Tunica con fasce ajour

Occorrente: filato Viscosa o Cotone www.companyofcashmere.com: gr. 550 (600) col. beige. Uncinetto PRYM n. 4,00 e n. 4,50.
N.B.: lav. tutti i punti con l’unc. n. 4,50. Utilizzare l’unc. n. 4,00 per rifinire i margini.

Punto ajour: n. delle m. divisibile per 10 + 1 + 3 cat. per volt. Lav. seg. il diagramma 1. Iniziare ogni r. con 3/2 cat. che sostituiscono il 1° p. alto /mezzo p. alto. Iniziare con le m. che precedono il rapp., rip. sempre il rapp., terminare con le m. che seguono il rapp. Rip. sempre dalla 1 a all’8a r. N.B.: nella 2a fascia a p. ajour la 1 a r. è 1 r. di ritorno, iniziare con 3 cat., leggere il diagramma da sinistra verso destra, terminare con 1 p. alto.

Punto fantasia: n. delle m. divisibile per 3 + 0 (1) + 3 cat. per volt. Lav. seg. il diagramma 2. Iniziare ogni r. con 3 cat. che sostituiscono il 1° p. alto. Iniziare con le m. che precedono il rapp., rip. sempre il rapp., terminare con le m. che seguono il rapp. Iniziare con 1 r..di ritorno. Lav. 1 volta dalla 1 a alla 3a r., poi rip. sempre la 2a e la 3a r. A partire dalla 2a r. lav. i p. alti sempre tra i p. alti della r. prec. NB.: i puntini sotto il diagramma indicano la 5a r. del p. ajour. Per la taglia 42/44 lav. come indicato, per la taglia 48/50 nella la r. di ritorno dopo le cat. per volt. salt. 2 anziché 1 cat. N.B.: nella 2a fascia a p. fantasia la 1 a r. è 1 r. di ritorno, iniziare con 3 cat., leggere il diagramma da destra verso sinistra, terminare con 1 p. alto; per la taglia 48/50 salt. 2 m. del p. ajour prima dell’ultimo p. alto.
Impostazione: 5 r. a p. ajour, 10 r. a p. fantasia, 5 r. a p. ajour iniziando con 1 r. di ritorno, 10 r. a p. fantasia iniziando con 1 r. di andata, 5 r. a p. ajour,l0 r. a p. fantasia.

Campioni: cm. 10×10 a p. ajour = 21 m. e 8 r.; cm. 10×10 a p. fantasia = 21 m./14 p. alti e 10 r.; 9 r. nei vari punti seg. l’impostazione = cm .10 Dietro: avv. 111 (121) cat. + 3 cat. per volt. e lav. seg. l’impostazione = 10 (11) rapp. + m. d’inizio e di fine r. a p. ajour = 34 (37) rapp. + m. d’inizio e di fine r. a p. fantasia. A cm. 50 = 45 r. di alt. tot., per lo sprone, pros. a p. ajour iniziando con 1 r. di ritorno. A cm. 1 = 1 r. dall’inizio dello sprone, per gli scalfi manica, lav. nella r. di andata seg. come segue: lav. 15 p. bassi sulla m. d’inizio r. e il primo, lav. poi gli 8 (9) rapp. centrali + 1 m. per la simmetria, lav. 15 p. bassi sull’ultimo rapp. + m. di fine r. Nella r. di ritorno seg. lav. mezzi p. bassi e salt. i primi 15 p. bassi, lasciare in sospeso gli ultimi 15 p. bassi = 8(9) rapp. + 1 m. di fine r. Iniziare ogni r. con 3 cat. che sostituiscono il 1° p. alto e terminare ogni r. con 1 p. alto. A cm. 20 (22,5) =16 (18) r. dall’inizio dello sprone, per la rifinitura, lav. ancora 1 volta la 1 a (3a) r. del punto, però lav. p. bassi anziché i p. alti indicati. Questa r. serve per maggior stabilità delle m. e non è indicata nello schemino.

Davanti: lav. come il dietro, però terminare con lo scollo. A cm. 6 (8,5) = 5 (7) r. dall’inizio dello sprone, per lo scollo, lasciare in sospeso i 4 (5) rapp. centrali meno la m. per la simmetria e terminare le due parti separatamente. Alla stessa altezza del dietro, lav. la r. di rifinitura su 2 rapp. per ogni spalla, poi spezzare e fermare il filo.

Maniche: avv. 61 (71) cat. + 3 cat. per volt. e lav. a p. ajour = 5(6) rapp. + m. d’inizio e di fine r. Contemp: aum. complessivamente 1 rapp. a distanza regolare nel corso dei cm. 18,5 seg. = 15 r. = 7(8) rapp. + m. d’inizio e di fine r A cm. 25 = 20 r. di alt. tot., per la rifinitura, lav. su tutte le m. 1 volta la 5a r. del punto, però lav. p. bassi anziché i p. alti indicati. Poi lav. 1 r. a p. basso lavorando su ogni p. basso della r. prec.l p. basso e intorno a ogni arch. 3 p. bassi. Poi spezzare e fermare il filo = cm. 26 di alt. tot.

Confezione: chiudere le spalle. Montare le maniche. Chiudere i fianchi e i sottomanica. Rifinire lo scollo, il margine delle maniche e il margine inferiore del pull con 1 g. a p. basso e 1 g. a p. gambero (= p. basso da sinistra verso destra).

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Fibre naturali, artificiali e sintetiche

Prima ancora di costruire le sue prime città, i suoi primi castelli, l’uomo si fece dei tessuti per coprirsi. E continuò a fabbricarli per migliaia di anni usando come materia prima fibre di origine vegetale o animale.
Nelle piante le fibre formano l’ossatura che sostiene le parti morbide e polpose delle foglie, delle radici e degli steli. Negli animali le fibre si trovano invece nella carne, nella pelle, nei muscoli e nel pelo. Tutte queste fibre sono estremamente sottili (la loro lunghezza è infatti circa duemila volte il loro spessore) e sono costituite da una lunga catena di molecole grosso modo parallele l’una all’altra. Le fibre vegetali, come il cotone e il lino, sono di cellulosa, che è un composto di carbonio, idrogeno e ossigeno; le fibre animali, come la lana e la seta, sono costituite da vari tipi di proteine, composti di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e talvolta anche zolfo (nella lana).

Per soddisfare le esigenze degli attuali metodi di manifattura e dei macchinari moderni, le fibre devono essere forti, resistenti, flessibili, lucenti e di dimensioni pressoché uniformi. Dovrebbero essere lunghe almeno mm 12 (meglio ancora mm 35 o piú) e spesse appena qualche centimillimetro. Inoltre dovrebbero essere ruvide o grinzose, in modo da intrecciarsi saldamente quando vengono attorcigliate per formare un filato, cosí da aumentare la resistenza delle fibre ed evitare che scorrano l’una sull’altra se sottoposte a tensione.

Soltanto alcune delle fibre naturali sono provviste di tutti o della maggior parte di questi requisiti; tra queste sono il cotone, particolarmente forte e resistente, la lana, calda e ingualcibile, la seta, morbida e lucente, e il lino, crespo e lucido. Le fibre corticali, che eomprem dono iuta, canapa, sisal e ramia sono forti e resistenti, ma troppo rozze per farne vestiti: si usano soprattutto per corde, spaghi, sacchi e stuoie.

Dal momento che le possibilità delle fibre naturali sono limitate, l’industria tessile sfrutta in pieno le fibre artificiali che sono state prodotte negli ultimi 75 anni. Tra il 1890 e il 1920 i chimici hanno scoperto come ricavare numerose varietà di fibre dalla polpa del cotone e del legno. Quelle che hanno avuto pili successo sono state il rayon di viscosa e il rayon all’acetato di cellulosa, che tuttora si fabbricano su vasta scala. In un primo tempo le fibre di rayon furono chiamate seta artificiale per la loro serica morbidezza e per la loro grande lucentezza.

Come tutte le fibre naturali, il rayon assorbe acqua e s’inspessisce quando viene lavato, ma c’è una Bifforema: le fibre naturali rimangono forti quando si bagnano e si gonfiano, il cotone anzi diventa più forte; il rayon, invece, quando assorbe una quantità di acqua pari al suo peso, perde circa un terzo della sua resistenza. Questo indebolimento è solo temporaneo, perché una volta asciutto il rayon riacquista tutte le sue proprietà originarie. È evidente, tuttavia, che la qualità di una fibra è migliore se essa non perde la sua forza quando viene lavata.

La scoperta del nylon da parte di Carothers fu particolarmente importante perché il nylon, che è la prima delle cosiddette fibre sintetiche, è almeno due volte piú forte del cotone, assorbe una minima quantità di acqua e mantiene intatta la sua forma anche quando è bagnato. Il successo del nylon portò alla scoperta di altre fibre sintetiche con proprietà analoghe.

Nessuna fibra presenta tutti i vantaggi o tutti gli svantaggi di cui abbiamo parlato. Le fibre naturali e le prime fibre di rayon resistono al calore e a quei solventi organici che si usano a volte nella pulitura a secco. D’altra parte esse vengono attaccate dalle tarme e dai batteri. Le nuove fibre sintetiche, invece, non vengono attaccate da insetti e batteri, ma si rovinano se stirate con ferro molto caldo.

Poiché il rayon e le fibre naturali assorbono rapidamente acqua sono particolarmente indicate per capi di vestiario che piú facilmente vengono in contatto col sudore. Per la stessa ragione si possono tingere e apprettare con sostanze solubili nell’acqua. Invece i tessuti di fibre sintetiche respingono l’acqua e si devono pertanto tingere e apprettare mediante processi piú complessi e costosi. Anche per essere filate e tessute le fibre sintetiche richiedono particolari procedimenti.

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