Giaccone color Vinaccia

Giaccone color vinaccia

Occorrente: filati , 126:4 (4) 5 gom.;  126: 2 (2) 3 gom. Ferri n. 4,5 e n. 7, 4 (4) 5 bottoni.

PUNTI IMPIEGATI:
Punto coste 212, maglia rasata diritta, legaccio. Diminuzione di 1 m. a 1 m. dal margine destro: 1 m. dir., 2 m. ins. a dir.; a sinistra: 1 acc. semplice, 1 m. dir.

Campioni: 10×10 cm a m. rasata dir. (filo doppio) + (filo semplice) con i f. n. 7 = 13,5 m. e 16 (;10×10 cm a p. coste 2/2 con i f. n. 4,5 = 29 m. e 26 f.

ESECUZIONE
Dietro: avv. con i f. n. 7 (filo doppio) + (filo semplice) 44 m. (48 m.) 52 m. e lav. a m. rasata dir. dim. ai lati, all’interno di 1 m. dai margini 2 volte 1 m. ogni 7 cm (7 cm) 8 cm = 40 m. (44 m.) 48 m. A 20 cm (22 cm) 24 cm di alt. tot., per gli scalfi manica, intrecc. ai lati ogni 2 f 1 volta 2 m.,1 vol­ta 1 m. (2 volte 2 m.) 1 volta 3 m., 1 volta 2 m. = 34 m. (36 m.) 38 m. A 31 cm (34 cm) 37 cm di alt. tot., per lo scollo, in­trecc. le 10 m. (10 m.) 12 m. centrali e terminare le due parti se­paratamente. Intrecc. dal lato scollo nel 2° f. seg. 1 volta 3 m. A 33 cm (36 cm) 39 cm di alt. tot. intrecc. le 9 m. (10 m.) 11 m. rimaste per ogni spalla.

Davanti destro: avv. con i f. n. 7 (filo doppio) + (filo semplice) 26 m. (28 m.) 30 m. e lav. a m. rasata dir. Dim. a sinistra, all’interno di 1 m. dal margine come per il die­tro = 24 m. (26 m.) 28 m. A 20 cm (22 cm) 24 cm di alt. tot.,
per lo scalfo manica, intrecc. a sinistra come per il dietro = 21 m. (22 m.) 23 m.A 28 cm (31 cm) 34 cm di alt. tot., per lo scollo, intrecc. a destra ogni 2 f 1 volta 4 m., 1 volta 3 m., 2 volte 2 m., 1 volta 1 m. (1 volta 4 m., t volta 3 m., 2 volte 2 m.,1 vol­ta 1 m.) 1 volta 5 m., 1 volta 3 m., 2 volte 2 m., 1 volta 1 m. A 33 cm (36 cm) 39 cm di alt. tot. intrecc. le 9 m. (10 m.) 10 m. rimaste per la spalla.

Davanti sinistro: lav. in modo simmetrico e, nel margine d’apertura lav. 3 (3) 4 occhielli (= intrecc. 2 m. e riaw. le m. nel f. seg.). Lav. il 1° occhiello a 12 cm (13 cm) 11 cm di alt. tot. e gli altri a 7 cm (8 cm) 7 cm di distanza l’uno dall’altro.

Maniche: avv. 56m. (60m) 60 m. con i f. n. 4,5 e lav. a p. coste 2/2 iniziando e terminando con 1 m. rov. A 5 cm di alt.tot. lav. 1 f. a rov. sul dir. del lav., poi pros. nuovamente a p. coste 2/2 e aum. ai lati 5 volte 1 m. ogni 6 f., 4 volte 1 m. ogni 4 f. (7 volte 1 m. ogni 6 f. 8 volte 1 m. ogni 4 f. = 74 m. (80 m.) 86 m. A 22 cm (25cm) 28 cm di alt. tot., per l’arrotondamento intrecc. ai lati ogni 2 f. 1 volta 4 m., 1 volta 3 m., 1 volta 2 m., 2 volte 3 m. (1 volta 4 m., 1 volta 3 m., 2 volte 2 m., 1 volta 3 m., 1 volta 4 m.) 1 volta 4 m., 1 volta 3 m., 2 volte 2 m., 2 volte 3 m., 1 volta 4 m. A 25 cm (29 cm) 33 cm di alt. tot. intrecc. le 44 m. rimaste.

Confezione e rifiniture: chiudere le spalle. Per il collo ripr. con i f. n. 4,5 104 m. (104 m.) 108 m. dallo scol­lo e lav. a p. coste 2/2 iniziando sul dir. del lav. con 1 m. a le­gaccio, 2 m. dir. Nel 6° f lav. a sinistra 1 occhiello (= intrecc. 2 m. e riaw. le m. nel f. seg.) all’interno di 5 m. dal margine. A 13 cm di alt. tot. intrecc. le m. Chiudere i fianchi e i sotto­manica. Montare le maniche. Attaccare i bottoni.

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Dizionario del Lavoro a Maglia

Accavallare: lavorare 2 maglie, prendere con il ferro sinistro la prima maglia e passarla da destra a sinistra sopra la seconda, in modo che sul ferro destro resti solo questa maglia.

Accavallata doppia: passare una maglia sul ferro destro, lavorare due maglie a diritto, accavallare la maglia passata su quella ottenuta.

Aumento: una maglia aggiunta sul ferro nel corso della lavorazione.

Avviare: montare le maglie sul ferro di partenza.

Diminuzione: chiudere una o più maglie durante la lavorazione.

Diminuziona accavallata: passare una maglia sul ferro destro, lavorare una maglia a diritto, accavallare la maglia passata sulla maglia diritta.

Diminuzione doppia centrale: passare sul ferro destro due maglie insiema a diritto prendendole da sinistra a destra, lavorare a diritto la terza maglia, accavallare su questa le prime due.

Diminuzione semplice a destra: infilare il ferro da sinistra a destra in due o tre maglie e lavorarle a diritto.

Diminuzione semplice a sinistra: infilare il ferro da destra a sinistra in due o tre maglie e lavorarle a diritto.

far cadere una maglia: lasciar scivolare dal ferro una maglia, per ottenere un traforo.

Ferro: l’insieme delle maglie riunite su un solo ferro.

Ferro circolare: due piccoli ferri raccordati da un tubolare flessibile di plastica (viene utilizzato generalmente per lavorare in tondo).

Filo: sia la parte anteriore che quella posteriore di una maglia (filo anteriore e filo posteriore).

Gettato: gettare il filo sopra (gettato diritto) o intorno (gettato rovescio) al ferro destro.

In attesa o in sospeso: lasciare alcune maglie su un ferro ausiliario senza lavorarle, mentre si procede a lavorare le rimanenti.

Intrecciare: chiudere un certo numero di maglie alla fine o durante il lavoro.

intrecciare a costa: chiudere le maglie lavorando a diritto le maglie diritte e a rovescio le maglie rovesce.

Maglia: durante la lavorazione è l’asola ottenuta sul ferro mediante la torsione del filo.

Maglia d’inizio: la prima maglia di ogni ferro.

Maglia doppia: una maglia lavorata a diritto o rovescio presa entrando con il ferro nella maglia corrispondente del ferro precedente.

Maglia doppia o tubolare: lavorare la maglia con due ferri, in modo che risulti doppia.

Maglia passata a diritto: passare una maglia senza lavorarla dal ferro sinistro al ferro destro prendendola a diritto e tenendo il filo sul dietro del lavoro.

Maglia passata a rovescio: passare una maglia senza lavorarla dal ferro sinistro al destro, prendendola a rovescio e tenendo il filo sul davanti del lavoro.

Maglia ritorta diritta: una maglia lavorata a diritto presa dietro.

Un Saluto

Federico Scatizzi

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Sciarpe Cashmere lavorate artigianalmente

Da oggi sul nostro sito web www.compagniadelcashmere.com puoi trovare sciarpe in puro cashmere uniche, di una sofficità ed una lavorazione molto particolare.

Ogni sciarpa viene lavorata singolarmente, su macchine manuali, seguendo per ognuna degli schemi ben precisi.

I colori e le varie fasi della lavorazione (la tessitura, il trattamento ad acqua, l’asciugatura, e lo stiro) rendono ogni capo un pezzo unico, nella mano e nella misura.

Non si troveranno due sciarpe perfettamente identiche neanche nello stesso modello e colori.
Per quanto riguarda la qualità del filato, viene usato solo ed esclusivamente PURO CASHMERE 100% titolo 2/28 prodotto da alcune delle migliori filature italiane.

Ho scelto questo articolo per poterlo offrire alla nostra clientela dopo averne visto personalmente la lavorazione ed i risultati, delle sciarpe di una sofficità unica.

Un articolo adatto per chiunque voglia indossare qualcosa di diverso, particolare ed unico, e volendo, un regalo senza prezzo, per uomo e donna, acquistabile a prezzi moderati ed accessibili a tutti.

Federico Scatizzi
www.compagniadelcashmere.com



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Scialle nero con frange

Media difficoltà

Occorrente (taglia unica)

G 230 di filato, colore nero 02. Uncinetto n. 2.00.

Punti impiegati

Catenella (cat.)

Maglia bassa (m.bs)

Maglia altissima (m.alts.).

Campione

Cm 10 x 10 lavoratori con l’unc. n. 2.00 a rete filet sono pari a 8 quadretti vuoti e a 8 righe.

Esecuzione

1° riga: avv. 227 cat., 1 m. alts. Nell’8° cat. dall’unc. (= 1 quadretto vuoto), * 2 cat., salt. 2 cat., 1 m. alts. nella cat. seg.*; rip. da * a * per tutta la riga fino alle ultime 3 cat. (= 73 quadretti vuoti in totale), salt. 2 cat, 1 m. alts. nell’ultima cat. (= 1 dim.), volt.

2° riga: 3 cat., salt. 1 spazio (= 1 dim.), 1 m. alts. nella m. alt. Seg.,, 2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat., 1 m. alts nella m. alts. seg., *puntare l’unc. alla sommità dell’ultima m. alts. e lav. 4 m.

alts. chiuse ins. (lav. 4 m. alts. non chiuse, poi, con un gett., chiudere tutte le m. sull’unc. nella m. alts. seg della 1 riga e lav. 4 m. alts. chiuse ins. (= terzo patalo), (salt. 1 spazio, 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 3 volte*; rip. da * a * per tutta la riga, term. Con 3 petali, salt. 1 spazio, 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat., 1 m. alts. nell’ultima m., volt.

3° riga: 5 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat., *puntare l’unc. al centro dei 3 petali e lav. un petalo, (2 cat, 1 m. alts. nella m. alts. seg.) per 3 volte, 2 cat.*; rip. da * a * per tutta la riga, term. con un petalo, 2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., 1 m. alts. nell’ultima m. (= 1 dim.), volt.

4° riga: 3 cat., 1 m. alts. alla sommità del petalo seg., 2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg., *lav.3 petali come sopra, (1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 2 volte, 1 m. alts. nella m. alts. seg.*; rip. da * a * per tutta la riga, term. con 3 petali, (1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 3 volte, *un petalo al centro dei 3 petali, (1 m. alts. nella m.alts. seg., 2 cat.) per 3 volte, volt.

5° riga: 5 cat., (1 m. alts. nella m. alts. seg., 2 cat.) per 3 volte, *un petalo al centro dei 3 petali, (2 cat., 1 m. alts. nella m. alts. seg.) per 3 volte, 2 cat.*; rip. da * a * per tutta la riga, term. con un petalo al centro dei petali, 2 cat., 1 m. alts. nell’ultima m. (= dim.), volt. Rip. dalla 2° riga alla 5° riga per 72 righe in totale, continuando a dim. su un solo lato fino a rimanere con 1 quadretto vuoto.

Confezione

Rifinire lo scialle con le frange. Per fare una frangia: tagliare nel filato 5 gugliate, lunghe circa cm 22 e riunirle in un mazzetto. Puntare l’unc. dal rov. e uscire sul dir., prendere il mazzetto di fili nella sua metà e passarlo sul rov., formando una maglia. Con l’unc., riprend. la coda del mazzetto e passarlo attraverso la maglia formata. Tirare i fili del mazzetto fissando il nodo. Al termine, regolare con le forbici la lunghezza delle frange.

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Fibre naturali, artificiali e sintetiche

Prima ancora di costruire le sue prime città, i suoi primi castelli, l’uomo si fece dei tessuti per coprirsi. E continuò a fabbricarli per migliaia di anni usando come materia prima fibre di origine vegetale o animale.
Nelle piante le fibre formano l’ossatura che sostiene le parti morbide e polpose delle foglie, delle radici e degli steli. Negli animali le fibre si trovano invece nella carne, nella pelle, nei muscoli e nel pelo. Tutte queste fibre sono estremamente sottili (la loro lunghezza è infatti circa duemila volte il loro spessore) e sono costituite da una lunga catena di molecole grosso modo parallele l’una all’altra. Le fibre vegetali, come il cotone e il lino, sono di cellulosa, che è un composto di carbonio, idrogeno e ossigeno; le fibre animali, come la lana e la seta, sono costituite da vari tipi di proteine, composti di carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e talvolta anche zolfo (nella lana).

Per soddisfare le esigenze degli attuali metodi di manifattura e dei macchinari moderni, le fibre devono essere forti, resistenti, flessibili, lucenti e di dimensioni pressoché uniformi. Dovrebbero essere lunghe almeno mm 12 (meglio ancora mm 35 o piú) e spesse appena qualche centimillimetro. Inoltre dovrebbero essere ruvide o grinzose, in modo da intrecciarsi saldamente quando vengono attorcigliate per formare un filato, cosí da aumentare la resistenza delle fibre ed evitare che scorrano l’una sull’altra se sottoposte a tensione.

Soltanto alcune delle fibre naturali sono provviste di tutti o della maggior parte di questi requisiti; tra queste sono il cotone, particolarmente forte e resistente, la lana, calda e ingualcibile, la seta, morbida e lucente, e il lino, crespo e lucido. Le fibre corticali, che eomprem dono iuta, canapa, sisal e ramia sono forti e resistenti, ma troppo rozze per farne vestiti: si usano soprattutto per corde, spaghi, sacchi e stuoie.

Dal momento che le possibilità delle fibre naturali sono limitate, l’industria tessile sfrutta in pieno le fibre artificiali che sono state prodotte negli ultimi 75 anni. Tra il 1890 e il 1920 i chimici hanno scoperto come ricavare numerose varietà di fibre dalla polpa del cotone e del legno. Quelle che hanno avuto pili successo sono state il rayon di viscosa e il rayon all’acetato di cellulosa, che tuttora si fabbricano su vasta scala. In un primo tempo le fibre di rayon furono chiamate seta artificiale per la loro serica morbidezza e per la loro grande lucentezza.

Come tutte le fibre naturali, il rayon assorbe acqua e s’inspessisce quando viene lavato, ma c’è una Bifforema: le fibre naturali rimangono forti quando si bagnano e si gonfiano, il cotone anzi diventa più forte; il rayon, invece, quando assorbe una quantità di acqua pari al suo peso, perde circa un terzo della sua resistenza. Questo indebolimento è solo temporaneo, perché una volta asciutto il rayon riacquista tutte le sue proprietà originarie. È evidente, tuttavia, che la qualità di una fibra è migliore se essa non perde la sua forza quando viene lavata.

La scoperta del nylon da parte di Carothers fu particolarmente importante perché il nylon, che è la prima delle cosiddette fibre sintetiche, è almeno due volte piú forte del cotone, assorbe una minima quantità di acqua e mantiene intatta la sua forma anche quando è bagnato. Il successo del nylon portò alla scoperta di altre fibre sintetiche con proprietà analoghe.

Nessuna fibra presenta tutti i vantaggi o tutti gli svantaggi di cui abbiamo parlato. Le fibre naturali e le prime fibre di rayon resistono al calore e a quei solventi organici che si usano a volte nella pulitura a secco. D’altra parte esse vengono attaccate dalle tarme e dai batteri. Le nuove fibre sintetiche, invece, non vengono attaccate da insetti e batteri, ma si rovinano se stirate con ferro molto caldo.

Poiché il rayon e le fibre naturali assorbono rapidamente acqua sono particolarmente indicate per capi di vestiario che piú facilmente vengono in contatto col sudore. Per la stessa ragione si possono tingere e apprettare con sostanze solubili nell’acqua. Invece i tessuti di fibre sintetiche respingono l’acqua e si devono pertanto tingere e apprettare mediante processi piú complessi e costosi. Anche per essere filate e tessute le fibre sintetiche richiedono particolari procedimenti.

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