Disfai il telo o ripari il buco?

Quando sul telo ti viene fuori un buco, dovuto a un nodo o dovuto a una fiammatura del filato (può capitare), cosa fai?

Molte mie clienti mi dicono che disfanno tutto il telo e lo rifanno. Secondo me è sbagliato, a meno che il telo sia un colabrodo. Risparmieresti più tempo e lavoro se rammendi il buco.

Ma io non so rammendare. Rammendare è troppo difficile e perdo più tempo. Ma poi si vede dove il buco è stato rammendato e il lavoro viene brutto e non si può consegnare così. E molte altre “scuse” che mentalmente ti fanno sentire bene, ma che in realtà non reggono perchè NON SONO VERE assolutamente.

Rammendare non è difficile, come in tutte le cose bisogna solo fare un po’ di pratica, e quando rammendi bene non riesci nemmeno tu stessa a ritrovare il punto dove c’era il buco. E ti garantisco che risparmi tempo, lavoro e denaro.

Guarda il video qui sotto. Le mani sono di mia mamma, che quando è stato girato il video era una signora di quasi 80 anni, che aveva ed ha problemi di vista data l’età e non solo l’età, e non ha più la mano ferma che aveva anche solo 10 anni prima che fosse stato girato questo video. Era già in pensione da quasi 15 anni quando è stato girato questo video.

E dopo che lo avrai visto e rivisto più volte, ed avrai provato e praticato più volte (se non lo hai mai fatto ti ci vorrà un po’ di tempo per prenderci la mano, ma non ti arrendere), ti garantisco che da lì in poi non ti verrà più in mente di disfare neanche un telo.

Federico Scatizzi

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Come si determina lo spessore (titolo) nei filati

Molte persone mi chiedono cosa significa 3×2/15, o 2/28 o 4600. Questo è il titolo del filato, cioè lo spessore. In questo articolo voglio cercare di spiegare esattamente cosa significa e perchè.

Iniziamo con l’introdurre le caratteristiche principali dei filati.

Le caratteristiche fondamentali dei filati sono la torsione o ritorcitura, l’uniformità dello spessore, la resistenza e allungamento ed il titolo o spessore.

La torsione dei filati si determina in torcimetri.

La torsione può essere a destra (Z), o a sinistra (S).

I filati si dicono a capo unico, quando sono formati da un solo filo o ritorti quando sono formati da una torsione di più fili (o capi).

L’uniformità di spessore si può vedere avvolgendo un filato su un pezzo di cartone di colore diverso rispetto a quello del filato. L’occhio apprezza le eventuali differenze di grossezza.

La resistenza si determina con i dinamometri, apparecchi che consentono di stabilire la resistenza del filato prima di rompersi e l’elasticità.

Vediamo però in dettaglio lo spessore o in gergo “la titolazione” dei filati.

Il “titolo” dei filati è il nome convenzionale riferito alla finezza, cioè allo spessore del filato.

La struttura del filato è tendenzialmente cilindrica, quindi potremmo pensare di utilizzare il diametro come riferimento per misurarne lo spessore. Un filato però pone un inconveniente per cui risulta impossibile utilizzare uno strumento di misurazione (come ad esempio il calibro); questo ha portato a dover pensare ad un altro tipo di riferimento. Le uniche due misurazioni che è possibile effettuare su un filato sono quelle relative alla sua lunghezza (L) ed al suo peso (P); il rapporto fra queste due grandezze prende il nome di Titolo (T).

I sistemi di titolazione sono due:

1.Titolazione per lunghezza: Rappresenta il rapporto fra la lunghezza ed il peso. In questo sistema, più alto è il titolo e più elevata è la finezza, per esempio un titolo Nm. 4000 sarà più fine di un titolo Nm. 2000 ed un titolo 2/60000 sarà più fine di un titolo 2/28000. A questo sistema di titolazione appartiene il titolo numerico metrico (Nm) ossia il numero di matassine di 1000 metri costituenti 1 kg. Viene usato per la lana in particolare.

Per il cotone si usa il titolo inglese che considera la lunghezza di 840 yards (pai a 768 metri) e la libbra (pari a 453,6 grammi). Per il lino, la canapa e la juta il metodo inglese ha come base 300 yards (247 metri) e una libbra.

LT = ——P

Questo è il metodo attualmente più usato, è il metodo che troverai sui titoli dei nostri filati, ed è il metodo più diffuso e conosciuto in Italia, al quale ti consiglio di fare maggiore riferimento e di imparare.

Per semplificare il calcolo, nella misurazione dei titoli Nm. sappiamo che il titolo Nm 2000 corrisponde ad un filato la cui lunghezza è 2000 metri in 1 kg di filato. Mentre nei titoli dei filati ritorti si utilizza dividere il denominatore per il numeratore, per esempio in un filato titolo 2/28000 per ottenere i metri di filato contenuti in 1 kg si divide: 28000 : 2 = 14000 metri in un kg di filato, da qui è facile ottenere i metri in un gomitolo o di una matassa per esempio di 100 grammi.

Il titolo del filato può darci anche delle indicazioni per stabilirne la finezza della macchina o il numero di ferri da usare per la lavorazione.

Sappiamo per esempio che un filato titolo 2/28000 si può utilizzare sulla macchina finezza 12 a un capo o sulla macchina finezza 7-8 a due capi, o coni ferri numero 2,5/3 a due o tre capi, ed un filato Nm 2800 si può lavorare con i ferri 3,5-4 o uncinetto 3-3,5. Ma questo è relativo, in quanto vanno considerati sempre il tipo di filato (fibra) utilizzato, il modello che si intende realizzare, e per i filati da macchina il tipo di macchina, e per i filati da aguglieria la mano della persona che realizza il capo.2.Titolazione per peso: Rappresenta il rapporto tra il peso e la lunghezza. In questo caso più alto è il titolo, maggiore è la grossezza del filato. Con questo metodo di titolazione si ha il titolo legale, espresso in denaro (0,05 grammi) e la lunghezza di 450 metri. Viene usato per la seta e tutte le fibre artificiali e sintetiche.

PT = ——L

Il titolo è sempre riferito ai filati semplici, nei filati ritorti il titolo si esprime con una frazione (esempio: 30/2, 50/2, 60/3, ecc.)

Analogamente esistono sistemi di numerazione diversa che si differenziano rispetto alle unità di misura messe in rapporto. I numeri maggiormente utilizzati sono il Nm (Numerico metrico) che mette in rapporto 1 metro di filato su 1 grammo, di cui abbiamo già parlato; il Nec (Numero inglese del cotone); l’Nel (Numero inglese del lino); l’Np (Numero pratese).

Il Tex dovrebbe rappresentare il titolo universale con cui indicare lo spessore dei filati, ma nella realtà non è sempre così (è utile però per quanto riguarda icalcoli di produzione).

Il Td è particolarmente usato per i filati di seta, le fibre tecnologiche o le singole fibre in genere.

Il Np si utilizza per la titolazione dei filati di lana cardata (in uso solamente a Prato).

Il titolo dei filati ritorti con fili di diverso titolo (filati fiammati), viene espresso indicando al numeratore il titolo del filato più grosso ed al denominatore il titolo del filato più sottile.

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Non disfare il telo, impara a rammendare!!!

Lavori a macchina? Ti vengono alcuni teli con dei buchi? Non dirmi che disfai completamente il telo e lo rifai, perchè perdi un sacco di tempo e lavoro.

C’è un metodo molto più semplice, basta imparare a rammendare, è molto facile.

Magari le prime volte ti troverai un po’ impacciata, ma se fai un po’ di esercizio e ci prendi la mano tutto sarà più semplice e risparmierai un sacco di tempo e di lavoro.

Quando il buco sarà rammendato con questa tecnica che vedrai nel video qui sotto, non ti accorgerai nemmeno che lì prima c’era un buco.

Questa tecnica è molto valida anche per te che lavori ai ferri o a uncinetto, e la puoi usare anche per riparare maglie sulle quali si è venuto a creare un buco, perchè consumate o perchè ti sei impigliata da qualche parte. Basta solo sfilare un po’ di filo dalle cuciture della maglia ed utilizzarlo per rammendare il buco.

Ti consiglio vivamente di guardare con attenzione questo video e metterlo in pratioca.

Federico Scatizzi

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Acquistare Online

Acquistare Online

Quando si fa un acquisto su internet e si riceve un articolo che non piace.

Ci sono alcune persone che non dicono niente al venditore, alcuni danno anche un feedback negativo e non acquistano più da quel venditore.

A prescindere da fatto che esiste il “Diritto di Recesso” (leggi in fondo a questo articolo)

A mio parere questo è sbagliatissimo per due motivi, il primo perché l’acquirente potrebbe trovare un venditore onesto e questo gli cambia l’articolo o glielo prende indietro e glielo rimborsa, secondo perché potrebbe essere stato un semplice errore umano. Ognuno è libero di fare quello che vuole ma personalmente non sono d’accordo, ne come venditore ne come acquirente (compro molto online, faccio anche la spesa online molte volte).

Ogni venditore online ha le sue regole. Noi per esempio abbiamo le nostre regole anche in base al tipo di prodotto che vendiamo. Noi vendiamo online filati pregiati in stock da maglieria, per lavoro a maglia ai ferri o a macchina. Può capitare, anche se pur raramente che il filato sia difettoso, o che semplicemente non piaccia (generalmente se c’è qualche problema è questo) per qualsiasi motivo, è sufficiente che il cliente ci contatti e glielo riprendiamo indietro per un cambio o per un rimborso.

La nostra regola è: prima di tutto bisogna fare sempre un campione che serve appositamente per vedere la resa del filato e per vedere se il filato presenta qualche difetto, oppure può accadere, come dicevo che non piace il colore o non piace il filato.

Questo è quello che bisogna fare, sia come clienti sia come venditori, è la cosa più semplice, più logica e più giusta.

Ho voluto scrivere questo articolo perché l’altro giorno mi ha chiamato una signora, una cliente, dicendomi che se acquista qualcosa su internet e poi l’articolo acquistato non gli piace, non dice niente, semplicemente smette di acquistare da quel venditore. Non sono d’accordo su questo tipo di comportamento.

Una volta, mi è accaduto che una vecchia cliente mi chiamasse per dirmi che un filato che aveva acquistato da me era difettoso, lamentandosi che lo aveva lavorato comunque, che ci aveva impiegato due giorni per lavorarlo (la signora lavora a macchina), che molte volte ha dovuto disfare il telo e rifarlo perché gli veniva bucato. Quando gli ho chiesto se avesse fatto il campione mi ha risposto di si, e che si vedeva già dal campione che quel filato gli avrebbe dato problemi.

Se fossi stato scortese gli avrei rispoto: “ma allora se sei masochista dillo”. Ma nella mia cortesia di sempre, gli ho chiesto semplicemente perché non mi ha avvisato, glielo avrei cambiato senza esitare.

C’è addirittura chi invia un feedback negativo senza neanche contattare il venditore per cercare di risolvere il problema. Se c’è volontà i problemi si risolvono, naturalmente ci sono delle regole del buon vivere che vanno rispettate. Noi non possiamo cambiare un filato già lavorato, per questo obblighiamo i nostri clienti a fare sempre un campione prima di lavorare il filato definitivamente. Che poi è una regola di tutte le aziende, tutti i maglifici, tutti gli smacchinatori nel settore industriale. Nessun maglificio, nessun produttore di abbigliamento si sognerebbe mai di produrre un articolo senza fare prima un campione e se necessario un controcampione, per non solo questi motivi, ma anche per molti altri motivi che non sto qui adesso ad elencare, magari approfondirò in un prossimo articolo o video.

DIRITTO DI RECESSO: fonte wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_recesso

La Direttiva 85/577/CEE del Consiglio dell’Unione europea del 20 dicembre 1985 per la tutela del consumatore in caso di contratti negoziati fuori dei locali commerciali, ha introdotto il diritto di recesso entro un termine minimo di sette giorni, ed è stata recepita da più ordinamenti degli stati membri dell’Unione.

Per effetto della norma, ove applicabile, chi acquista un oggetto, sottoscrive un abbonamento o stipula contratti simili, ha 7 giorni di tempo per disdire senza penali il contratto che ha firmato. Per l’acquisto di un prodotto, il recesso consiste nella restituzione dell’oggetto, ottenendo a scelta del consumatore la quantità di denaro corrisposta oppure un buono di pari valore da spendere nello stesso esercizio.

Il diritto di recesso è focalizzato sugli acquisti effettuati fuori dal pubblico esercizio (quindi ad esempio a distanza o a domicilio, oppure in contesti in cui la vendita è effettuata a titolo accessorio o integrativo di altre attività, come nella nota vendita di stoviglie in occasione di viaggi organizzati). Non si applica perciò a tutti i beni acquistati direttamente in negozio, di cui l’acquirente ha presuntivamente avuto preventivamente visione e possibilità di prendere atto e cognizione di tutte le caratteristiche: il ripensamento non è riconosciuto come diritto, salvo accordi precedenti la conclusione del contratto presi direttamente con il venditore. In simili casi il diritto di recesso per vendita in negozio viene applicato solo ed esclusivamente a discrezione del venditore, non avendo questi alcun obbligo di legge in tal senso. Nei periodi di vendite a prezzi di saldo, non di rado non è nemmeno consentita la sostituzione della merce.

Poiché la legge prevale su eventuali pattuizioni fra le parti, contratti che prevedano una penale in caso di recesso prima dei 7 giorni oppure un termine inferiore per il recesso anticipato, sono nulli. La presenza di una clausola vessatoria e nulla rende nullo l’intero contratto: in questo caso, la controparte può esimersi dalle obbligazioni scritte nel contratto, anche dopo i 7 giorni per il recesso anticipato, non avendo il contratto di partenza alcuna validità giuridica.