Canotta Mohair Superkid

Questa stupenda canotta è stata realizzata da Fili e Forme, che ci ha gentilmente concesso il piacere di pubblicarla.

Questa canotta è stata lavorata con filato Mohair Superkid, disponibile sul sito web www.hircusfilati.com.

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Washing Treatment on Cashmere yarn

The cashmere yarn on cones can be found fulled or fulling.

First I want to point out that the so-called fulling of high quality yarns is "water treatment". In fact to cashmere is not made a real fulling as for yarns of wool. The cashmere effects must not become matted as the fiber is so delicate that the yarn be ruined.

The treatment consists in the wash water in industrial tanks, or even in normal washing machine, the yarn in skeins with water alone or at most with little fabric softener. This simple step allows the fiber of cashmere to relax and unwind.

The yarn cashmere knitting (knitting) in packages you can work directly with needles or crochet, but I highly recommend to make skeins with the help dell'arcolaio, or the balls and let them rest for a few hours before the processing.

In fact, when the yarn is put into fortresses remains rather "tight" around the cone. Putting it in hanks or skeins, they are allowed to breathe and swell until it returns to its original state.

When you have finished working with the head you should wash it before wearing it. Wash Cashmere is a long process but very simple. Cashmere is soak in a bowl of cold water or warm water with a little fabric softener for delicate items. It is left for at least 3-4 hours, after which it is removed from the bath, removes excess water without wringing his head (I recommend) and put it to dry adagiandolo on a plane.

Never hang to dry a piece of cashmere, the weight of the water it may deform and not more resume its original shape.

If you work the yarn in hanks can wash the coils directly before making the head, the washing process is the same.

As I said the process is long, but it is a very fine fiber and expensive it may be worth. Do you think that in order to achieve the balls are still part of the packages. The yarn is put into hanks, is then washed using the treatment water, after it is put in balls. This means that undergoes at least 3 processes, sometimes 4, and each of these operations has a cost quite high since it is cashmere. Working the yarn package save the cost of all these processes.

I hope these tips you can be useful.

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Scialle e mezzi guanti Baby Camel

Questo scialle è stato realizzato con appena 60-70 grammi di filato Baby Camel 2/14000 con i ferri numero 2,5.

Qui sotto puoi vedere invece dei mezzi guanti realizzati con appena 30-40 grammi dello stesso filato Baby Camel 2/14000.

Il Cammello è apparso in Nord America 40/50 milioni di anni fa e discende da un animale grande circa quanto un piccolo cane.
Due milioni di anni fa migrò in Europa ed in Asia estinguendosi nella sua terra d’origine.

Il Cammello a due gobbe o Bactriano, dal quale si estrae il pelo più fine e soffice si trova in Mongolia, Cina, Kazakhstan, Uzbekistan, Afghanistan, Iran ed è strettamente imparentato con il raro Cammello selvatico noto in Mongolia con il nome di “Khavtgai”.

Dal piccolo del Cammello si estrae il pelo, molto soffice, che viene utilizzato per realizzare i nostri filati.

L’animale produce circa 2,5 kg. di pelo l’anno che corrispondono a poco più di un Kg. una volta lavato e dejarrato.

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Scaldacollo Super Yak

Questo fantastico e soffice scaldacollo è stato realizzato con circa 120 grammi di filato Super Yak 2300 (50% Baby Yak 50% Merinos Extrafine).

Lo yak selvatico vive sull’altopiano del Tibet, nel Pamir e alle pendici dell’Himalaya, fino a 6000 metri di altitudine.

Lo yak domestico, di dimensioni leggermente inferiori, è utilizzato come animale da soma e fornisce cuoio,
carne, latte e lana.

La pelliccia degli esemplari più giovani viene utilizzata per l’abbigliamento, mentre il pelo lungo dell’adulto è utilizzato per tessere coperte e tende.

Gli inverni rigidi, così come le escursioni Termiche fra una stagione e l’altra, hanno fatto sì che il manto dello yak cresca caldo e protettivo.
Lo strato esterno, la “giarra”, è composto da peli più lunghi e ruvidi che hanno lo scopo di difendere l’animale dalle intemperie, mentre il sottovello, lo strato più vicino alla pelle, isola l’animale dal freddo e lo tiene al caldo.

E’ da questo soffice strato che si ricava la fibra più preziosa ed utilizzata per realizzare i nostri filati.

La fibra dejarrata pronta ad essere utilizzata nell’industria manifatturiera derivata da animali adulti si presenta con una lunghezza di circa 32-34 mm e finezze che variano dai 17 ai 18,5 micron mentre quella proveniente dagli animali nei primi due anni di vita ha una finezza che può variare dai 16 ai 17 micron, fibra che è classificata come “SuperYak” o “Baby Yak”.

Ogni animale, che può pesare fina anche a 800 kg, produce annualmente solamente circa 100 grammi di pelo che rappresentano, vendendo la fibra, l’unica risorsa della famiglia nomade per guadagnare del denaro. La fibra viene stoccata in grandi sacchi e spedita nei centri di raccolta e qui venduta agli acquirenti ed immessa nel ciclo produttivo che la porterà a diventare fibra filabile.

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Sai cos’è e a cosa serve il “titolo” nei filati?

Iniziamo con l'introdurre le caratteristiche principali dei filati.

Le caratteristiche fondamentali dei filati sono la torsione, l'uniformità dello spessore, la tenacia e allungamento ed il titolo.

La torsione dei filati si determina in torcimetri. La torsione può essere a destra (Z), o a sinistra (S).

I filati si dicono a capo unico, quando sono formati da un solo filo o ritorti quando sono formati da una torsione di più fili (o capi).

L'uniformità di spessore si può vedere avvolgendo un filato su un pezzo di cartone di colore diverso rispetto a quello del filato. L'occhio apprezza le eventuali differenze di grossezza.

La tenacità o resistenza meccanica si determina con i dinamometri, apparecchi che consentono di stabilire la resistenza del filato prima di rompersi e l'elasticità.

Vediamo in dettaglio la titolazione dei filati.

Il titolo dei filati è la notazione convenzionale riferita alla finezza, cioè allo spessore.

La struttura del filato è tendenzialmente cilindrica, quindi potremmo pensare di utilizzare il diametro come riferimento per misurarne lo spessore. Un filato però pone un inconveniente per cui risulta impossibile utilizzare uno strumento di misurazione (come ad esempio il calibro), la sua morbidezza e la sua elasticità; questo ha portato a dover pensare ad un altro tipo di riferimento.

Le uniche due misurazioni che è possibile effettuare su un filato sono quelle relative alla sua lunghezza (L) ed al suo peso (P); il rapporto fra queste due grandezze prende il nome di Titolo (T).

I sistemi di titolazione sono due:

1. Titolazione per lunghezza: Rappresenta il rapporto fra la lunghezza ed il peso. In questo sistema, più alto è il titolo e più elevata è la finezza, per esempio un titolo Nm. 4000 sarà più fine di un titolo Nm. 2000 ed un titolo 2/60000 sarà più fine di un titolo 2/28000. A questo sistema di titolazione appartiene il titolo metrico (Nm) ossia il numero di matassine di 1000 metri costituenti 1 kg. Viene usato per la lana in particolare.

Per il cotone si usa il titolo inglese che considera la lunghezza di 840 yards (pai a 768 metri) e la libbra (pari a 453,6 grammi). Per il lino, la canapa e la juta il metodo inglese ha come base 300 yards (247 metri) e una libbra.

                         L
                T = ——
                         P

Questo è il metodo attualmente più usato, è il metodo che troverai sui titoli dei nostri filati, ed è il metodo più diffuso e conosciuto in Italia, al quale ti consiglio di fare maggiore riferimento e di imparare.

Per semplificare il calcolo, nella misurazione dei titoli Nm. sappiamo che il titolo Nm 2000 corrisponde ad un filato la cui lunghezza è 2000 metri in 1 kg di filato. Mentre nei titoli dei filati ritorti si utilizza dividere il denominatore per il numeratore, per esempio in un filato titolo 2/28000 per ottenere i metri di filato contenuti in 1 kg si divide: 28000 : 2 = 14000 metri in un kg di filato, da qui è facile ottenere i metri in un gomitolo o di una matassa per esempio di 100 grammi.

Il titolo del filato può darci anche delle indicazioni per stabilirne la finezza della macchina o il numero di ferri da usare per la lavorazione.
Sappiamo per esempio che un filato titolo 2/28000 si può utilizzare sulla macchina finezza 12 a un capo o sulla macchina finezza 7-8 a due capi, o con i ferri numero 2,5/3 a due o tre capi, ed un filato Nm 2800 si può lavorare con i ferri 3,5-4 o uncinetto 3-3,5. Ma questo è relativo, in quanto vanno considerati sempre il tipo di filato (fibra) utilizzato, il modello che si intende realizzare, e per i filati da macchina il tipo di macchina, e per i filati da aguglieria la mano della persona che realizza il capo.

2. Titolazione per peso: Rappresenta il rapporto tra il peso e la lunghezza. In questo caso più alto è il titolo, maggiore è la grossezza del filato. Con questo metodo di titolazione si ha il titolo legale, espresso in denaro (0,05 grammi) e la lunghezza di 450 metri. Viene usato per la seta e tutte le fibre artificiali e sintetiche.

                         P
                T = ——
                         L

Oggi, l'organizzazione internazionale di unificazione ha sostituito i due sistemi di titolazione suddetti con il metodo TEX, che ha come peso il grammo e come lunghezza 1000 metri, e da questo derivano:

Il multiplo KiloTex – 1000 TEX
Il sottomultiplo Millitex – 0,002 TEX

                     P(gr)
                Tex = ———
                     L(Km)

Il titolo è sempre riferito ai filati semplici, nei filati ritorti il titolo si esprime con una frazione (esempio: 30/2, 50/2, 60/3, ecc.)
Analogamente esistono sistemi di numerazione diversa che si differenziano rispetto alle unità di misura messe in rapporto. I numeri maggiormente utilizzati sono il Nm (Numerico metrico) che mette in rapporto 1 metro di filato su 1 grammo, di cui abbiamo già parlato; il Nec (Numero inglese del cotone); l’Nel (Numero inglese del lino); l’Np (Numero pratese).

Il Tex dovrebbe rappresentare il titolo universale con cui indicare lo spessore dei filati, ma nella realtà non è sempre così (è utile però per quanto riguarda i calcoli di produzione).
Il Td è particolarmente usato per i filati di seta, le fibre tecnologiche o le singole fibre in genere.
Il Np si utilizza per la titolazione dei filati di lana cardata (in uso solamente a Prato).

Il titolo dei filati ritorti con fili di diverso titolo, viene espresso indicando al numeratore il titolo del filato più grosso ed al denominatore il titolo del filato più sottile.

Qui di seguito una tabella di conversione dei vari titoli:

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