La Questione dei Nodi

Ci piacerebbe lavorare i filati dove mai, e poi mai, trovare un nodo, vero?

Purtroppo filati così non esistono, quindi proviamo a vedere che cosa fare quando troviamo un nodo.

Vorrei iniziare, però, da quello che non devi fare. Non devi assolutamente continuare a lavorare (ai ferri e neanche all’uncinetto) come se il nodo non esistesse. I motivi sono due: il primo è che, anche se riuscissi a lasciare il nodo sul rovescio, sarà sempre visibile; il secondo è che questi nodi che hanno le “codine” molto corte spesso si sciolgono, creando un bel buco!

Ora passiamo a quello che Ti consiglio di fare.

1. Prendi le forbici e taglia il nodo.

2. Se hai iniziato a lavorare il giro (la riga) disfa fino al bordo.

3. Abbandona il filo “vecchio” e riprendi la lavorazione con il filo “nuovo”.

I fili lasciati ai bordi si possono facilmente fermare e nascondere senza compromettere la lavorazione del capo.

Questi consigli sono validi per tutti i capi che hanno i bordi, quindi quando lavoriamo l’andata e il ritorno.

Che cosa fare quando il nostro capo non ha bordi perché è lavorato in tondo? E’ un po’ più complicato. Esistono diversi metodi. Nei video (clicca qui) potrai vedere due metodi più comuni.

Devo dire che, io personalmente, preferisco un altro metodo: è più complicato ma unione dei due fili è meno visibile. Questo metodo consiste nell’aprire le due code del filato e formare circa 10 – 15 cm del “filo nuovo” con il quale si continua a lavorare (vedi foto). Le due metà lasciate libere dovranno essere, di seguito, nascoste fra le maglie con un ago.

Se lavori con il cashmere o altri filati di origine animale non trattati (!), puoi provare il metodo dell’infeltrimento. Apri le due code il più possibile, inumidiscile leggermente, mettile insieme sul palmo della mano, copri con l’altra mano e strofina le mani finché i fili non si uniscano.

Ora la questione dei nodi sembra, almeno parzialmente, risolta :-)… comunque Ti auguro i filati con meno nodi possibili.

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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Consigli su quali filati scegliere

Scrivo questo articolo perchè molte persone mi chiedono cosigli su quali filati scegliere per i loro lavori a maglia.

Spesso alcune persone che non hanno mai lavorato i filati di cashmere sono male informati, e con questo articolo vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza.

Si trovano online articoli che parlano del filato 2/28 come il migliore in qualità, ma questa affermazione non è esatta. Infatti 2/28 è uno dei numeri riferiti allo spessore del filato.

Per misurare lo spessore dei filati infatti non si può usare il calibro o altri strumenti di misurazione. Lo spessore dei filati si misura in metri contenuti in un kg di filato.

Per esempio 2/28 è un filato ritorto a 2 capi dove ogni capo ha lo spessore di 28000 metri/kg. Quindi i numeri che si trovano (per es. 2/28, 2/27, 2/15, 3000, 3200, 4600, ecc.) servono a determinare lo spessore del filato in base alla lunghezza.

La qualità si determina dalla finezza della fibra utilizzata per realizzare il filato, la tintura, il tipo di filatura e tutta una serie di fattori che solo i tecnici possono capire e conoscere a fondo.

Noi profani determiniamo la qualità in base alla filatura che produce il filato stesso. In primis ti posso dire che i filati prodotti da filature specializzate italiane sono i migliori del mondo, ma oggigiorno ci sono anche qualche filatura in Gran Bretagna ed in Cina che producono filati di ottima qualità (quasi) come i nostri.

In Italia ci sono tantissime filature che producono filati in Cashmere, ma quelle che producono le migliori qualità non sono tantissime, sono quelle filature specializzate nella produzione del cashmere.

Per citarne qualcuna, quelle che mi vengono in mente così a braccio: Filati Biagioli Modesto, Loro Piana, Manifatture Cariaggi, Millefili Spa, Zegna Baruffa, Grignasco, Botto Poala e Botto Giuseppe, Ricignolo gruppo GTI, ecc.

Tutti i filati in cashmere si possono lavorare sia a mano (ai ferri) sia a macchina da maglieria. I filati da macchina da maglieria generalmente sono più fini, cioè meno spessi, e per lavorargli a mano bisogna lavorargli a più capi, come per esempio il 2/28, 2/27, 2/15, ecc. ma ci sono dei filati più spessi che si possono lavorare sia a macchina da maglieria sia a mano direttamente ad un capo, come per esempio i filati 2800, 3000, 3200, 3500, 4500, 4600, ecc.

Naturalmente più basso è il numero meno metri/kg ci saranno e quindi saranno più spessi. Questo non comporta una differenza di qualità, ma solo una differenza di spessore.

In quanto alla scelta del filato da utilizzare, molto spesso è una questione di gusti e preferenza. Gusto del colore, preferenza di come lavorarlo (per esempio un filato grosso si lavora più in fretta e si realizza un maglione più grosso, viceversa per un filato meno spesso), e molti altri fattori come il modello che si vuole realizzare, la mano nella lavorazione, il tipo di punto che si vuole realizzare, ecc.

Quindi resta difficile anche dare dei consigli in quanto molti fattori sono soggettivi.

Ma ricordati sempre e comunque che i nostri filati sono sempre in rocche e non sono trattati, appaiono grezzi così come sono, quindi necessitano del trattamento prima o dopo la lavorazione. Come sempre ti consiglio vivamente di fare sempre un piccolo campione e lavarlo prima di effettuare il lavoro definitivo.

Qui su questo blog e sul nostro sito web troverai molti consigli sulla lavorazione dei nostri filati. Prenditi un po’ di tempo di tanto in tanto per leggere tutte le informazioni che mettiamo a disposizione.

Federico Scatizzi

Hircus Filati

www.florencecashmereyarn.com


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EcoCashmere: Qualità e Rispamio

Quando si lavorano a mano vari filati, bisogna sempre puntare sulla qualità. Perché? Perché il lavoro a mano è molto prezioso, impegna parecchio del nostro tempo. Se usiamo filati di bassa qualità, sprechiamo la cosa più preziosa che abbiamo: il tempo. Dopo ore e ore di lavoro, il nostro capo potrebbe reggere solo al primo lavaggio oppure, peggio ancora, dopo averlo indossato poche volte, potrebbe deformarsi…

Puntare sulla qualità, spesso, vuol dire spendere più soldi. La qualità ha il suo valore, è ovvio.

Il cashmere è uno dei filati più preziosi che esista. I prezzi, lo sappiamo tutti, sono molto alti, però … ecco, esiste un “però” che vale la pena di prendere in considerazione. Si chiama l’EcoCashmere. In questo articolo, potrai leggere che cosa è e come viene prodotto. In poche parole è il cashmere rigenerato (prodotto da un’azienda italiana). Eh sì… le cose preziose non si buttano, magari si trasformano… Grazie a un particolare processo di produzione di questo cashmere è possibile abbassare il prezzo, mantenendo la qualità.

Allora alla domanda: “E’ possibile avere qualità e risparmio”? Rispondo: assolutamente sì!

Ho deciso di utilizzare l’EcoCashmere per le prossime creazioni e condividere con Te la mia esperienza e i miei modelli.

L’estate ormai sta finendo e forse bisogna cominciare a pensare ai regali di Natale. Come sai, io amo le sciarpe, quindi oggi Ti propongo un’altra sciarpa, questa volta realizzata all’uncinetto proprio con l’EcoCashmere.

Ho utilizzato 2 capi del filato con il titolo 2/13, quindi abbastanza sottile (ma non troppo) per poterlo lavorare all’uncinetto (nel mio caso uncinetto n. 3); il numero dell’uncinetto dipende dalla mano, quindi scegli quello giusto per Te.

Nel sito Hircus Filati, tutti i filati sulle rocche sono da trattare (nel sito troverai le informazioni su come farlo) quindi, come sempre, ho fatto una matassa legata bene in più punti, l’ho lavata e dopo ho fatto 2 gomitoli.

Devo dire che questa operazione può essere evitata perché l’EcoCashmere, essendo un filato rigenerato (lavato in precedenza più volte) non ha le stesse caratteristiche del cashmere non rigenerato. La differenza fra il filato trattato (lavato) e quello non trattato è veramente irrilevante. Mi spiego meglio, quello non lavato è leggermente ruvido, dopo averlo lavato diventa più morbido, ma le misure praticamente non cambiano.

Ho realizzato la sciarpa con la tecnica C2C (corner to corner) che ho descritto in questo post. Se preferisci un video tutorial, potrai vederlo sulla mia pagina Facebook. Voglio sottolineare un’altra volta che questo punto è veramente fantastico, rilassante e piacevole da fare. Molti dei miei allievi, incantati come me dal C2C, hanno fatto intere copertine. Una copertina di EcoCashmere? Perché no!

Torniamo alla sciarpa. Un terzo della sciarpa è realizzato con il colore grigio, un terzo a righe (2 giri con il grigio alternati a 2 giri con il blu) e, alla fine, un terzo con il colore blu.

Io sono rimasta soddisfatta, spero che piaccia anche a Te :-).

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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Cashmere Mouliné per Chi Ama Qualità ed Effetto Mélange

Tanti anni fa, le nostre nonne non buttavano i maglioni consumati, fatti ai ferri. Recuperavano la lana, disfacendo i capi per poi riutilizzarla. La quantità della lana recuperata non era sufficiente per fare un altro maglione della stessa misura. Era necessario aggiungerne altra. Credo che, da questa necessità, sia nato l’effetto mélange. Bastava unire due o più fili di colore diverso.

A molte persone questo effetto, credo, è piaciuto così tanto che hanno cominciato volutamente ad accoppiare più fili, scegliendo i colori apposta. Queste, ovviamente, sono soltanto le mie supposizioni :-).

Il fatto è che, oggigiorno, molte ditte producono questo tipo di filato.

Oggi Ti voglio parlare del Cashmere Mouliné (“mouliné” è il nome del filato ottenuto dall’accoppiamento di due o più fili di colori diversi). Se si uniscono filati di cashmere di colori diversi, l’effetto melangiato sarà impreziosito, ovviamente,dall’altissima qualità del cashmere.

Nel sito di Hircus Filati ne troverai tanti, di colori diversi. Alcuni sono sottili, da macchina, altri da lavorare ai ferri oppure all’uncinetto.

La grossezza (o finezza, se preferisci) del filato viene segnata con il titolo. Se non sai che cosa è e come interpretarlo, leggi questo post

Nella scheda di ogni filato troverai anche le indicazioni relative al numero di ferri o di uncinetto con cui puoi lavorare. Questa indicazione è, naturalmente, solo indicativa, tutto dipende dalla “tua mano”.

Vorrei condividere con te la mia esperienza e darti due suggerimenti per la lavorazione dei filati Mouliné.

1. Scegli i punti semplici, come la maglia rasata oppure il legaccio: punti molto complessi non saranno così visibili ed attraenti come lo sono quando si lavora la tinta unita. Vedi i campioni.

maglia rasata e legaccio
chicco di riso doppio
maglia rasata e legaccio
uncinetto

2. Modelli classici e semplici saranno perfetti, perché già il colore melangiato arricchirà il Tuo capo.

Ecco come si potrebbe presentare un tuo capo. Spero che questo semplice maglione con le maniche a raglan, renda un po’ l’idea, anche se è solo la miniatura :-).

Riassumendo: se Ti piace l’effetto melangiato e non vuoi rinunciare alla qualità, non Ti rimane altro che andare a visitare le pagine di Hircus Filati e sceglierne uno.

Buon lavoro!

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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C2C Tecnica Base

La tecnica C2C (dall’inglese: corner to corner … da angolo ad angolo), come ho accennato nel mio post precedente, è una lavorazione all’uncinetto che consiste nell’iniziare da un angolo e finire in un altro angolo. Il lavoro procede, quindi, in diagonale, eseguendo quadratini composti da 3 catenelle e 3 maglie alte.

Con questo sistema si possono facilmente creare forme geometriche: quadrati, rettangoli, triangoli ecc. La lavorazione è molto piacevole e, una volta imparata la tecnica base, ci si può divertire creando manufatti sempre più complessi (vedi il programma pubblicato nel post precedente).

Oggi impareremo a realizzare un rettangolo, iniziando da un quadratino, proseguiremo in diagonale facendo gli aumenti. Dopo aver raggiunto la larghezza desiderata, continueremo con le diminuzioni, per concludere con l’ultimo quadratino.

Ecco un tutorial in pdf, lo potrai salvare, stampare e utilizzare tutte le volte che vuoi. Ricordati, però, che è protetto dai diritti d’autore, quindi non pubblicarlo da nessuna parte. Clicca qui per scaricarlo.

Spero che le immagini siano abbastanza chiare e che Tu sia riuscita/o ad imparare la tecnica base, realizzando un piccolo rettangolo.

Se, anziché seguire le immagini, preferisci un video tutorial, clicca qui, oppure visita la mia pagina facebook, l’ho pubblicato il 10 maggio 2020.

Ora sei in grado di creare piccoli accessori. Ti serve qualche idea? Ecco qualche suggerimento per mettere in pratica quello che hai appena imparato ed esercitarti nella tecnica.

1. Realizza una custodia per il tuo cellulare oppure tablet: basta realizzare un rettangolo, piegarlo a metà, cucire i due lati ed è fatto 🙂

2. Realizza una sciarpa, magari inserendo anche un filato o filati di diversi colori; le righe colorate in diagonale sono molto carine.

3. Prova a utilizzare filati sfumati, realizzando, per esempio, una copertina (anche per una bambola, perché no?). La lavorazione con filati sfumati è sorprendentemente piacevole.

Per oggi è tutto. Nella prossima lezione impareremo a progettare e realizzare motivi geometrici a patchwork.

A presto

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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Le schede tecniche dei filati

Qualcuno ci chiede le schede tecniche dei filati che vendiamo, ma purtroppo non possiamo fornirle perchè non le abbiamo.

Acquistiamo filati in stock (rimanenze e avanzi) da maglifici, ad aste, ecc. Le schede tecniche non ci vengono fornite e di conseguenza non possiamo darle.
Nemmeno le certificazioni ci vengono fornite.
Per avere schede tecniche e certificazioni bisogna acquistare i filati direttamente dai produttori dei filati, sui filati in stock purtroppo non è possibile averle.

Nella pagina web, sul nostro sito web www.florencecashmereyarn.com, di ogni filato scriviamo il titolo, la composizione, i metri (tranne a volte nei filati da macchina), il numero di ferri indicativo con il quale si lavorano e la finezza della macchina con la quale possono essere lavorati.
Il numero di ferri che scriviamo è sempre indicativo, dipende poi dalla mano, dal cosa si deve realizzare, dal tipo di punto che si deve fare, ecc. La cosa migliore è fare un campione e lavarlo per vedere la resa, così poi si può decidere come fare il lavoro finale.

Molte persone mi chiedono anche i consumi, mi chiedono se i filati si possono lavorare doppi o a più fili, e molte altre domande alle quali posso dare una sola risposta: “devi fare il campione per vedere la resa”.
Facendo il campione si può stabilire tutto.
Si possono vedere i rientri che fa il filato quando si lava, si può vedere la mano e decidere se lavarlo di più o di meno, si può vedere come viene lavorato e decidere se lavorarlo più stretto o meno stretto, si può decidere se lavorarlo con ferri più piccoli o più grandi, eccetera, eccetera.
Bisogna fare il campione, non mi stancherò mai di ripeterlo. Molto spesso è sufficiente fare un campione di 15×15 cm o 10×10 cm. Le magliaie più esperte fanno un campioncino molto più piccolo, che gli è sufficiente per vedere la resa, ma bisogna essere molto esperte, sia nel lavoro a maglia sia nella conoscenza dei filati, perchè ogni filato è diverso dall’altro. Quasi sempre ci sono differenze anche fra colori diversi dello stesso filato.

Se navighi qui sul nostro blog potrai trovare maggiori informazioni sul titolo dei filati, che serve a determinarne lo spessore. Potrai trovare vari articoli sui consumi, su come lavorare e lavare i filati in rocche e molte altre informazioni sul lavoro a maglia e sui filati.

Hircus Filati


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