m. e 30 ferri.

Esecuzione

Dietro: avv. 166 m. n. 3 e lav. 4 ferri a m. tubolare. Lav. 3 ferri a punto coste 1/1, 1 m. presa sotto, cioè nella m. corrispondente del 1° ferro a coste*; rip. da * a *e term. con 8 m. a punto coste 1/1. Pros. a punto coste 1/1 per un totale di cm 3 di alt. Cont. a m. rasata. A cm 36 di alt. tot., per gli scalfi intrecc. ai lati 4 m., poi, per i raglan, all’intero delle 3 m. di margine, dim. 2 m. ogni 4 ferri per 17 volte (= 40 m.). Per dim. 2 m. all’inizio del ferro lav. 3 m. ins. a dir., alla fine del ferro lav. 1 acc. doppia (pass. 1 m. a dir. Senza lavorarla, 2 m. ins. a dir., acc. la m. passata su quella ottenuta). A cm 58 di alt. tot., intrecc. le m. rimaste per lo scollo.

Davanti sinistro: avv 48 m. con i ferri n. 3 e lav. a m. rasata. Sul lato sin., aum. 1 m. ogni 2 ferri per 14 volte (= 62 m.). A cm 33 di alt. tot., sul lato ds. Per lo scalfo intrecc. ai lati 7 m., poi formare il raglan come fatto per il dietro; contemp., per lo scollo, sul lato sin. All’interno delle 3 m. di margine dim. 1 m. ogni 4 ferri per 17 volte (= 4 m.). Per dim.. 1 m. alla fine del ferro lav. 1 acc. sempl. (pass. 1 m. a dir senza lavorarla, 1 m. dir., acc. la m. passata su quella lavorata a dir). A cm 55 di alt. tot., lav. ins. le m. rimaste chiudere.

Davanti sinistro: avv. 48 m. con i ferri n. 3 e lav. a m. rasata. Sul lato. Sin., aum. 1 m. ogni 2 ferri per 14 volte (= 62 m.). A cm 33 di alt. tot., sul lato ds. per lo scalfo intrecc. ai lati 7 m., poi formare il raglan come fatto per il dietro; contemp., per lo scollo, sul lato sin. all’interno delle 3 m. di margine dim. 1 m. ogni 4 ferri per 17 volte (= 4 m.). Per dim. 1 m. alla fine del ferro lav. 1 acc. sempl. (pass. 1 m. a dir. senza lavorarla, 1 m. dir., acc. la m. passata su quella lavorata a dir). A cm 55 di alt. tot., lav. ins. le m. rimaste e chiudere.

Davanti destro: si lavora come il sin., ma in senso inverso, lavorando 2 m. ins. a dir. per le dim. dello scollo.

Maniche: avv. 62 m. con i ferri n. 3 e lav. il bordo come quello del dietro. Pros. a m. rasata, aumentando ai lati 1 m. ogni 10 ferri per 10 volte (= 82m.). A cm 51 di alt. tot., per gli scalfi intrecc. ai lati 2 m., poi, per i raglan, all’interno delle 3 m. di margine, dim. 2 m. ogni 4 ferri per 17 volte (= 10 m.). A cm 73 da alt. tot. intrecc. le m. rimaste.

Laccio: avv. 36 m. con i ferri n. 3 e lav. 4 ferri a m. tubolare, poi a punto coste 1/1. A cm 150 di alt. tot., lav. 4 ferri a m. tubolare a chiudere le m. a punto maglia.

Fascia per capelli: avv. 20 m. con i ferri n. 3 e lav. 4 ferria a m. tubolare e chiudere le m. a punto maglia.

Confezione

Cucire i raglan, i sottomanica e i fianchi. Per i bordo, avv. 514 m. con il ferro circolare e lav.4 ferri a m. tubolare, 3 ferri a coste 1/1 per 166 m.; per l’occhiello pros. con un altro gomitolo, sempre a coste 1/1 per 182 m.; pros. con un altro gomitolo per l’altro occhiello e term. a coste. A cm 3 di alt., lav. un ferro con un solo gomitolo, chiudendo cosi i due occhielli e, sul ferro seg., intrecc. tutte le m. Cucire il bordo alla base, lungo i due dav. e lo scollo dietro. Inserire il laccio nei due occhielli.

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Come lavare il Cachemire?

Oggi voglio darti alcuni consigli, che sicuramente saprai, ma è sempre bene rinfrescare la memoria, su come lavare il cachemire.

Maglie, maglioni, cardigan, vestiti, ma anche sciarpe, guanti, cappelli, insomma, tutti gli indumenti di cachemire.

Il cachemire va lavato in acqua fredda (mai in lavatrice), senza detersivo, ma con sapone per indumenti delicati, poco sapone, molto poco.

Si mette a bagno in una bacinella per due o tre ore con poco sapone.

Dopodichè si toglie dalla bacinella, si lascia scorrere da sola l’acqua in eccesso, senza strizzare, e si adagia disteso su una coperta o su un asciugamano per lasciarlo seccare.

Mai appenderlo!!! Il cachemire è una fibra talmente delicata che appendendo un capo di abbigliamento per farlo asciugare, c’è la forte possibilità che il peso dell’acqua faccia sformare il tuo capo, rendendolo deforme, lungo e stretto, senza la possibilità di fargli riprendere la sua forma originale.

Infine la stiratura. Generalmente i capi di cachemire non hanno bisogno di essere stirati, ma se proprio vuoi stirarlo, non appoggiare sulla fibra il ferro da stiro, passaci solo il vapore.
Il vapore basta da solo per togliere eventuali pieghe che sono rimaste senza danneggiare la fibra stessa.

Il ferro da stiro caldo o, peggio, troppo caldo, appoggiato sul capo di cachemire può danneggiare la fibra, che è già molto delicata.

Segui questi piccoli consigli ed il tuo capo di cachemire ti durerà in eterno sembrando sempre nuovo di zecca.

Federico Scatizzi
www.hircusfilati.com



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From fiber to yarn

If you pull a thread from a cotton fabric, examining it carefully you will see that is formed by a number of thin fibers (long from a few millimeters to about 5 centimeters) twisted together. The same applies to a thread of wool, but in this case the fibers are longer (5 to 15 centimeters). In a thread of silk fibers are even longer (even several meters). In any case, the resistance of the wire depends on the number of turns given to the fibers.

Up to two hundred years ago, the fibers were spun laboriously by hand, by means of spindles and distaff. In 1764 James Hargreaves invented a machine for spinning cotton, which was run eight spindles at a time. Hargreaves’s invention was called giannelta (Jenng from his wife) and was the first of a series of machines that have revolutionized the technique of spinning. In 1769 was turned the spinning wheel of Sir Richard Arkwright in 1779 and appeared to work the spinning intermittent Samuel Crompton, who, unlike the previous ones, producing very fine yarns.

Before being spun, the fibers must undergo a cleaning process. The raw cotton bales must be extracted from about 250 kilograms of highly compressed, and then passed into a series of machines to loosen, mix it and beat him, freeing him from big msi impurities and traces of soil. Once clean, the cotton is compressed into the form of groundwater (sheets), and is ready for cardahice. This machine consists of a horizontal cylinder, covered with a large number of iron teeth, which rotates rapidly. These teeth pass (comb) of cotton fibers from groundwater to the cylinder, which soon becomes covered with a thin layer of fibers arranged parallel to each other. The cylinder rotates just under a series of so-called “rappelle”, is also the teeth of iron. Hats off comb the fibers from the cylinder so that, leaving the carding, they are reduced in the form of a slow tape often around one finger.

These strips of cotton are very different from the raw materials into highly compressed bales heavy as it had arrived at the factory not only carding disentangles the fibers and removes any remaining impurities, but also eliminates the weaker fibers that would reduce the quality of the yarn. The fibers are now packaged without compressing, free to slide on each other. This often tape passed through special machines called rtiratoi, is then stretched to become more subtle. To ensure a uniform union yarn fiber for its entire length, sometimes you have several tapes in parallel to stretch together. To obtain an exceptionally smooth spun before straightening to pass the tapes are made by combing machines that make the fiber even more parallel. Once you have been stretched to the desired thickness, the strips are twisted into yarn.

The raw wool must be washed to remove the natural oil and sweat accumulated. The wool is much like the cotton row, with some variations caused by the fact that the wool fibers are longer and more wavy. During the operation of carding processes are different depending on whether you want to get carded wool (and then the fibers are carded in order not to keep them parallel, but let them go in all directions) or a worsted yarn (in this second case the fibers Cardano and comb their hair in order to place them perfectly parallel).
The silk should not be carded. Silk cocoons are dipped into hot water to dissolve the gummy substance that holds the fibers together; do this, the fibers are unwound from the cocoons and twisted to form yarn.

Artificial fibers are reduced directly from the filament yarns that are cold-ironed, but if you must combine artificial fibers other natural fibers, which are shorter, you must cut them in advance, so as to bring them all ‘ approximately the same length of natural fibers.

The yarns can be enhanced by further twisting, but it makes them any more harsh to the touch. This hardness is suitable for worsted used for clothing for men, but not for wool yarns that are used in knitting, the latter must be twisting just enough to give them the necessary resistance, which may indeed increase (without jeopardizing the softness) twisting together two or three thin yarn.

The artificial yarns become “elastic” through the process known as false twisting, the fibers that leads to the form of coil springs, long and thin, but after being pulled, reproduce more or less their original length.

www.florencecashmereyarn.com



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Textile and leather

Already in prehistoric times humans had learned to make rope which he used for hunting and trapping (perhaps by rubbing between the leg and the hand of sheaves of grass.) Over time she learned to spin fibers such as jute , hemp, flax and cotton, and yarn used to weave nets and weaving garments. When about 6000 years ago, civilizations flourished in the Near and Middle East, people already knew colors, fabrics with vegetable dyes.

Since then no progress has been sensation until about 200 years ago, when they were built machines capable of spinning and weaving. These machines were the forerunners of the Industrial Revolution. Then, in 1856, William Henry Perkin made in the laboratory a tinge of mauve, the first of thousands of artificial colors.

The second major step was taken in 1884 when Count Hilaire de Chardonnet found a way to split the molecule of natural cellulose molecules in a series of very small pili and create the first artificial fiber, rayon. In 1939 Wallace Carothers revenue from products of the distillation of coal, the first synthetic fiber, produced entirely by man nylon.

www.compagniadelcashmere.com



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