Guanti per Principianti

Continuiamo a parlare di accessori invernali. Nel post precedente ho presentato la sciarpa reversibile con le trecce. In questo post vorrei invogliarTi a realizzare i guanti. So cosa mi vorresti dire… che sono difficili, che bisogna usare il gioco di 5 ferri … ecc.

E’ vero, verissimo. I più difficili da fare, fra tutti gli accessori, secondo me, sono proprio i guanti. Inoltre da molte persone sono anche considerati più … noiosi :-). Che facciamo? Rinunciamo? Assolutamente no!

Possiamo rinunciare, per ora, a fare i guanti con le cinque dita e all’utilizzo del gioco di 5 ferri.

 

Scegliamo le muffole, cioè guanti senza dita, o per essere più precisi con un dito solo (il pollice).

Ho realizzato questi guanti tantissimi anni fa, quando facevo i miei primi passi nel mondo dei lavori a maglia. Ultimamente ho visto quasi lo stesso modello su Pinterest e questo mi ha ispirato a scrivere il post “Guanti per principianti”.

 

Per realizzarli devi saper fare soltanto tre cose:

  1. avvio delle maglie (qualsiasi modo con un filo solo) ,
  2. maglia a legaccio (tutte le maglie a diritto),
  3. intreccio delle maglie per chiudere il lavoro.

Potrai usare ferri tradizionali (lunghi) oppure ferri circolari (corti). Potrai lavorare con la tecnica tradizionale o con la tecnica continentale (se non la conosci, clicca qui e scarica il videocorso gratuito, ci troverai anche vari modi di avviare e chiudere le maglie). Potrai utilizzare qualsiasi tipo di filato, ovviamente se utilizzerai il cashmere o altri filati pregiati, le tue mani saranno protette dal freddo decisamente meglio rispetto agli acrilici, per esempio.

Sei pronta/o? Iniziamo!

Prima di tutto voglio insegnarTi a fare il progetto, così potrai creare le muffole per ogni tipo di mano, quella piccola, di un bambino, e quella grande, di un adulto.

Step 1: Prendi un foglio di carta a quadretti e disegna il contorno della mano tenendo le 4 dita chiuse e il pollice vicino all’indice.

Step 2: Usando un righello disegna la forma del guanto seguendo l’immagine che vedi sotto.

Step 3: Completa il modello tracciando prima le linee verdi (a trattini), poi quelle rosse.

Ecco fatto, il nostro progetto è pronto. Come vedi è un unico pezzo. Ora fai un campione a maglia legaccio con la Tua lana e calcola quante maglie devi avviare. Inizia dal lato segnato con le lettere B-C in nero, lavora fino a raggiungere la larghezza del pollice (punto D in nero). Chiudi le maglie fino al punto G (in nero) e finisci il ferro. Nel ferro di ritorno riavvia le maglie fino al punto E (in nero) e lavora fino al punto B (in rosso), chiudi le maglie fino al punto G (in rosso) e finisci il ferro. Nel ferro di ritorno riavvia le maglie fino al punto C (in rosso). Lavora fino al punto D (in rosso), intreccia tutte le maglie.

Ti consiglio di annotare sul progetto il numero di maglie che chiudi e riavvii ad ogni passaggio.

Realizza l’altro guanto. Il legaccio è uguale da tutte e due le parti, quindi non ti devi preoccupare di fare un guanto speculare, per non averne due destri o due sinistri :-). Basterà piegarli in modo giusto. Se vuoi avere i guanti più lunghi, riprendi le maglie dal lato B  (in rosso) – B (in nero) e lavora un bordo, sempre a legaccio.

Piegare questo modello equivale a un piccolo rompicapo :-). Segui il disegno e divertiti. Una volta piegato, unisci i bordi con l’uncinetto.

 

     

Dimenticavo … se non sei proprio principiante principiante e sai diminuire e aumentare le maglie, potrai modificare il modello smussando gli angoli :-).

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

 

 

I nostri filati sono da trattare

I filati di cashmere che trovi sul nostro sito web sono tutti da trattare/lavare.

Alla apparenza i filati da trattare sono grezzi e ruvidi, per i non addetti può anche sembrare che non sia cashmere, alcune volte mi è capitato che clienti non esperti mi abbiano chiamato per chiedermi spiegazioni, ma una volta lavati cambiano completamente.

Se sei abituata ad acquistare i filati in negozio, che sono già trattati, troveri una differenza enorme a primo impatto, ma i filati da trattare sono tutti così.

Noi acquistiamo rimanenze da maglifici, e alle aste i filati in cashmere, e troviamo filati non trattati in quanto i maglifici sono abituati a trattare i capi dopo lavorati. Infatti lavorando a macchina i filati non trattati si diminuiscono molti rischi, fra i quali. più importante, la rottura del filo durante la lavorazione a macchina, che comporta la caduta del lavoro e molto lavoro per lo smacchinatore per ripartire con conseguente aumento dei costi di lavorazione.

Ti suggerisco di seguire i miei consigli sulla lavorazione dei filati di cashmere non trattati cliccando qui, ed i nostri consigli sul lavaggio cliccando qui.

Se non hai mai lavorato filati di cashmere non trattati non aspettarti di ricevere il filato così come lo compri in negozio. Lo diventerà, ma solo dopo averlo lavorato e lavato seguendo i nostri consigli.

Lavorando i filati da trattare hai alcuni vantaggi ed alcuni svantaggi, lo svantaggio principale è il tempo, dovrai impiegare più tempo perchè dovrai fare un campione prima e trattarlo/lavarlo e poi trattare/lavare il capo finito, il vantaggio principale è che i filati da trattare provrngono da stock e costano molto meno, anche un terzo di quello che costano in negozio i filati già trattati, pur mantenendo la stessa qualità. Cliccando qui potrai leggere un altro articolo sulla lavorazione dei filati da trattare.

Se non hai mai lavorato filati di cashmere non trattati ti consiglio di acquistarli solamente se sei completamente sicura di voler provare a lavorare i filati di cashmere non trattati.

www.florencecashmereyarn.com

Perchè i colori delle foto non sono fedeli agli originali?

Capita spesso che i colori dei filati visti su internet non siano fedeli agli originali.

Questo accade per vari motivi, purtroppo è molto difficile riprodurre un colore di una rocca di filato fedele all’originale. I motivi sono molteplici. Elencherò qui di seguito i 4 principali motivi per i quali i colori non sono fedeli.

1 – E’ molto difficile fotografare una rocca di filato, questo lo sa qualsiasi fotografo professionista, soprattutto se le rocche sono di colori diversi. Realizzare una foto fedele all’originale è una impresa molto ardua per un fotografo, che necessita anche di molto tempo, ed anche se ci riesce ci sono molti altri fattori che incidono sulla visualizzazione.

2 – Per esempio sui filati di Cashmere esistono tantissimi colori diversi, ma anche di tonalità molto simili che sono difficili da distinguere su una macchina fotografica o su un monitor di un computer, soprattutto perchè sia la macchina fotografica che il monitor del computer tendono a farti vedere l’oggetto più lucente, più lucido, quando invece i colori dei filati di cashmere per la maggior parte sono opachi.

3 – Spesso accade che la luce, sia quella artificiale che quella naturale, falsa i colori. Infatti accade spesso che un colore ha una certa tonalità se si guarda alla luce artificiale ed una tonalità diversa se si guarda alla luce naturale, e questo rende ancora più difficile immortalare il colore reale.

4 – Ultima ma non per importanza, anzi, un fattore che incide molto è il monitor del computer dove si guardano le foto.
Per poter vedere i colori orgiginali della foro bisognerebbe avere un computer con un monitor calibrato, ma questo non avviene mai, solo i grafici professionisti utilizzano per il loro lavoro computers con monitor calibrati per i colori.
I PC o i Desktop che si acquistano normalmente non hanno i monitor calibrati, ed hanno schede grafiche che tuttalpiù sono adatte per i giochi elettronici, mentre per la grafica intesa come realtà dei colori servono schede grafiche e monitor appositi, infatti le schede grafiche e la calibrazione dei monitor che utilizzano i grafici professionisti costano più di un normale PC. I colori quindi appaiono sempre più o meno falsati.
Se si guarda un qualsiasi articolo presente sul nostro sito web su due computer diversi, uno smartphone ed un tablet, si noterà che anche la foto migliore realizzata avrà una tonalità più o meno diversa su ognuno di essi.

Con questo spero di aver fatto un po’ di chiarezza sulla difficoltà e la quasi impossibilità di visualizzare sul computer un colore fedele all’originale.

www.hircusfilati.com

Sciarpa Reversibile con le Trecce

Oggi Ti voglio parlare della sciarpa, l’accessorio dal quale, di solito, si inizia a imparare a fare la maglia. Chi si scorda la prima sciarpa fatta ai ferri? Non so come era la tua, la mia era orrenda, ma ne ero tanto fiera :-).

Questo accessorio è nato più di duemila anni fa. Inizialmente era una semplice striscia di tessuto. Si indossava intorno al collo, intorno alla testa (nel mondo musulmano), oppure era legata alla vita dell’uomo. Serviva per coprirsi dal freddo, per eleganza ma anche per motivi religiosi, militari (in Cina era un accessorio usato per distinguere il rango del soldato) e … igienici (ai tempi dell’Antica Roma veniva originariamente chiamata “sudarium”, che vuol dire “panno per il sudore” e si usava per la pulizia).

Dalla fine del XIX secolo, la sciarpa diventa l’accessorio di moda utilizzato da uomini e donne; d’inverno per coprirsi dal freddo, d’estate per eleganza.

Nel Regno Unito gli studenti, come da tradizione, indossano sciarpe di diversi colori come simboli identificativi delle loro rispettive Università. Nel mondo dello sport, invece, per i tifosi rappresentano le squadre di calcio preferite.

Credo che la sciarpa sia l’accessorio perfetto non solo per iniziare a fare la maglia. Se sei principiante, potresti adoperare punti molto semplici come legaccio, costa o grana di riso. In seguito, potresti divertirti realizzando vari punti fantasia e fare gli esercizi di lettura degli schemi. Ne troverai tantissimi su Internet e nelle riviste.

E non finisce qui perché … “l’appetito vien mangiando”. Una volta diventati bravi, abbiamo sempre bisogno di qualche sfida, vero? Eccone una: la sciarpa reversibile con le trecce (uguale da tutte e due le parti), presentata nel libro del quale vedi accanto la copertina.

Vorrei farti capire come si realizzano le sciarpe reversibili con le trecce. Per questo motivo te ne propongo una, abbastanza semplice.

Una volta capito il concetto, potrai creare altri modelli da sola/o. Sto realizzando la mia sciarpa con il morbidissimo filato Alpaca, utilizzando i ferri numero 4.

Qui, invece, troverai altri filati, tutti morbidissimi e molti in offerta :-).

Avvia 64 maglie (nel nostro video corso gratuito della tecnica continentale, troverai vari modi di avviare le maglie).

1° ferro: *4 diritti (per la striscia di legaccio), 2 dir / 2 rov / 2 dir / 2 rov (per la treccia)*, riperti la parte fra ** altre 4 volte, finisci il ferro con 4 diritti (per la striscia di legaccio)

2°, 3°, 4°, 5°, 6° ferro: ripeti il 1° ferro

7° ferro: *4 diritti, intreccio di 8 maglie (sposta le prime 4 maglie (2 dir e 2 rov) sul ferro ausiliario e tienile davanti, lavora le 4 maglie successive (2 dir e 2 rov), quindi rimetti sul ferro sinistro e lavora le 4 maglie tenute in sospeso*, ripeti la parte fra ** altre 4 volte, finisci il ferro con 4 diritti.

Ripeti i ferri dal 2° al 7° fino a raggiungere la lunghezza desiderata. Finisci la sciarpa lavorando i ferri dal 2° al 6°, quindi intreccia tutte le maglie.

Non è difficile, vero? Se utilizzerai il filato più grosso, da lavorare con i ferri numero 5/6 e non vuoi la sciarpa molto larga, avvia 52 maglie. In questo modo avrai 4 trecce e 5 strisce di legaccio.

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

10 buoni motivi per fare la maglia

Se Ti chiedessi perché vale la pena di fare la maglia, probabilmente la Tua risposta sarebbe diversa dalla mia o da quella data da un’altra persona. Comunque fra le risposte molto probabili troveremmo queste due:

1. Perché posso creare capi di abbigliamento oppure accessori assolutamente originali.

2. Perché mi rilassa.

Risposte validissime, comunque oggi voglio aggiungere altri 10 motivi per i quali vale la pena di fare la maglia, ai quali, forse, non avresti mai pensato.

1. Aiuta ad abbassare il livello dello stress e della pressione sanguigna

La natura ritmica e ripetitiva del lavoro a maglia o all’uncinetto abbassa la pressione sanguigna, rallenta la frequenza cardiaca, aiuta a ridurre lo stress in quanto si abbassa il cortisolo – l’ormone dello stress. Allo stesso tempo viene rilasciato l’ormone della felicità, cioè serotonina e dopamina. Facendo la maglia ci troviamo in uno stato di rilassamento simile a quello associato alla meditazione e allo yoga. Concentrandoci sul lavoro, allontaniamo pensieri tristi, preoccupazioni, senso di vuoto o di impotenza che appaiono spesso quando affrontiamo problemi di salute.

2. Aiuta a smettere di fumare

Quello che si crea con le mani attira l’attenzione della nostra mente. Vogliamo vedere al più presto possibile il lavoro finito e, spesso, riusciamo a superare o allontanare il desiderio di fumare. Una sigaretta di meno, poi un’altra … 🙂 e alla fine “rischiamo” di non fumare più.

3. Aiuta ad aumentare l’autostima

Quanto è bello creare qualcosa. Anche una semplice sciarpa, può dare tanta soddisfazione: “L’ho fatta io!”. Non dimentichiamo, però, che per molte persone il lavoro a maglia potrebbe far parte della riabilitazione (dopo l’ictus, per esempio). Quando aumenta l’autostima (“Riesco a fare ancora qualcosa”), si attiva anche una grande forza dentro di noi che aiuta a combattere le malattie.

4. Aiuta a socializzare

Partecipare ai corsi di maglia dal vivo oppure essere membri di gruppi on line, aiuta a socializzare. Condividere la propria passione con gli altri ci permette di sviluppare le nostre competenze, di allargare gli orizzonti, ma anche di uscire dalla solitudine.

5. Aiuta a controllare il peso

Molte persone guardando un film alla tv mangiano spesso patatine, noccioline, biscottini ecc. E dopo, ovviamente, gli effetti si vedono sulla bilancia. Prova a prendere in mano i ferri, sferruzzando non sentirai il bisogno di mangiucchiare e, di conseguenza, non ingrasserai.

6. E’ una ginnastica delle mani

Ci sono molti problemi alle articolazioni delle mani e dei polsi per i quali la ginnastica può essere di grande aiuto.

Se usi ferri lunghi (tradizionali) e lavori tenendone uno sotto il braccio destro, potresti, però, sentire un dolore alla spalla. La posizione del corpo è scomoda e i muscoli troppo tesi. Per questo motivo, è meglio usare ferri corti (circolari) e la tecnica continentale. Potrai lavorare la maglia seduta/o comodamente in poltrona, con le spalle rilassate. Se vuoi imparare questa tecnica clicca qui e segui le istruzioni. Il corso è gratuito.

7. Hai mai sentito parlare della cromoterapia?

In due parole è una medicina alternativa che utilizza i colori per aiutare a trattare disturbi di diverso tipo. I colori (o meglio le sensazioni da questi trasmesse) possono portare qualche giovamento per ansia, stress, depressioni, debolezza fisica e mentale, deficit immunitari ed altro.

Che cosa c’entra con i lavori a maglia? C’entra e come! Scegli il colore giusto della lana e presto ne vedrai gli effetti. Il rosso e l’arancione sono stimolanti,  il celeste e l’azzurro sono rilassanti, i verdi sono riequilibranti.

Sciarpa, stola o scialle del colore giusto potrebbero cambiarti la giornata.

8. Aiuta a ridurre il rischio di disturbi cognitivi associati all’età

I ricercatori ipotizzano che il lavoro manuale stimoli lo sviluppo di percorsi neurali nel cervello: questo aiuta a mantenere le funzioni cognitive.

Si è scoperto che le persone anziane che si impegnano spesso a fare i lavori manuali, tra cui la maglia e l’uncinetto, corrono rischio minore di perdere le funzioni cognitive e la memoria.

9. Aiuta a migliorare le competenze matematiche

Fare la maglia richiede competenze matematiche? Certo. Devi contare le maglie del campione, poi devi calcolare il numero di maglie da avviare, gli aumenti, le diminuzioni … non finisce mai.

Puoi anche seguire le istruzioni che propongono le riviste del settore, a patto che la tua lana sia della stessa grossezza. Se non è così o devi comprare un’altra lana, o rinunciare al capo che ti piace oppure … ricalcolare il numero delle maglie

10. Aiuta a rafforzare i legami interpersonali

Succede che le giovani mamme a volte non abbiano tempo, a volte competenze, per insegnare ai figli lavori manuali. E succede spesso che questa lacuna venga riempita dalle nonne. Se fra i tuoi ricordi c’è quello legato alla nonna che con tanta pazienza ti insegnava a tenere i ferri in mano e, fra la maglia diritta e rovescia, ti ascoltava, ti consolava, ti consigliava … sai perfettamente di quale tipo di legame prezioso sto parlando.

Ti ho convinto che vale la pena di lavorare ai ferri? Spero di sì. Allora guarda le nostre offerte qui e fatti un bel regalo di Natale,

Buone Feste a tutti Voi!

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati

How to Work Cashmere yarn not Washed

Cashmere yarn (on reels) used in either machine- or hand-knitting is usually never treated—if not very rarely, and should be washed only at the end of the knitting process. To prevent the yarn from breaking and other risks associated with machine manufacturing, such as needle breaking, machine knitting is mainly done with non-treated yarn.

My first and most important suggestion is to always prepare a small sample (10 × 10 cm or better still, 20 × 20 cm) and wash it in the washing machine before starting the final work. Cashmere yarn, in fact, is never identical, even if the thread count is the same. So many variables are at play during production, from spinning to dyeing, that it is not easy to obtain a consistent and homogenous product.

Firstly, each spinning mill has its own production methods and its own market requirements; therefore the yarns can come out coarser or softer and may also have a different dye. Moreover, even within the production range of yarns from the same spinning mill, differences can emerge, with regards to the colours, for example; lighter colours require greater attention in the machining and in the first wash as opposed to the darker and melange colours. Darker colour yarns will always be more coarse than those in light colours, because in the dyeing process, stronger colour fixing agents are used to prevent colours running during washing and fading with time, thus affecting the softness of the fibre.

The type of processing also affects the yarn. Cashmere tends to swell when washing, so to achieve maximum softness, it is important to allow room for the swelling, by working with a slightly looser/larger stitch.
On the other hand, to achieve the maximum resistance especially with regards to pilling (the typical defect where bobbles form on the surface of cashmere sweaters), the tendency is to work with a tighter stitch. As a result, the knitting won’t be as soft, will be slightly heavier, but a lot more resistant to pilling.

Some advice for washing:

Preliminary remarks:
1 – Sometimes you may need to steam the sample and the finished garment both before and after the wash. By steaming we mean releasing steam from the iron over either the sample or the finished article, WITHOUT actually touching it with the iron itself.
2 – The following washing instructions are generic and basic. Before washing the sample, make sure to measure it, so you’ll be able to establish how much it has shrunk. Also check the sample for results in softness and hair, in order to decide on a tighter or looser knit, and/or a stronger/lighter wash. In fact, if knitted too tight, cashmere will not release its full softness as it tends to swell; if washed lightly, less hair and softness will be achieved, while the opposite is true if machine washing for longer. To obtain more hair from the yarn, increase the spinning cycle in the wash, but be careful not to overdo. If needed, have more samples to try out results with different washing cycles and tighter/looser knitting.
3 – All of the above also applies to hand-knitted or crocheted yarn.

MACHINE WASHING

The washing machine should be used with machine knitted, non-treated yarn. We suggest a very delicate cycle; addition of  vinegar will prove an excellent agent against limescale.
– Machine wash at 30° C for 7 minutes with a very small quantity of mild detergent
– Rinse by machine
– Machine wash at 30° C for 7 minutes with a very small quantity of  fabric softener and 1/4 of a measuring cup of white wine vinegar (not red vinegar, as it stains).
– Spin at 400 rpm for 5 minutes (or as little as possible)
– Dry flat without exposing to direct sunlight and without wringing the item (as it will stretch)
– For strong and contrasting colors (as in striped knitwear and jacquard) we recommend to dry clean first and then wash at half load with plenty of water.
This washing procedure applies to samples, finished garments and the yarn itself.

WARNING : This washing procedure should be performed only the first time; after that we suggest you wash your items by hand following this procedure.

If you want your sweater to remain soft and fluffy follow these tips:

Soak in lukewarm water with a mild detergent (use as little as possible), and add, in case of stripes or bright colors, a drop of white vinegar.
Leave soaking for a while, no more than ten – fifteen minutes.
Do not rub, and handle gently.
Rinse patiently several times and with plenty of water, lukewarm as before, until the water is perfectly clear.
Do not wring; instead press gently to get rid of water.
Wrap it in a terry cloth or a towel to absorb excess water.
Spread it flat on a horizontal surface, taking care to avoid direct sunlight.
Dry at room temperature, never near a source of heat.
Iron it with a strong jet of steam, never placing the iron on the garment.

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