Pull a rombi in cannella

Taglia: 40/42

Filato: Cotone, Lino, Lino/Cotone, Seta (www.companyofcashmere.com)

Occorrente: filato qualità Supersoft ( gr. 50 = mt. 130): gr. 350 col. cannella n. 88. Uncinetto n. 3,50 e n. 4,00.

Punto rombi con l’unc. n. 4,00: n. delle m. divisibile per 16 + 3 + 3 cat. per volt. Iniziare ogni r. con 3 cat. che sostituiscono il 1 ° p. alto. Iniziare con le m. che precedono il rapp.; rip. sempre il rapp., terminare con le m. che seguono il rapp. Lav. 1 volta dalla 1 a alla 9a r., poi rip. sempre dalla 2a alla 9a r.

NB.: il diagramma 2 indica lo scollo. Sono indicati i 2 rapp. centrali + 1 m. con le dim. sul margine interno e tutte le r. Per maggior chiarezza la 42a r. del p. rombi è indicata sotto il diagramma 2. Lav. 1 volta dalla 43a alla 57a r. per ogni spalla.

Campione: cm. 10×10 a p. rombi = 17 m. e 9 r.

Dietro: avv. 83 cal + 3 cal per volt. e lav. a p. rombi = 4 rapp. + m. d’inizio e di fine r. A cm. 63,5 = 57 r. di alt tot., spezzare e fermare il filo.

Davanti: lav. come il dietro, però terminare con lo scollo. A cm. 46,5 = 42 r. di alt. tot., per lo scollo, dividere il lav. a metà della r. di ritorno seg. e terminare prima la spalla destra indossata seg. il diagramma 2. A cm. 63,5 = 57 r. di alt. tot., lasciare in sospeso le 5 m. rimaste + il rapp. non indicato e la m. di fine r. Lav. la spalla sinistra in modo simmetrico seg. il diagramma 2. Nella 43a r. agganciare il filo a nuovo al centro sul rov. del lav.

Maniche: avv. 49 cat. + 3 cat. per volt. e lav. a p. rombi come segue: iniziare il rapp. con 3 cat. che sostituiscono il 1 ° p. alto, lav. 3 volte il rapp., terminare con la la m. che segue il rapp. Contemp. aum. ai lati le m. d’inizio e di fine r. a distanza regolare nel corso dei cm. 26,5 = 24 r. seg. = 3 rapp. + m. d’inizio e di fine r. A cm. 28 = 25 r. di alt. tot., spezzare e fermare il filo.

Confezione: chiudere le spalle. Montare le maniche in modo che il centro delle maniche risulti sulla cucitura delle spalle. Chiudere i fianchi e i sottomanica. Con l’unc. n. 3,50 rifinire lo scollo, il margine delle maniche e il margine inferiore del pull con 1 g. a p. basso e 1 g. a p. gambero (= p. basso da sinistra verso destra).

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Quando finisce il gomitolo

Quando finisce il gomitolo

Alla fine del ferro

1. Affianca i due fili: il nuovo e il vecchio.

2. Con i due fili insieme, esegui il primo punto sul nuovo ferro.

3. Salda i due fili con un nodo.

In mezzo al ferro

1. Continua la lavorazione con il nuovo gomitolo.

2. Quando avrai terminato il lavoro, sciogli il nodo e salda i fili facendoli passare sotto alcune maglie sul rovescio.

3. Taglia il filo eccedente

Se giunti i fili doppiandoli, smezza sia il filo nuovo che quello vecchio per qualche centimetro. lavora con due fili finchè arrivi al filo intero con il quale continuerai.

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Pull in beige melange con trecce

Taglie: 92 (104) 116

Le indicazioni tra parentesi sono per la taglia 104, quelle dopo le parentesi per la taglia 116. Dove c’e un’indicazione sola questa vale per tutte e tre le taglie.

Ocorrente: filato gr. 500 (550) 600 col. beige melange. Ferri Prym n.8, ferro circolre Prym corto.

Punto coste 3/3: 3m.dir.,3m.rov.rip.sempre da* a*.
Maglia rasata dir,:f. di andata a dir.,f.di ritorno a rov.
Costa inglese:1° f.: 1m:dir.,passare 1 m.arov.con 1 gett.,rip.sempre daa;3°f.:lav.ins a dir . 1m.e la gett.,1 m.rov.,rip.sempre da a Rip.sempre il 2° e il 3°f.

Puntotreccia 1 su 26 m:lav.seg.il diagramma.
Punto treccia 2 su 35m:lav.seg.il diagramma.

Campioni:cm .10 10 am .rasata dir.=11,5. e 16,5f,;26m.a p.treccia 2=cm.24;cm:10 10 a costa inglese = 11 m.e 11 f.

Dietro: avv.50 (50) 62 m. elav.come segue :1m.di viv.,11(14)17 m.a .treccia 2 iniziando dalla freccia B (C)A, 26M.AP. treccia 2 iniziando dalla freccia D, 1m.di viv.A cm.8 (10) 13 di alt.tot.,per le maniche ,avv.a nuovo ai lati 1 volta m. e ogni 2f.2 (3) volte 1 m.,2 (2)3 volte 2m; 4 volte 3m.e 0(2)3 volte 2m, 4volte 3m.e 0(2)volte 4m.Lav. le m.aum.come richiede il punto,fino a lav.ai lati a m.rasata dir.A cm 27(32)37 di alt.tot., per lo scollo,intrecc. le 16(18) 20 m. centrali e term.le due parti separatamente, intrecc. dal lato scollo nel 2°f.seg:1 volta 2m.Acm.29(34) 39 di alt.tot. intrecc.le m. rimaste.

Davanti: Lav. come il dietro, però term. con lo scollo più profondo. A cm. 24 (28) 33 di alt. tot., per lo scollo, intrecc. le 6(8)10 m. centrali e term. le due parti separatamente, intrecc. dal lato scollo ogni 2 f. 1 volta 3 m., 1 volta 2 m. e 2 volte 1 m. Alla stessa alt. del dietro intrecc. le m. rimaste.

Confezione: chiudere le spalle. Ripr. 32 m. dal margine inferiore di ciascuna manica e lav. cm. 5 a p. coste 3/3, poi intrecc. le m. Chiudere i fianchi e i sottomanica. Ripr. 60 (66) 72 m. dall’esterno dello scollo e lav. 1 g. a dir. ritor. e 3 g. a m. rasata dir. Lasciare in sospeso le m. Ripr. 60 (66) 72 m. dall’interno dello scollo e lav. allo stesso modo. Nel g. seg. lav. sempre ins. a dir. 1 m. del f. davanti con 1 m. del f. dietro. Lav. cm. 6 a p. coste 3/3, poi intrecc. le m. Per le frange tagliare dei fili di cm. 12 di lunghezza, piegare sempre 2 fili a metà e annodarli fitti al margine inferiore del pull.

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Fibre naturali, artificiali e sintetiche

Prima ancora di costruire le sue prime città, i suoi primi castelli, l’uomo si fece dei tessuti per coprirsi. E continuò a fabbricarli per migliaia di anni usando come materia prima fibre di origine vegetale o animale.
Nelle piante le fibre formano l’ossatura che sostiene le parti morbide e polpose delle foglie, delle radici e degli steli. Negli animali le fibre si trovano invece nella carne, nella pelle, nei muscoli e nel pelo. Tutte queste fibre sono estremamente sottili (la loro lunghezza è infatti circa duemila volte il loro spessore) e sono costituite da una lunga catena di molecole grosso modo parallele l’una all’altra. Le fibre vegetali, come il cotone e il lino, sono di cellulosa, che è un composto di carbonio, idrogeno e ossigeno; le fibre animali, come la lana e la seta, sono costituite da vari tipi di proteine, composti di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e talvolta anche zolfo (nella lana).

Per soddisfare le esigenze degli attuali metodi di manifattura e dei macchinari moderni, le fibre devono essere forti, resistenti, flessibili, lucenti e di dimensioni pressoché uniformi. Dovrebbero essere lunghe almeno mm 12 (meglio ancora mm 35 o piú) e spesse appena qualche centimillimetro. Inoltre dovrebbero essere ruvide o grinzose, in modo da intrecciarsi saldamente quando vengono attorcigliate per formare un filato, cosí da aumentare la resistenza delle fibre ed evitare che scorrano l’una sull’altra se sottoposte a tensione.

Soltanto alcune delle fibre naturali sono provviste di tutti o della maggior parte di questi requisiti; tra queste sono il cotone, particolarmente forte e resistente, la lana, calda e ingualcibile, la seta, morbida e lucente, e il lino, crespo e lucido. Le fibre corticali, che eomprem dono iuta, canapa, sisal e ramia sono forti e resistenti, ma troppo rozze per farne vestiti: si usano soprattutto per corde, spaghi, sacchi e stuoie.

Dal momento che le possibilità delle fibre naturali sono limitate, l’industria tessile sfrutta in pieno le fibre artificiali che sono state prodotte negli ultimi 75 anni. Tra il 1890 e il 1920 i chimici hanno scoperto come ricavare numerose varietà di fibre dalla polpa del cotone e del legno. Quelle che hanno avuto pili successo sono state il rayon di viscosa e il rayon all’acetato di cellulosa, che tuttora si fabbricano su vasta scala. In un primo tempo le fibre di rayon furono chiamate seta artificiale per la loro serica morbidezza e per la loro grande lucentezza.

Come tutte le fibre naturali, il rayon assorbe acqua e s’inspessisce quando viene lavato, ma c’è una Bifforema: le fibre naturali rimangono forti quando si bagnano e si gonfiano, il cotone anzi diventa più forte; il rayon, invece, quando assorbe una quantità di acqua pari al suo peso, perde circa un terzo della sua resistenza. Questo indebolimento è solo temporaneo, perché una volta asciutto il rayon riacquista tutte le sue proprietà originarie. È evidente, tuttavia, che la qualità di una fibra è migliore se essa non perde la sua forza quando viene lavata.

La scoperta del nylon da parte di Carothers fu particolarmente importante perché il nylon, che è la prima delle cosiddette fibre sintetiche, è almeno due volte piú forte del cotone, assorbe una minima quantità di acqua e mantiene intatta la sua forma anche quando è bagnato. Il successo del nylon portò alla scoperta di altre fibre sintetiche con proprietà analoghe.

Nessuna fibra presenta tutti i vantaggi o tutti gli svantaggi di cui abbiamo parlato. Le fibre naturali e le prime fibre di rayon resistono al calore e a quei solventi organici che si usano a volte nella pulitura a secco. D’altra parte esse vengono attaccate dalle tarme e dai batteri. Le nuove fibre sintetiche, invece, non vengono attaccate da insetti e batteri, ma si rovinano se stirate con ferro molto caldo.

Poiché il rayon e le fibre naturali assorbono rapidamente acqua sono particolarmente indicate per capi di vestiario che piú facilmente vengono in contatto col sudore. Per la stessa ragione si possono tingere e apprettare con sostanze solubili nell’acqua. Invece i tessuti di fibre sintetiche respingono l’acqua e si devono pertanto tingere e apprettare mediante processi piú complessi e costosi. Anche per essere filate e tessute le fibre sintetiche richiedono particolari procedimenti.

www.compagniadelcashmere.com



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