Il “segreto” delle maglie ritorte

Il“segreto” delle maglie ritorte

Il diritto e il rovescio sono due punti basilari del lavoro a maglia. Sembrano molto semplici da realizzare. Appunto … “sembrano”. Chi da poco ha iniziato a sferruzzare sa che, a volte, trova difficoltà nella giusta esecuzione.

Oggi provo a spiegare perché nascono queste difficoltà e, soprattutto, come risolvere ogni dubbio.

Sia la maglia diritta che la maglia rovescia si possono presentare in due modi diversi (vedi foto), ciò dipende da due fattori:

1) il motivo che stai realizzando, per esempio il legaccio o la maglia rasata.

2) il modo in cui avvolgi il filo intorno al ferro destro per farlo passare successivamente attraverso la maglia. Puoi prenderlo passando sotto il filo oppure sopra, dipende dalle tue preferenze.

La maglia diritta si può presentare in questi due modi:

Anche le maglie rovesce si possono presentare in due modi:

E’ importante imparare a lavorare le maglie in modo che non siano ritorte (a meno che non sia richiesto dal motivo); esistono motivi, anche se pochi, con maglie ritorte.

Che cosa sono le maglie ritorte? Lo vediamo meglio su un campione di maglia rasata.

La regola per evitare le maglie ritorte è semplicissima: bisogna inserire il ferro destro nella maglia che si trova sul ferro sinistro in modo che i fili destro e sinistro non si incrocino e dopo avvolgere il filo del gomitolo intorno al ferro e farlo passare attraverso la maglia. Questa regola riguarda sia i punti diritti che rovesci.

Lo vediamo meglio nelle immagini sotto…

I due modi per lavorare la maglia diritta:

I due modi per lavorare la maglia rovescia:

Ci accorgiamo dell’importanza di questa regola quando bisogna disfare un pezzo del lavoro e riprendere le maglie: di solito non si rimettono sul ferro nel modo uguale.

Queste due maglie saranno sicuramente ritorte, perché i fili si incrociano.

Spero che il post di oggi sia stato utile e ti ha abbia aiutato ad eseguire le maglie in modo corretto.

Alla prossima

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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Come leggere gli schemi per la maglia

Come avevo accennato nel mio post precedente, la base di tutti i lavori a maglia sono due punti: il diritto e il rovescio. A questi si possono aggiungere numerosi modi di lavorazione quali: maglie incrociate, smagliate, riprese, allungate, ecc.

Esistono tantissimi motivi di lavori a maglia. Li puoi trovare in Internet, nelle riviste e nei libri del settore. Alcuni, sempre meno, sono descritti a parole, altri sono illustrati attraverso i grafici. Questi schemi, con tanti “strani” simboli collocati nei quadretti (come quello che vedi sotto), spaventano molto i principianti. Eppure, prendere confidenza con essi è indispensabile se Ti piace sferruzzare.

In questo post, cercherò di spiegare in modo chiaro e semplice come leggere gli schemi per lavori a maglia.

Il grafico è, di solito, un quadrato o un rettangolo diviso in piccoli quadretti con simboli all’interno, ma potrebbe avere anche una forma irregolare. In questo caso, vengono visualizzate soltanto le maglie necessarie per le righe fantasia. Altri punti si lavorano come è indicato a parole.

Ad ogni simbolo corrisponde una maglia.

Lungo il lato destro, ci sono numeri dispari che indicano i ferri di andata (di solito il lato diritto del motivo).

Lungo il lato sinistro, ci sono numeri pari che indicano i ferri di ritorno (di solito il rovescio del motivo).

A volte, nel grafico ci sono soltanto numeri dispari (come si vede nel primo schema): questo significa che sono illustrati soltanto i punti di andata. In questo caso, viene fornita l’informazione su come lavorare I ferri di ritorno: tutte le maglie a rovescio oppure lavorare le maglie come si presentano (diritto su diritto e rovescio su rovescio).

I diagrammi si leggono iniziando sempre dal numero: da destra verso sinistra (per il ferro di andata, numeri dispari) e da sinistra verso destra (per il ferro di ritorno, numeri pari).

Facciamo un esempio pratico, seguendo una delle immagini del libro “Tutti Punti Maglia” (Casa Editrice Mani di Fata) di cui Ti ho già parlato nei miei post precedenti.

Questo motivo si esegue su un numero di punti multiplo di 10 + 5.

Nel grafico ne vediamo 15, quindi non ci sono le maglie di margine, invece nel campione sono state aggiunte 2 maglie per ogni margine. Aggiungiamole anche noi; le lavoreremo a legaccio (a diritto).

Se volessi fare un maglione con questo punto, mi servirebbero molte più maglie. È sempre utile fare un campione piuttosto grande, se vuoi calcolare bene le maglie per un capo.

Facciamo un campione di 39 maglie (30 è il numero multiplo di 10 + 5 + 4 maglie per due margini).

Il quadretto vuoto rappresenta la maglia rovescia, il quadretto con il trattino rappresenta la maglia diritta.

Due asterischi nello schema indicano la parte da ripetere.

Dopo aver avviato 39 maglie, lavoro le maglie leggendo lo schema:

1° ferro: 2 maglie a diritto (queste due maglie non ci sono nel grafico) – 5 maglie a diritto, 5 maglie rovescio – mi trovo all’altezza del secondo asterisco, quindi devo tornare al primo asterisco e fare di nuovo 5 maglie a diritto e 5 maglie a rovescio. Continuo a ripetere questa parte finché sul ferro sinistro rimarranno soltanto 5 maglie (indicate nel grafico) e altre 2 che ho aggiunto per il margine. Le lavoro a diritto.

2° ferro: lavoro tutte le maglie a diritto.

Il 3° e il 7° ferro sono uguali al 1°, invece il 4° e il 6° uguali al secondo. Lo vediamo chiaramente nel grafico.

8° ferro: 2 maglie a diritto (queste due maglie non ci sono nel grafico) – 5 maglie a diritto – (il primo asterisco) 5 maglie rovescio,5 maglie a diritto (il secondo asterisco) – dato che mi trovo all’altezza del secondo asterisco (visto da sinistra), devo tornare al primo asterisco e fare di nuovo 5 maglie a rovescio e 5 maglie a diritto. Si continua a ripetere questa parte finché sul ferro sinistro rimarranno soltanto 2 maglie che ho aggiunto per il margine (non ci sono nel grafico). Le lavoro a diritto.

9° ferro: tutte le maglie a diritto.

I ferri 10°, 12° e 14° sono uguali al 8°, invece l’11°° e il 13° sono uguali al 9°.

Dopo di che ricomincio a ripetere i ferri dal 1° al 14°.

Probabilmente Ti sembrerà un po’ complicato, ma Ti assicuro che non lo è… ci vuole semplicemente qualche esercizio :-).

Senza saper leggere gli schemi, non potrai realizzare le fantasie più complesse e, ovviamente, più belle rispetto ai semplici diritti e rovesci.

Quindi… non perdiamo tempo e mettiamoci al lavoro 🙂 !!!

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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Inizia la Fiera del Filato

Domani 13 Febbraio inizia la Fiera del Filato, che dureeà fino al 28 Febbraio compreso.

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Tutti i Punti della Maglia

E’ iniziato il 2019 quindi, soprattutto, voglio farTi gli auguri di Buon Anno: che sia pieno di interessanti spunti per la vita, grandi e piccole soddisfazioni, tanta positività che “Ti metta le ali” 🙂 e, ovviamente, tanta salute.

E’ ormai confermato che sferruzzare fa bene alla salute. Scopri “10 Buoni Motivi per Fare la Maglia” cliccando qui 🙂

E sferruzzare utilizzando il cashmere e filati pregiati 🙂 è ancora più salutare perché è la fibra naturale e morbidissima al tatto.

Imparare a fare la maglia non è difficile. Basta avere un po’ di pazienza, un paio di ferri e qualche gomitolo di lana. All’inizio ci sia accontenta di fare le maglie diritte e rovesce. Sono due punti principali con i quali si possono realizzare un’infinità di cose. Si possono creare diverse fantasie, si può “giocare” abbinando vari colori in tanti modi. E questo potrebbe essere soltanto un bell’inizio. Si sa, “l’appetito vien mangiando”.

Per fare motivi più complessi bisogna soprattutto imparare a leggere gli schemi, ma questo non basta. E’ necessario, anche, imparare a lavorare le maglie in modo un po’ particolare.

Bisogna sapere che cosa sono e come si realizzano, per esempio, punti incrociati, allungati, passati, traforati, ripresi ecc.

Voglio proprio dedicare i primi post di quest’anno a questi punti particolari e alle nozioni base.

La tipologia di punti che proporrò sarà sicuramente molto utile a chi vuole perfezionare le proprie capacità nella lavorazione con i ferri.

Per oggi solo un piccolo anticipo di quello che troverai in seguito:

Tutto quello che devi sapere sulle maglie diritte e rovesce.
Tutto quello che devi sapere sui punti allungati.
Tutto quello che devi sapere sui punti passati.
Tutto quello che devi sapere sui punti traforati.
Tutto quello che devi sapere sui punti incrociati.

Spero di averTi incuriosito 🙂 A presto 🙂

Alicja Kwartnik

per Hircus Filati


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Differenze fra filati pettinati e filati cardati

I filati in cashmere pettinati hanno un tipico aspetto rasato, sono più leggeri, più fini e non “pelosi”.

Per aumentare la resistenza dei filati pettinati questi possono essere sottoposti a successive e importanti torsioni che ne aumentano anche la ripresa alla piega. Un filato pettinato è quindi in definitiva più morbido, fine, anche in senso di stile, più adatto a un abbigliamento che vuole essere più sobrio e più elegante.

I filati in cashmere cardati di contro sono più pesanti, anche esteticamente, hanno un aspetto più morbido, quasi gonfio, e soprattutto sono più caldi non solo perché il peso è maggiore ma anche per i finissaggi applicati. I filati cardati sono “prerogativa” dell’abbigliamento invernale e per realizzarli si usano fibre più corte che uscendo dal filato danno il tipico aspetto peloso, gonfio e morbido classico dei maglioni in cashmere.

Il caratteristico aspetto peloso del cashmere cardato fa fuoriuscire il pilling (i caratteristici pallini) che altro non è che la fibra più corta in eccesso che fuoriesce dal maglione, che si può facilmente togliere con un “levapelucchi” acquistabile anche online a pochi euro. Oggi esistono anche levapelucchi elettrici molto efficaci che facilitano il compito. Tutti i maglioni in cashmere cardati, chi più chi meno, prima o poi faranno fuoriuscire il pilling.

In fase di finissaggio i capi realizzati con filati cardati possono essere sottoposti a un’operazione di follatura e garzatura ovvero a un compattamento e spazzolatura che ne esalta le caratteristiche. In conclusione tra filati pettinati e cardati le differenze non sono poche e al di là della stagionalità che “impone” un certo tipo di abbigliamento, più o meno caldo, l’importante è essere sicuri di quel che si acquista. Se si comprano filati o maglie realizzate artigianalmente in cashmere, pettinati o cardati che siano, la qualità è assicurata!

Come consueto consigliamo sempre di fare un campione 10×10 o 15×15 prima di effettuare il lavoro definitivo e lavarlo per vedere la resa.

Praticamente quello che c’è da fare è:
1 – fare un campione 10×10 o 15×15 cm.
2 – contare le maglie e micurare il campione segnando tutti i dati
3 – lavare il campione seguendo i nostri consigli che trovi in fondo a tutte le pagine del nostro sito web
4 – controllare la morbidezza del campione e la lavorazione. Se il campione è molto lente e molto morbido si può decidere di lavorarlo più fitto, viceversa se il campione è troppo fitto e poco morbido si può decidere si lavorarlo più lente.
Tieni presente che: se lo lavori più fitto verrà meno morbido e farà meno pilling, viceversa se lo lavori più lente verrà meno morbido e farà più pilling.
5 – rimisurare il campione per sviluppare la taglia necessaria.

Per togliere il pilling dai maglioni consiglio di acquistare un “levapelucchi elettrico” che puoi trovare a pochi euro anche su Amazon. Se ti piace indossare maglioni in cashmere, il levapelucchi è indispensabile, perchè il cashmere cardato farà sempre pilling.

Per quanto riguarda invece i filati pettinati invece ci sono alcuni ccorgimenti in più da fare.

Tutti i produttori di filati pettinati, in lana merinos extrafine, cashmere e in cashmere/seta, consigliano di effettuare, oltre al lavaggio in lavatrice, anche il lavaggio a secco. Cliccando su questo link https://www.handknittingcashmereyarn.com/come-lavaretrattare-i-capi-reaizzati-a-macchina-con-filati-pettinati-fini/ puoi vedere i consigli che danno i produttori dei filati pettinati sul lavaggio; è un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa.

I filati pettinati difficilmente fanno pilling, in quanto la fibra utilizzata per realizzargli è molto più lunga rispetto alla fibra utilizzata per i filati cardati, e la resa è molto diversa.

Nei filati in lana merinos extrafine, cashmere, cashmere/lana e cashmere/seta pettinati non si vedrà il classico pelino che si vede nei filati cardati, che è dovuto appunto alla fibra più corta che fuoriesce. La resa di una maglia è più liscia e un po’ meno soffice, rimanendo sempre molto calda.

Hircus Filati


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Quale filato scegliere per la macchina da maglieria?

Se non conosci i titoli (spessore) dei filati e non sai quale filato acquistare per lavorarlo con la tua macchina puoi regolarti con la lunghezza dei filati.

So benissimo che non mi sono spiegato, ma se continui a leggere per qualche minuto ti spiego come fare.

Faccio prima una premessa.
I filati si misurano con il “titolo”, che ne determina lo spessore, oppure in metri, che anche questi determinano lo spessore del filato, e da qui puoi sapere quale filato è più adatto da lavorare con la tua macchina da maglieria.
Il titolo viene calcolato sempre in 1 kg di filato, per esempio un filato titolo 1/15 avrà 15000 metri in 1 kg di filato.

Qui di seguito una piccola scaletta delle finezze di macchine più utilizzate e i metraggi che servono per essere lavorati con quella determinata macchina:

  • con la macchina finezza 18 si lavorano filati che misurano circa 30000 metri in 1 kg di filato
  • con la macchina finezza 12 si lavorano filati che misurano circa 15000 metri in 1 kg di filato
  • macchina finezza 7-8 filato di circa 7000-8000 metri
  • macchina finezza 5 filato di circa 3500-4000 metri
  • macchina finezza 3 filato di circa 1500-2000 metri

Ma come si determinano i metri del filato se non sono espressamente scritti?
Normalmente, se non c’è scritto il metraggio c’è scritto sempre (o quasi sempre) il “titolo” del filato.

Per i filati ad un capo solo, o i filati che riportano il simbolo Nm. di fronte al numero è semplice, perchè quello è il metraggio in 1 kg di filato. Per esempio filato 1/15, come dicevo prima, è lungo 15000 metri in 1 kg di filato, oppure filato Nm. 3500 è lungo 3500 metri in 1 kg di filato.

Ma per i filati ritorti o binati a due o più capi?
Allora si divide il metraggio per il numero di capi, per esempio per un filato titolo 2/28 si calcolerà: 28000 metri (lunghezza in 1 kg di filato) diviso 2 (numero di capi) = 14000 metri in 1 kg di quel filato.

N.B.: quando si trovano i “titoli” dei filati scritti così: 1/15, 2/28, 3/27, ecc. si intende sempre in migliaia di metri, cioè 1/15000, 2/28000, 3/27000, ecc.

Per un maggiore approfondimento tecnico sui “titoli” dei filati leggi anche questo articolo cliccando sul link qui sotto:
https://www.handknittingcashmereyarn.com/sai-cose-e-a-cosa-serve-il-titolo-nei-filati/

Hircus Filati


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